Il vero nemico pubblico è Rob VonDatty

Abbiamo incontrato Rob VonDatty, l’uomo fuori da ogni stagione, tornato con l’album Nemico pubblico, ricco di collaborazioni e tram complesse.

Rob VonDatty: Nemico pubblico

Roberto Datti, in arte Barone Rob VonDatty, esordisce dicendomi entusiasta che ha la suoneria telefonica più bella del mondo: La marcia trionfale dell’Aida!”- ed è per questo che aspetta sempre un pò prima di rispondere- sono innamorato dell’Aida ma dura 4-5 ore ed io ho paura di non farcela senza sigarette! Cominciamo bene! Sarà una lunga intervista…

Rob VonDatty, come nasce la tua passione per la musica?

Non lo so… Mi dicono che da bambino ero affascinato dall’estetica del rock’n’roll come spirito di ribellione. Ho iniziato così a farmi regalare dischi. Un giorno chiesi in regalo una chitarra, ma non arrivò subito e a sorpresa me la regalò un’amica di mia madre per la prima comunione. Non ho mai imparato a suonarla bene, ma ho capito che volevo scrivere e cominciare presto a fare musica.

Che scuola hai fatto?

Ho fatto il liceo classico con risultati altalenanti, mi sono ripreso all’università. Ero abbastanza anarchico, andavo per i cazzi miei, organizzavo concerti e pensavo principalmente alla musica.

Il tuo primo disco, l’EP “Diavolerie” del 2012. Com’è stato il tuo debutto musicale?

Ho iniziato a suonare quando avevo 14-15 anni, ho portato avanti per un pò di tempo, una band al liceo, con la quale principalmente cantavo e scrivevo i testi. Poi come tutti i gruppi del liceo quando vai avanti, le strade si dividono e mi sono ritrovato da solo. Il mio pallino era fare un disco. Sono entrato in studio con un pianoforte giocattolo che mi ero portato da New York come bagaglio a mano, un’Ukulele e una chitarra acustica.

Non volevo neanche pubblicarlo, lo facevo per me. Nel frattempo avevo scoperto un disco di Edda – Stefano Rampoldi – “Semper Biot” dalle sonorità acustiche di cui mi ero innamorato e volevo fare qualcosa con quei suoni. Ad un concerto di Edda, ho conosciuto Giorgio Baldi – chitarrista e produttore di Max Gazzè – e lui mi ha cambiato veramente la vita, incoraggiandomi a pubblicare “Diavolerie”. Lavoriamo insieme in tutti i miei dischi, è un amico.

Il nemico pubblico Rob VonDatty

È vero che hai suonato tutto da solo?

Quasi tutto da solo poi sono intervenuti dei bravissimi musicisti. Poi ho sentito il bisogno di staccarmi dall’acustico, ho messo su una band e ho cominciato a portare in giro “Diavolerie” in maniera elettrica, quasi irriconoscibile e nel frattempo ho iniziato a lavorare a “Madrigali”, che è un disco completamente diverso.

Il tuo strumento preferito?

Da un anno a questa parte con “Nemico pubblico”, ho deciso di stare comodo e di sedermi. Suono un Mellotron digitale che è stato un colpo di fulmine dell’ultimo periodo e un bell’organo Eko degli anni ’60. Mi sono innamorato di queste sonorità tanto che due anni fa ho iniziato a studiare pianoforte. Stavo facendo sul serio, grazie al mio insegnante, ma poi ho iniziato a scrivere delle canzoni, ed io quando imparo quello per cui mi serve uno strumento, non continuo. Comunque ho iniziato a comporre con la chitarra acustica.

Che cosa significa “trilogia della notte”? Da dove viene questo nome?

Era un’idea per fare dischi, volevo un concetto che potesse essere racchiuso in qualcosa di più ampio di una canzone, l’ho ampliato affinché non potesse essere rinchiuso in un disco e l’ho racchiuso in tre dischi. Poi ho detto basta, lo devo chiudere. Per un lungo periodo della mia post adolescenza ho vissuto molto la notte. Li ho scritti praticamente tutti e tre di notte. Poi c’erano le trilogie nel cinema: Lars Von Trier , Fernando Di Leo, ecc. E quindi la mia Trilogia della Notte, sapevo che avrei speso una bella parte della mia vita in tre piccole opere.

