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martedì, Luglio 5, 2022

La strana intensa serata dell’omaggio a Battiato: musica, emozioni e la cacciata di Sgarbi

Ieri sera, mercoledì 5 gennaio, è andato in onda su Rai 3 “Caro Battiato” lo speciale dedicato al grande cantatutore siciliano, scomparso il 18 maggio scorso, a 76 anni.

La serata, con Pif a fare da narratore in un viaggio nei luoghi del musicista – dall’Etna a Milano – passando per l’Arena di Verona dove lo scorso settembre si è tenuto uno concerto-tributo che è la base sulla quale è stata costruita la serata.

il nostro racconto parte proprio da quel concerto evento.

Omaggio a Battiato: invito al Viaggio

L’Arena di Verona celebra il maestro siciliano con un concerto lungo oltre quattro ore. Tra originali ensemble e réunion: oltre cinquanta artisti sul palco  hanno omaggiato Franco Battiato, scomparso lo scorso 18 maggio davanti a seimila presenti, ovvero la capienza massima prevista.

“Invito al viaggio – Concerto per Franco Battiato” è stato un mega evento di quattro ore e mezza, finito oltre l’una di notte, che ha visto risuonare nell’Arena di Verona alcune delle celebri hits del grande musicista catanese:  “Patriots”, “Centro di gravità permanente”, “Voglio vederti danzare”, “La cura”, “Prospettiva Nevski”, “Invito al viaggio”e il finale intenso con solo la voce di Battiato sulle note del suo ultimo brano pubblicato “Torneremo ancora”.

Una serata speciale organizzata dallo storico manager di Battiato, Francesco Cattini, e che rivivrà in un disco e dvd che uscirà nel 2022 e sarà trasmessa su Rai Tre entro fine anno con il commento di Pif.

La strana intensa serata dell'omaggio a Battiato musica, emozioni e la cacciata di Sgarbi

Ecco, queste note servono anche a spiegare la logica dell’evento che per evidenti ragioni commerciali e di mainstream ha finito per mescolare cose diversissime tra loro, che in musica spesso è un valore, ma arrivando in alcuni casi a stonare.

Sul palco si sono alternati artisti che hanno avuto un filo diretto con Battiato, altri paralleli e speculari all’inverso, altri per vicinanza di gusti e prospettive, mentre invece altri son sembrati piazzati sul palco per l’evento: che si fosse celebrato Battiato o Gino Latilla sarebbe stato lo stesso.

E dunque le presenze di Alice (monumento vivente a Battiato), Luca Madonia, il super ensemble Gianni Maroccolo, Antonio Aiazzi, Beppe Brotto, Andrea Chimenti (tra i top in assoluto della serata con la bellissima “Aria di rivoluzione”), Attende Domine e Juri Camisasca, la reunion dei Bluvertigo e il ritorno dei Subsonica, come quello di Carmen Consoli, Branduardi e Max Gazzè, come pure Gianni Morandi (con l’interpretazione di Che cosa resterà di me (Mesopotamia), scritta per lui da Battiato per l’album con Lucio Dalla Dalla/Morandi nel 1988), sono da considerare non solo doverose ma proprio necessarie;

E ancora  quelle dei vari Capossela, Eugenio Finardi, Jovanotti, etc etc avevano un senso;  ma ce ne sono altre che hanno confermato che a cantare Franco Battiato, non ci puoi mettere chiunque perchè ha un nome o un suo pubblico.

Il minimo richiesto sarebbe almeno l’adesione all’essenza dell’artista celebrato, oseremmo dire una visione quasi ideologica del mondo, della vita, dell’arte, che vada oltre la sola musica.

E la scelta degli organizzatori, in alcuni casi, è sembrata non tenere conto del tipo di pubblico che da anni è rimasto fedele all’universo del musicista siciliano. Basta vedere le reazioni dei 6mila presenti alle esibizioni: tributi scroscianti ai “novecenteschi” sul palco, da Alice a Branduardi, come pure l’intensa partecipazione all’esibizion dell’Ensamble di Gianni Maroccolo, musicista cult del rock italiano negli ultimi 40 anni, non certo da pubblico generalista.

La strana intensa serata dell'omaggio a Battiato musica, emozioni e la cacciata di Sgarbi
Antonio Aiazzi, Andrea Chimenti, Gianni Maroccolo, Beppe Brotto,

Ma evidentemente l’attenzione principale era rivolta, per chi era dietro le quinte, più al pubblico generico che verrà dopo, dalla messa in onda Tv, che a quello in platea, dei fan veri e propri.

Inutile far nomi di qulli che son sembrati palesemente fuori luogo, tranne che per due casi, evidenti, che difatti hanno provocato una delle note stonate della serata (oltre alla palese mancanza d’ironia negli interventi, cosa da sottolineare visto che Battiato era un maestro anche in quello): Vittorio Sgarbi e Al Bano. La domanda che ci facciamo è semplice, senza fronzoli: perchè?

E infatti i due sono stati fischiati dal pubblico. Le manifestazioni di contrarietà alla strana coppia sono iniziate non appena i due sono saliti sul palco dell’evento. “Fascista!” si sente urlare tra le fila del pubblico, e ancora “Sei inopportuno!” continuando a inveire contro il critico e il cantante. Sgarbi a quel punto ha sbottato ed è andato via.

A chi mi fischia dico: siate felici”, ha detto il critico prima di abbandonare il palco. Al Bano, invece, è rimasto in scena. “Se sono qui è per colpa sua!“, ha provato a scherzare cercando di sdrammatizzare. “In America i fischi sono segno di entusiasmo“, ha proseguito il pugliese con gli spettatori che invece non sembravano proprio aver voglia di ridere, “spero di godermi questa serata insieme a voi”. Immaginiamo che il fuori programma sarà tagliato dalla versione Tv e Dvd.

E dunque, va benissimo la festa, va benissimo la catarsi collettiva, ma Battiato è Battiato e non materiale per un pomeriggio su Mediaset…

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Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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