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Esistono canzoni spalancate sull’infinito, altre immerse nel quotidiano, alcune intrise di poesia e altre ancora cucite coi nostri nervi: Be My Baby è la canzone necessaria delle Ronettes.
Be My Baby, la canzone perfetta delle Ronettes
Ci sono canzoni che sembra provengano da un altro mondo, un’altra dimensione, una dimensione onirica. Be my baby (1963), vergata da Phil Spector con Elli Greenwich e Jeff Barry, appartiene a questo rango.
Canzoni di gioia? Beh, si, ma anche canzoni di grande malinconia, portatrici di inquietudini. Secondo Brian Wilson, non proprio un signor nessuno, questa è la canzone pop perfetta. Ed è difficile dargli torto, come sempre.
Ha avuto tante cover, “Be my baby”, in qualche modo un po’ anche “Just like honey” dei Jesus and Mary Chain lo era, ma alla fine l’originale delle Ronettes è insuperabile. Scorsese la scelse, a proposito di inquietudini, per Mean streets.
E in effetti, me lo immagino, il vecchio Martino, stanotte, si, proprio stanotte, prima di andare a dormire, portare la puntina del piatto su quell’antico solco, per riascoltare la voce di Ronnie Spector cantare ancora una volta “I’ll make you happy, baby, just wait and see, for every kiss you give me I’ll give you three“.
Lo farà con tutta probabilità anche Paul Weller e forse pure l’altro Paul, quello di Liverpool (che però non amava il wall of sound spectoriano), e naturalmente Brian Wilson. E tanti altri.
Non potrà farlo John (Lennon), grande estimatore delle Ronettes e autore di una bella cover del brano: lui è già lì, con Amy (Winehouse), che alle Ronettes rubo’ il look, ad attendere “the bad girl of rock and roll“. Che proprio pochi giorni fa, dopo una vita lunga e non priva di amarezze (determinate dagli abusi del marito, Phil Spector), ha concluso il suo transito terrestre.
The Ronettes – Be My Baby
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