“Ninnenanne”, il tuo terzo album del 2017, prodotto con Fabio Martini, chiude la “trilogia della notte”.

Tutto è più personale, più autobiografico. Già da Madrigali in poi avevo iniziato a chiamare gente che pensavo potesse aggiungere qualcosa al mio lavoro. Io penso che il dialogo tra musicisti sia molto importante. Tuttavia, Ninnenanne è il disco con meno ospiti della trilogia, eravamo una band che lo ha registrato con Lolla, ossia Gabriele Proietti il quale è diventato il mio chitarrista, Daniele Coccia del Muro del Canto e Giorgio Baldi.

Il tuo nuovo disco “Nemico Pubblico” è in uscita il 15/01/2021 per la Vrec Music Label, ti sei avvalso di collaborazioni eccellenti: Dellera (Roberto Dellera bassista degli Afterhours), Lara Martelli in “Hanno bendato il mio cuore”, Gabriele Lolla Proietti alle chitarre, Giorgio Baldi…

Il nemico pubblico Rob VonDatty

Tutti i video sono preceduti da singoli: il primo è stato “Spleen”, poi “Hanno bendato il mio cuore” e “Maledetti giorni”.

Con Nemico Pubblico, ho deciso di uscire dall’autobiografico referenziale e di iniziare a raccontare storie che è una cosa che mi è sempre piaciuta. Con Roberto Dell’Era siamo stati due giorni in studio, insieme è stato emozionante, eravamo già amici prima, ora siamo uniti. Determinate persone tornano sempre – so che per quella cosa posso chiamare quella persona.

Ho iniziato a lavorarci nel 2019 sono 11 brani, anzi 10+1 perché un brano è in 2 versioni. E’ un album un pò distaccato, lo volevo come una raccolta di racconti, oltre a Gabriele il mio chitarrista, ci sono Giorgio Baldi, Lara Martelli, DJ Mike, Dellera, ecc. Lo abbiamo prodotto artisticamente con Pierfrancesco Aliotta.

Si tratta di un viaggio che abbiamo fatto tutti insieme, in maniera molto spontanea. Sono veramente scarso a calcolare, in tutto il mio percorso, ho calcolato pochissimo e ho perso un sacco di occasioni perché sono stato molto istintivo. Per questo avevo bisogno di qualcuno che mi indicasse la strada o quantomeno mi fermasse quando esageravo.

Dal punto di vista artistico, ci sono stati dei momenti in cui Nemico Pubblico l’avrei fatto molto più estremo ma Pierfrancesco, il mio produttore, mi ha calmato e nonostante tutti i miei tentativi di sabotare il lotto più pop, non ci sono riuscito. I video sono preceduti da singoli digitali.

Hanno bendato il mio cuore è un tango argentino in cui duetto con Lara Martelli, lo abbiamo scritto insieme, lei è arrivata con delle strofe, ed in 10 minuti le abbiamo registrate. C’è un pezzo della nostra anima nel brano e penso si senta. Sono innamorato del tango e di tutta la cultura argentina.

 

Rob Vondatty feat. Lara Martelli – Hanno bendato il mio cuore (Official Videoclip)

 

Da dove viene il titolo dell’album “Nemico Pubblico”?

C’era un’idea di fare un omaggio a questo tipo di immaginario, alla cultura pop che comprende sia il cinema che le musiche. Sono un appassionato di colonne sonore e cinema prodotto in Italia. Sono innamorato di Marco Ferreri il quale fece un film : “Dillinger è Morto”. Dillinger era il nome del gangster americano e di “Nemico Pubblico” (Public Enemy ) di Michael Mann del 2009. Mi piace Fellini, Fernando Di Leo, Tim Burton e tutto il cinema oscuro.

