Le bizzarrie di Barbie, le ansie di Ken e la Mattel come Botteghe Oscure

Barbie il blockbuster dell’anno? Sicuramente uno dei film più attesi e pubblicizzati della stagione. Di quelle opere di cui si comincia a parlare e a criticare prima ancora di vederle. Come i libri che Sangiuliano vota senza averli letti. Noi non siamo così bravi, altrimenti un dicastero alla Cultura non ce lo levava nessuno, ed il film siamo andati a vederlo.

Le bizzarrie di Barbie

Barbie, terza fatica dietro la macchina da presa da parte di Greta Gerwic e la regia è indubbiamente buona, frizzante, dinamica, un bel ritmo e non ci si annoia mai.

Bravi gli attori, Margot Robbie (Barbie) e Ryan Goslin (Ken). Tutti e due interpretano due personaggi stereotipati e tutti e due si mettono in discussione. Barbie vive la giornata perfetta ogni giorno, come noi mortali viviamo la giornata di m***a ogni giorno, ed anche la perfezione può essere angosciante, per non parlare delle nostre giornate che sono altro che angoscianti.

Il povero Ken cerca il senso della sua esistenza in un mondo dove sostanzialmente non serve a nulla. Ken esiste perchè c’è Barbie. Lei può stare tranquillamente senza di lui. Mica come Big Jim che era il bambolotto del fare. L’uomo bambolotto al massimo può fare il cicisbeo di Barbie, ammesso che lei glielo consenta.

Tutto bello, tutto perfetto fin quando non succede qualcosa che rompe la magia e i due sono costretti ad andare nel mondo reale per aggiustare le cose. E qui ci fermiamo con il racconto altrimenti rischiamo di fare spoiler. Non è un film per bambini. Attenzione portateli pure i bambini, non c’è nulla che li possa turbare, stanno su TikTok tutto il giorno quindi sono pronti a tutto, ma è un film pensato per gli adulti per il messaggio che vuole mandare.

Si, è un film per la famiglia, il bimbo incantato da colori e personaggi, l’adulto, se sta attento, ne coglierà il messaggio neppure tanto velato. Dura circa due ore, non ci sono tempi morti e fila liscio senza nessun intoppo narrativo. Ci sono alcune cose molto azzeccate: la voce narrante che non solo racconta ma commenta pure. Una citazione kubrickiana molto azzeccata. I personaggi di contorno sono molto divertenti.

Ci sono molte Barbie, che nella realtà sono state messe in produzione comprese alcune che furono commercialmente un disastro, ci sono una sfilza di Ken, mediamente degli idioti, come quasi tutti i personaggi maschili del film.

L’unico personaggio maschile che da segni di vita è Allan, amico di Ken che ascolta le lagne dell’innamorato puntualmente respinto. Molto divertente anche la Mattel che simpaticamente si prende in giro con tanto di frecciate alla creatrice di Barbie.

Molto suggestiva la scelta di rappresentare il quartier generale di Mattel con colori grigi e cupi. Gli impiegati sembrano usciti dagli uffici di Botteghe Oscure negli anni 70. Quando la sinistra sembrava di sinistra.

Quindi tutto perfetto? Ni. Il messaggio che vuole mandare è chiaro e condivisibile, e verrà colto solo dagli adulti, quelli con il neurone collegato, ma è sviluppato in un modo curioso.

Piccolo spoiler: va bene condannare il patriarcato ma che tutti gli uomini sembrino la versione maschile di Flavia Vento ci sembra francamente esagerato. In conclusione gli diamo un bel voto, diciamo un 8. È il primo vero film di Barbie ed è andato benissimo. Perché rovinare tutto con un sequel? Che faranno sicuramente?

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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