La riunione di condominio: il vero mostro non abita nell’appartamento accanto…

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Una semplice assemblea di condominio diventa un processo collettivo contro un futuro inquilino con problemi psichiatrici. La riunione di condominio usa la commedia per demolire pregiudizi, ipocrisia e paura del diverso, mostrando che i veri “mostri” siedono spesso dall’altra parte del tavolo.

La riunione di condominio. Ovvero: il vero horror non è Jason Voorhees, ma i tuoi vicini.

C’è un momento, verso la fine, in cui ti rendi conto che i due personaggi più sani di mente sono quelli con una diagnosi psichiatrica. Un’inquilina confessa, con una naturalezza che ti spiazza, di convivere con la sua malattia mentale da anni, ed è l’unica a non giudicare, a non alzare la voce, a non trasformare una riunione condominiale in un circo. E Joaquín, il futuro inquilino che tutti trattano come una bomba a orologeria? Alla fine non prende la casa. Ma non perché i condomini vincono la loro battaglia moralista. No. Semplicemente ne ha trovata una a meno. Fine della storia.

E qui arriva il capolavoro di meschinità: il proprietario dell’appartamento, che avrebbe affittato pure a Jason Voorhees pur di racimolare due soldi, non si arrende. Vede la sua occasione e, con una mossa degna del miglior farabutto, sfrutta l’ipocrisia e la paura degli altri condomini per rimediare. In pratica, il vero vincitore è il più cinico di tutti. Come nella vita, insomma.

Il film, tratto dall’omonimo cortometraggio del 2021, che trovate in spagnolo su YouTube “Votemos“, ha un’origine illustre: 14 minuti in un piano sequenza da manuale, una sberla che ti inchiodava alla sedia. Il lungometraggio del 2025 è più comodo, più “film”. Il regista Santiago Requejo abbandona il virtuosismo tecnico per un montaggio classico e qualche scena di troppo che si sente, come quando il presidente del condominio ripete per la terza volta lo stesso concetto. Ma glielo perdoni, perché il cast è in stato di grazia e i dialoghi graffiano come una scala mobile rotta.

La vera forza del film, però, è la satira sociale che non ti lascia scampo. Perché alla fine ti chiedi: chi è il pazzo qui? Quello con la diagnosi, o quello che trasforma una riunione di condominio in un tribunale dell’ipocrisia? Joaquín se ne va, trova casa altrove, e i condomini restano lì, a litigare per l’ascensore, convinti di aver vinto. Ma hanno perso tutti. E il proprietario, con la sua faccia da volpe, ci guadagna.

  • Morale? Il film ti fa ridere, ma soprattutto ti fa venire voglia di comprare una casa indipendente. Con un giardino. E senza vicini.
  • Pro: Dialoghi affilati, cast perfetto, satira che fa centro.
  • Contro: Il corto era più incisivo. Alcune scene sono come i condomini: allungano il brodo senza servire a niente.
  • Consigliato a: chi ama il cinema spagnolo, chi odia le riunioni condominiali (cioè tutti), e chi vuole ricordarsi che il vero orrore non sta nei film horror, ma nel verbale dell’assemblea.
  • Voto: 7.5 lo trovate su Now.

Scheda del film

Titolo italiano: La riunione di condominio
Titolo originale: Votemos
Regia: Santiago Requejo
Anno di uscita: 2025
Paese: Spagna
Genere: Commedia, satira sociale
Durata: 88 minuti
Sceneggiatura: Santiago Requejo, Javier Lorenzo, Raúl Barranco
Cast principale: Clara Lago, Raúl Fernández de Pablo, Tito Valverde, Gonzalo de Castro, Neus Sanz, Christian Checa, Charo Reina, Pepe Carrasco. Il film nasce come adattamento dell’omonimo cortometraggio Votamos (2021), anch’esso diretto da Santiago Requejo e realizzato in un unico piano sequenza, premiato in numerosi festival internazionali.

 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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