Per un periodo avevo pensato di dare un titolo lunghissimo, alla Wertmùller, poi un giorno che ero particolarmente arrabbiato con la musica, mi son detto: ”Se faccio un disco lo chiamo ‘Nemico Pubblico”, l’ho scritto su un quaderno e da lì ho iniziato a lavorare all’album. E’ un titolo forte che può risultare presuntuoso, Mi rendo conto che in questo periodo storico, prendersi troppo sul serio è un rischio che spesso non ti lasciano passare. Tutto è effimero, leggero. Sono contento del lavoro che ho fatto, non ho aspettative speciali, vivo il presente.

”Se sto bene non scrivo” hai detto. Quindi la creatività per te è legata al malessere?

No, l’ha detto Luigi Tenco prima di me, e pure Greg Dulli in un’intervista. Io vengo un pò da quella scena là, nel senso che quando ero adolescente, sono stato folgorato dalla scena dei Nirvana, anche a livello artistico. Sono nato 9 mesi e qualche giorno prima dell’uscita di Nevermind e 6-7 ore dopo la morte di Serge Gaingsburg, e lo stesso giorno di Lou Reed, uno dei miei idoli!

I testi sono un elemento fondamentale nelle tue canzoni, come nascono? Componi prima le musiche e poi le liriche?

Per una vita ho scritto prima i testi, ma con “Nemico Pubblico” è stato completamente diverso dato che avevo voglia di scrivere qualcosa che fosse più distaccato da me, componendo tutto come se si trattasse di brani strumentali. L’ho immaginato così, per via di questo amore che ho per lo strumentale che è la musica che ascolto adesso, per le colonne sonore e per i compositori anni ’70, mi piace quel mondo lì. Dopo, ho scritto i testi. L’unico testo che ho scritto prima è stato “Spleen”.

Rob Vondatty è un Un personaggio collinare: Tivoli che influenza ha avuto nella tua vita?

Non ci abito più. Comunque, quando sei nato in un centro più piccolo di una grande città e la grande città ce l’hai relativamente vicina, è inevitabile che tu sia legato alle tue radici. Io ho delle radici profonde a Tivoli. Più che un personaggio collinare mi definisco fortemente provinciale e non lo vedo come un aggettivo dispregiativo.

Le radici sono importanti, fondamentali hai detto. Le tue?

Le radici portano alla musica d’autore. Se devo proprio definire un ambiente da cui sono nate le mie radici, è la canzone d’autore italiana. È una cosa che ho studiato negli anni ascoltando.

Il nemico pubblico Rob VonDatty

I tuoi autori preferiti?

Manuel Agnelli e a livello di scrittura Fossati e Paolo Conte…Ogni volta che mi siedo al pianoforte, so che suonerò malissimo ma nella mia testa immagino di essere Paolo Conte. E poi Serge Gaingsburg e Bob Dylan. Tutte cose che si sentono poco in quello che faccio.

Compri tanti dischi?

Sì tantissimi, finanzio il mercato e uso anche le piattaforme digitali. Non vedo l’ora di andare a comprare il nuovo di Paul McCartney!

Sei ansioso? Quando suoni e canti dal vivo la tua ansia passa, ti trasformi?

No, resto con l’ansia. E devo restare molto concentrato, l’ansia me la porto a letto pure quando dormo.

Ti senti di far parte della scena romana dei cantautori?

No, non mi sento di far parte di niente, non ho niente contro chi si sente di far parte di qualcosa. E’ un discorso talmente personale e intimo con quello che faccio che è una cosa solo mia. Poi questa cosa di mettere più persone forzatamente dentro una categoria, mi sembra una cosa che fate più voi. Penso che ognuno di noi da solo abbia talmente tante sfumature, tinte forti. Le scene creano rivalità, paragoni, io non mi catalogo.

Rob Vondatty, hai ben 4 carlini!

Io e la mia compagna ci siamo conosciuti perché avevamo due carlini, poi ne abbiamo preso un altro, il quarto carlino è dei miei genitori!

 

 

 

Daniela Giombini
Daniela Giombini
Ha collaborato per anni con ROCKERILLA e ha prodotto la fanzine musicale Tribal Cabaret. Ha inoltre un passato da promoter musicale nella Subway Productions di cui è fondatrice e con la quale ha promosso le tournée di artisti di fama internazionale come Nirvana, Lemonheads, Hole,Mudhoney ecc.

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