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martedì 2 Marzo 2021
Tecnè Noio volevam intervistar...Edda e Maroccolo
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Noio volevam intervistar…Edda e Maroccolo

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Un incontro informale, a bassa fedeltà con tutto lo sporco della connessione web, con due totem della musica italiana: Gianni Maroccolo e Stefano Edda Rampoldi.

Edda e Maroccolo, la sorpresa in musica del 2020

Che questo 2020 fosse un anno sui generis lo si era capito immediatamente, anche lasciando da parte tutte le storie sugli anni bisestili con cui ci ammonivamo da soli, memori dei retaggi popolari dei nostri nonni. Sciocchezze, no?  

Un po’ come le dicerie sull’untore…uhm…quella parola, untore, retaggio medievaleggiante, nemmeno fossimo dei novelli inquisitori! Ma si sa, al destino non manca il senso dell’umorismo e dunque, dicevamo, di questo 2020 che s’era aperto immediatamente in maniera bellicosa, con l’Iran che l’8 gennaio lanciava missili contro le basi militari statunitensi in Iraq in rappresaglia all’uccisione di Qasem Soleimani, il capo dei Guardiani della Rivoluzione.

Una nuova guerra all’orizzonte? Si, ma non quella che ci potevamo aspettare. Il nemico, piccolo, piccolissimo, invisibile, è arrivato dall’Asia, ma niente Ayatollah o spauracchi nordcoreani: è stato davvero imprevedibile, trasportandoci immediatamente in un nuovo tempo, terribilmente antico nei suoi sapori.

Come dei novelli principi Prospero, ci siamo ritrovati rinchiusi nelle case mentre la maschera della morte rossa di Poe, aveva stavolta l’aspetto di un piccolo e micidiale virus.

C’è chi ha visto intere serie tv, chi si è riscoperto panettiere e chi ha continuato a fare la cosa che sapeva far meglio. e qui s’accende il nostro riflettore.

Il futuro è già qui ed ha un suono low fi: tutto lo sporco degli anni sessanta e settanta con quel po’ di tecnologia domestica utilizzabile durante l’assedio virale, chiusi ognuno nelle proprie abitazioni, distanti ma vicini per connessioni (i CSI qui risuonano prepotenti: Vicini per chilometri, vicini per stagioni
C’è modo e luogo di scoprire che il confine è d’aria e luce).

Noio volevam suonar

Così nasce uno dei progetti musicali più interessanti dell’ultimo periodo per le nostre latitudini, stremate dell’eterna disputa anagrafica tra nuovisti e reduci, tra fautori dei novi suoni black, trap e afro, o passatisti per cui tutto quello pubblicato dopo Litfiba 3 in Italia fa schifo. E questo slancio in avanti non poteva che venire da due terribili vecchi,  Gianni Maroccolo e Stefano Edda Rampoldi.

Maroccolo, cosa dire ancora di lui che non si sappia? Io partirei da un piano estetico: la sua barba bianca lo fa arrivare a noi direttamente da un’altra era, una sorta di Gandalf il bianco del rock; un po’ come il periodo della barba babilonese di Battiato negli anni novanta. E invece Edda, sornione in penombra, c’è parso come un gatto: anarchico, geniale, annoiato. Edda & Marok è l’unione di fatto che ci ha regalato la perla: Noio; volevam suonar, caleidoscopio di musica, immagini ed emozioni registrate domesticamente durante il lockdown.

Li abbiamo incontrati virtualmente, su zoom, il giorno dopo le elezioni regionali del 21 settembre. C’è anche un chiaro riferimento durante la chiacchierata.

Vi lasciamo alle loro parole, i loro ricordi. Essenziali, preziosi, come la loro musica.

 

Bassa Fedeltà: vediamoci su zoom con…Edda & Maroccolo

 

 

Intervista di Alexandro Sabetti

Consulenza artistica: Luigi Bonanni

Una produzione Kulturjam S.r.l.s.

Grazie ad Alessandro Gambino e Sira De Vanna

 

 

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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