Evo Barbarico: la rivoluzione sonora del Ciclo di Bethe inizia ora

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Il Ciclo di Bethe torna con “Evo Barbarico: Memorie, Radici e Acciaio”, un progetto in tre atti per una rivoluzione musicale permanente. Tra punk, elettronica e poesia, la band trasforma la memoria in resistenza sonora.

Il Ciclo di Bethe – “Evo Barbarico: Memorie, Radici e Acciaio”. La rivoluzione musicale permanente è iniziata

Dopo l’impatto dirompente di Novecento, album che aveva ridefinito le coordinate del rock d’autore italiano, Il Ciclo di Bethe torna con un progetto che va oltre la forma tradizionale del disco: “Evo Barbarico: Memorie, Radici e Acciaio”.

Un titolo che è già manifesto. Non un semplice album, ma un percorso in tre atti — Memorie, Radici e Acciaio — che accompagnerà l’intero anno come una rivoluzione musicale permanente, pubblicata su Bandcamp e sulle principali piattaforme digitali.

Il collettivo, noto per la sua estetica militante e la sua fusione di suoni potenti, post-punk ed elettronici, sceglie di sottrarsi alle logiche abituali di promozione per proporre un’esperienza sonora e concettuale in continua evoluzione. “Non stiamo pubblicando un disco. Stiamo aprendo un fronte”, afferma la band: una dichiarazione d’intenti che sintetizza lo spirito insubordinato e poetico del progetto.

Volume Uno: Memorie – la forza del ricordo e del suono

Il primo capitolo, “Evo Barbarico, Volume Uno: Memorie”, contiene cinque inediti e due bonus track, e inaugura un nuovo corso estetico e politico.

L’apertura è affidata a “Nazione”, brano prodotto da Cristiano Santini (Disciplinatha, Dish-Is-Nein) che con Riccardo Sabetti (This Eternal Decay) ne divide il cantato. Un muro di suono che mescola punk, elettronica e techno, costruendo un manifesto politico e sonoro della contemporaneità.

Segue “Cronacart”, prodotta da Riccardo Sabetti e interpretata da Andrea Chimenti: un incedere ipnotico e malinconico, in cui il passato e il presente si specchiano, suggerendo che ricordare è un atto di resistenza.

In “NATO con le ore contate”, Alessandra “Trinity” Bersiani che be è anche la produttrice, e Massimo Baiocco (Frangar Non Flectar, Tamurakafka) esplorano l’intersezione tra elettronica e teatro brechtiano, fondendo parola e performance.

Mantra (L’imponderabile elemento della pecora)”, sempre a cura di Sabetti, si muove invece tra psichedelia e stoner, creando un paesaggio sonoro sospeso e magnetico.

Chiude la sequenza di inediti “La verità”, con Andrea Ra al basso e alla voce in duetto con Trinity: un dialogo elettrico tra funk, punk e visioni kraut.

Due cover completano il quadro, come simboli di memoria e identità musicale: “Die Beine von Dolores” dei Pankow, registrata live al Circolo Arci Ribalta di Vignola, e “Xaviera Hollander” dei Diaframma, riarrangiata e reinterpretata con la voce di Riccardo Sabetti.

Una rete di alleanze sonore e una sfida estetico-politica

Evo Barbarico è il frutto di una rete di collaborazioni che riflettono la natura collettiva del progetto: Andrea Chimenti, Cristiano Santini, This Eternal Decay, Andrea Ra, Fabrizio Tavernelli, P38 Punk, Massimo Baiocco, e altri ancora che si uniranno nei prossimi capitoli.

Prodotto da Verso Productions in collaborazione con Kulturjam Edizioni, il lavoro rappresenta una sfida estetica e politica.

Non solo un album, ma un campo d’azione: una riflessione sulla memoria e sulla crisi contemporanea, raccontata attraverso suoni metallici, ritmi rituali e parole che diventano gesto.

La formazione attuale — Alexandro Sabetti (voce e chitarra), Alessandra “Trinity” Bersiani (voce lead, programming), Valerio Michetti (batteria), Hermes Leonardi (basso e voce) e Gianpaolo Rosato (synth, chitarra “molisana”, sitar) — costruisce un impasto sonoro denso, pulsante, attraversato da una tensione poetica costante.

Evo Barbarico: Memorie, Radici e Acciaio è, in definitiva, una dichiarazione di libertà artistica e politica: un richiamo alla memoria collettiva, un ponte tra le radici e il futuro.
Un’opera che invita all’ascolto attivo, alla partecipazione e alla resistenza culturale.

🎧 Disponibile ora su Bandcamp

 

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