Quotidiano on-line ®

20.4 C
Rome
martedì, Agosto 16, 2022

Chris Catena, da Roma al mondo intero

Chris Catena, romano, una gran voce e tanto rock sulla pelle, ha fatto la sua fortuna musicale all’estero, non a caso è più conosciuto negli States e nel resto del mondo che in Italia. Ha suonato con alcuni grandi dell’hard rock internazionale, per i più maniacali si va dai Kiss agli Europe, senza dimenticare collaborazioni eccellenti con componenti dei Duran Duran, Porno for Pyros, The Cult, David Bowie, Living Colours, Whitesnake, etc.  Ha al suo attivo tre album da solista e ha, inoltre preso parte a numerosi progetti e collaborazioni sia con band e artisti italiani che stranieri.

Il rock è una reazione a…Catena, parola di Chris

Hai registrato e prodotto “Truth in Unity” il tuo nuovo album uscito nell’ agosto del 2020, in 10 anni. Lo hai registrato in diversi studi in tutto il mondo. Nel progetto chiamato Chris Catena’s Rock City Tribe ti sei avvalso di celebri collaborazioni tra cui: Kee Marcello(Europe), Janne Stark(Overdrive), Matt Starr (Mr. Big, Ace Frehley band), Carmine Appice (Vanilla Fudge, Rod Stewart, Blue Murder), Bumblefoot (Guns’n’Roses), Scotty Hill (Skid Row) etc, etc.  Partiamo da qui, da questo progetto…

Nonostante io abbia impiegato dieci anni per registrare questo disco, nel frattempo ho coltivato altri progetti. Ho fatto un disco di rock italiano con la mia band i Dr U, che ha avuto un bel successo.

Ho registrato un album con la storica band di progressive rock anni ’70, Il Rovescio della Medaglia, per la Sony Cramps. Ho finito un’avventura con una band capitolina i Pavic e ho fatto un disco di swing con la mia Chris Catena Big Band Experience.

Mi sono preso tutto il tempo del mondo per realizzare il mio terzo capitolo da solista, perché è nato mio figlio e ho sentito anche dentro me l’esigenza di fare una ricerca a livello musicale per recuperare le mie radici.

Chris Catena, da Roma al mondo intero

Come sono entrato in contatto con questa gente? Diciamo che già frequentavo alcuni di loro; erano tutti musicisti che conoscevo e con cui avevo già fatto collaborazioni in precedenza. Con Kee Marcello, il chitarrista degli Europe, abbiamo fatto dei tour insieme e sapendo che stavo registrando il nuovo album, mi regalò un brano scritto apposta per me dal titolo “Still a fool”.

Nell’album hanno partecipato anche guests di band blasonate come Skid Row, i Kiss, Whitesnake, Alice Cooper, Lou Reed, The Outlaws, Guns’n’Roses, The Dead Daysies, L.A. Guns, Black Sabbath etc. In pratica vi è tutto lo sheet list dell’hard rock. Con Janne Stark, chitarrista svedese che ha militato negli Overdrive, Merryweather/Stark, Costancia, Mountain of Power, ci siamo interfacciati in questi anni per scrivere “Truth in Unity” e studiarne gli arrangiamenti, i suoni e il tipo di stile.

Ci sono dei brani che suonano stile Who, e altri Deep Purple e Thin Lizzy, c’è un po’ di Kiss, un po’ di Mountain, di Uriah Heep, Free, Bad Company, Lynird Skynird e tutto l’hard rock anni ’70 ma anche ‘80.

Ti sei sentito penalizzato per questa uscita discografica in tempi di pandemia, non potendo fare concerti?

Mi sono sentito penalizzato intanto dalla scelta della casa discografica di fare uscire il disco nell’Agosto 2020. Sarebbe stato meglio poter spostare la release alla primavera del 2021, ma gli americani sono molto legati alla loro agenda e al planning fatto, perciò mi è stata negata questa possibilità.

Tramite Pamela Scaravan della Neecee Agency, il mio ufficio stampa, abbiamo cercato di fare più promozione possibile riscuotendo tantissimi feedback positivi riguardo al disco, in special modo, su riviste molto note nell’ambiente musicale Metal e rock in generale.

