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martedì, Luglio 5, 2022

Sallusti sul caso Giletti: “Libero di non essere comunista. Ho anche rinunciato al cachet”. Cioè veniva anche pagato?

Il direttore di Libero ripercorre la domenica sera e il caso Giletti, con il collegamento da Mosca. E indirettamente conferma la questione dei compensi per intervenire nei talk.

Sallusti torna sul caso Giletti e dice che “è libero di non essere comunista”

Il direttore di Libero è tornato nuovamente sulla puntata di Non è l’Arena in un editoriale pubblicato sul suo quotidiano. Il titolo è eloquente: Sallusti ha affermato di essere “libero di non essere comunista” rivendicando il fatto di aver abbandonato in diretta la trasmissione su La7, rinunciando al compenso pattuito, che – nel frattempo – stava andando in onda da Mosca, con il conduttore Massimo Giletti in uno studio affacciato sulla Piazza Rossa.

Sallusti ha esplicitamente fatto riferimento almeno a una ospite della trasmissione, la portavoce del ministero della Difesa, Maria Zakharova sostenendo che parlare con gli “agenti di Mosca” è dannoso ed è una perdita di tempo.

La cosa che però più ha attirato l’attenzione di molti utenti è proprio il passaggio apparentemente secondario, ovvero che Sallusti per le sue apparizioni in collegamento da casa, in cui interviene qualche secondo ogni tanto, riceve anche un compenso.

Opinionisti in tv, i compensi

La questione non è nuova, ciclicamente torna a galla e ogni volta suscita discussioni. L’ultima volta era accaduto nel mese di marzo con il caso Orsini, il professore universitario finito sotto contratto con la Rai per Cartabianca, contratto che è stato poi subito annullato da parte del servizio pubblico.

In quell’occasione Il Fatto Quotidiano realizzò una carrellata sui compensi percepiti da chi partecipa ai talk show, del servizio pubblico e non.

Nelle trasmissioni Rai, per esempio, partendo proprio da Cartabianca, il programma di Bianca Berlinguer, si segnalava per la messa a contratto di Andrea Scanzi, che era stata già confermata da una risposta offerta da viale Mazzini a un’interrogazione proveniente dalla Vigilanza Rai, di cui però non veniva specificato il compenso, e di Mauro Corona, che percepirebbe un gettone a puntata di circa 800 euro. A percepire un gettone ci sarebbe anche Antonio Polito nelle sue ospitate a Porta a Porta, con circa 500 euro a puntata.

Sarebbero presenze retribuite anche quelle da Alberto Matano a La Vita in Diretta, così come quelle dei giornalisti nel programma di Fabio Fazio (vengono citati Ferruccio De Bortoli, Massimo Giannini, Claudio Cerasa). A percepire un compenso a puntata per Che Tempo Che Fa sarebbe anche Roberto Burioni (5 mila euro a puntata).

A Mediaset c’è un tetto massimo fissato sostanzialmente non oltre i 1.500 euro. A percepire questo compenso, che non scende mai sotto i 500 euro, sono tutti gli opinionisti legati da un contratto con l’azienda, sull’articolo del Fatto Quotidiano venivano espressamente citati Daniele Capezzone, Hoara Borselli, Vittorio Sgarbi, Alessandro Sallusti, Francesco Borgonovo, Maurizio Belpietro, Giuseppe Cruciani, Alessandro Cecchi Paone.

Per La7 invece si segnalava Otto e mezzo, dove sono sotto contratto – con compenso non lontano da 2 mila euro a puntata – Beppe Severgnini, Massimo Cacciari, Lina Palmerini e Alessandro De Angelis.

Per Piazzapulita sarebbero sotto contratto Alessandro Orsini, Mario Calabresi, Annalisa Cuzzocrea e Nathalie Tocci, di cui sola viene rivelato il compenso (500 euro), mentre per Non è l’Arena viene segnalata la contrattualizzazione di Sandra Amurri.

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