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domenica 5 Settembre 2021
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L’assalto al cielo della Comune di Parigi

Il 18 marzo 1871 la bandiera rossa sventola sull’Hotel de Ville a Parigi: è l’inizio simbolico della Comune di Parigi, del primo governo rivoluzionario popolare e operaio.

Una esperienza brevissima (marzo-giugno 1871) capace comunque di rappresentare una tappa fondamentale, un riferimento duraturo, del movimento operaio per tutto il secolo delle rivendicazioni.

La nascita della Comune di Parigi

Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno come l’araldo glorioso di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori, la storia li ha già inchiodati a quella gogna eterna dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti.  (Karl Marx, La guerra civile in Francia, Londra, 30 maggio 1871)

La popolazione parigina, stremata dagli effetti della guerra franco-prussiana (1870-71), della crisi economica e della diffusa disoccupazione, delusa dall’arrendevolezza del governo di difesa nazionale nella conduzione della guerra e dalla vittoria delle destre nelle prime elezioni politiche successive alla caduta dell’impero di Napoleone III e alla proclamazione della repubblica, accolse con crescente favore la propaganda delle correnti socialiste (blanquisti, proudhoniani, internazionalisti).

L’Assemblea nazionale e del governo Thiers, verò una serie di provvedimenti volti a disarmare la capitale di cui si temeva il potenziale rivoluzionario.

La mattina del 18 marzo 1871, una brigata comandata dal generale Claude Lecomte s’impadronì dei cannoni a Montmartre uccidendo una delle sentinelle. Le guardie nazionali e la popolazione accorsero, tra cui moltissime donne. Louise Michelet si rivolse ai soldati affinché si ribellassero.

Per disperdere il popolo, il generale ordinò di aprire il fuoco ma non venne ascoltato, i soldati solidarizzarono con il popolo. Il generale Lecomte venne fucilato. Anche il generale Clément Thomas, il massacratore della rivoluzione del 1848, sarà giustiziato lo stesso giorno. Nel pomeriggio il generale Thierry fuggì a Versailles.

Il Comitato centrale della Guardia nazionale a mezzanotte s’installò in municipio e chiamò i parigini ad eleggere la propria assemblea. Le elezioni si svolsero il il 26 marzo. Due giorni dopo venne proclamata la Comune, diretta da un’assemblea di 90 membri, espressione di quei comitati popolari che precedentemente avevano organizzato la difesa di Parigi dai prussiani.

Il 9 aprile la Comune emise il suo manifesto politico.

 

L'assalto al cielo della Comune di Parigi

La Comune di Parigi: Appello al popolo francese

Ancora una volta Parigi lavora e soffre per la Francia intera e attraverso le sue lotte e i suoi sacrifici prepara la rigenerazione intellettuale, morale, amministrativa ed economica, la gloria e la prosperità di tutto il Paese. Che cosa chiede? Il riconoscimento e il consolidamento della repubblica, sola forma di governo compatibile con i diritti del popolo e con un regolare e libero sviluppo della società.

L’autonomia assoluta della Comune estesa a tutte le località della Francia, che riconosca a ognuna di esse la pienezza dei suoi diritti e a tutti i francesi il pieno esercizio delle loro facoltà e attitudini, come uomini come cittadini e come lavoratori. L’autonomia della Comune avrà come unico limite l’eguale diritto d’autonomia di cui godranno tutte le altre Comuni aderenti allo stesso patto e la cui unione dovrà garantire l’unità della Francia.

Alla Comune di Parigi spettano i seguenti diritti: il voto del bilancio comunale, entrate e uscite, la fissazione e la ripartizione delle imposte; l’organizzazione della propria magistratura, polizia e delle proprie scuole, l’amministrazione dei beni comuni di sua appartenenza; la scelta, per elezione o per concorso, la responsabilità, il controllo e il diritto di revoca dei magistrati e funzionari comunali a tutti livelli.

La garanzia assoluta della libertà individuale, delle libertà di coscienza e delle libertà di lavoro. L’intervento permanente dei cittadini negli affari comunali, attraverso la libera manifestazione delle proprie idee, la libera difesa dei propri interessi; è la Comune sola responsabile della sorveglianza e della difesa dei diritti di riunione e di pubblicità, a garantire queste manifestazioni.

L’organizzazione della difesa e della Guardia nazionale, che elegge i propri capi ed è la sola responsabile dell’ordine nella città.

 

L'assalto al cielo della Comune di Parigi

La fine della Comune di Parigi

Nonostante fosse stata grande portatrice di rivoluzioni e innovazioni socio-politiche, la Comune ebbe vita molto breve. A partire dal 2 Aprile 1871 il partito politico che governava in precedenza (capitanato da Adolphe Thiers) diede vita ad una forza contro-rivoluzionaria ed organizzò degli attacchi nella città di Parigi.

Thiers contava l’appoggio di Bismark e riuscì a ricostituire un nuovo esercito francese. Gli attacchi da parte di Thiers verso la Comune di Parigi continuarono, culminando il 21 maggio con la presa della città.

Gli attacchi di Thiers furono accolti con molto fervore dai comunardi e dalla popolazione in generale, che cercò di difendere il proprio stato socio-politico fino alla fine. Thiers iniziò una vera a propria persecuzione degli esponenti o simpatizzanti dell’ormai caduta Comune di Parigi uccidendone a migliaia.

Nell’ultima settimana di Maggio la rivolta fu particolarmente sanguinosa e i morti arrivarono a un totale di circa 30.000 ai quali seguirono decine di migliaia di condanne e di deportazioni.

 

I giorni della Comune di Parigi

Nel canto Resolution inserito nella IV scena dell’opera teatrale I giorni della Comune (1949), Berthold Brecht scrive:

Visto che non ce la farete mai
a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucile e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d’ora in poi più della morte.

Visto che non ci fidiamo del governo
quali che siano le sue promesse
abbiamo deciso che d’ora in poi ci costruiremo
una buona vita guidata soltanto da noi.

Visto che date retta ai cannoni
e a ogni altra lingua siete sordi
dobbiamo allora, e non ce ne pentiremo!
puntare i cannoni contro di voi!

 

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La Comune di Parigi: Passato e Presente

 

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La Comune di Parigi (marzo-giugno 1871)


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