Quando ti ritrovi la recensione su Classic Rock e su riviste che fanno parte del mainstream giornalistico nazionale e non, in cui si parla bene del disco, da quel punto di vista, è una grande soddisfazione. Aspettiamo che finisca questo stillicidio per organizzare qualcosa, anche se, essendo il progetto, una sorta di concetto di comune hippie in versione discografica con oltre 50 guests internazionali, non sarà facile .

Chris Catena, da Roma al mondo intero

Suonavi nelle band Silver’s cat e Idalgo, come mai ad un certo punto hai deciso di intraprendere la carriera solista? Freak Out(2004), Discovery (2008), The swing factor(2015), Thank you (2017)…

Silver’z Cat è una band che formai con mio fratello Gianmaria e Gianni Murgia tanti anni fa, parliamo della fine dell’86. Abbiamo suonato in locali storici romani come il Uonna Club, ma anche fuori, però qui in Italia non c’è mai stata una grande attività live ed era piuttosto dura farcela o riuscire ad avere date per portare la nostra musica in giro.

La band si sciolse poiché, registrato un disco, il proprietario della label, la Fly by Night, fuggi in Sud America a causa dei debiti accumulati, ed il disco non fu pubblicato. Ci sentimmo persi e demotivati ad andare avanti. Il sogno sembrava svanito e nel mentre, cominciava a farsi strada sempre più, il rock italiano, quindi cantare in italiano era diventata una necessita! Creai un altro progetto, per il quale inventai il nome Hidalgo e andai anche a fare dei festival in America Latina cantando in spagnolo.

All’epoca c’era tanta voglia di sperimentare, credevamo che di musica si potesse vivere… Grazie a Dio poi questo è diventato il mio lavoro, ma purtroppo non è stato così per molta gente. E’ una cosa triste perché in Italia il talento non è mai mancato! Avendo un fratello e una sorella maggiore che per anni hanno militato come Dee Jay in alcune radio capitoline, ho avuto la fortuna di conoscere il rock, il glam, il garage, l’hard, il punk e tutte le correnti generazionali dagli anni ’70 in poi. Ho seguito la new wave, il British heavy metal e un po’ tutte le mode, come la new romantic che era nata come branca della new wave.

Chris Catena, da Roma al mondo intero

Come nasce la tua passione per l’hard rock?

Galeotto fu “Deep Purple in Rock” con quell’intro fragoroso e devastante che dava il la all’attacco frontale di “Speed King”. In generale, l’hard rock a livello canoro è quello che mi ha sempre ispirato…forse perché vengo dal blues. Era divertente imitare e rubare i segreti di cantanti quali Ian Gillan, Robert Plant, Paul Rodgers o Freddie Mercury…

Nonostante certe preferenze a livello vocale, i miei ascolti musicali sono molto eterogenei e spaziano dalla musica contemporanea di John Cage o Edgar Varese al punk o hardcore più oltranzista, dal punk e le sue origini, come Velvet Underground, Stooges, MC5, New York Dolls, Dead Boys, Skids, Johnny Thunders and the Hearthbreakers, Sham 69, Gbh, Germs, Damned, dalla new wave alla dark wave, dai Red Lorry Yellow Lorry, Sister of Mercy, Wall of Vodoo, Lords of the New Church ai Bauhaus. Andavo ai concerti al Black Out, Uonna e nei centri sociali e ho visto parecchie bands.

Nel mio primo disco, suona anche un certo John Taylor dei Duran Duran, perché ho vissuto anche la prima fase del periodo New Romantic e mi piacevano i Japan, Adam and the Ants, i Classix Nouveaux e Spandau Ballet, finché non sono diventati i nuovi Beatles. Ma amo anche i Beatles: sono pazzo di Paul McCartney!

Ero innamorato degli Ultravox di John Foxx e trovo che sia bello menzionarli perché, in genere, si pensa che chi canta hard rock ascolti solo quel genere lì, invece no, la contaminazione che ho subito a livello musicale me la porto dietro.

Come nascono le liriche dei tuoi brani?

Parte dei brani non sono scritti da me, ma da Janne, il quale ha avuto un ruolo fondamentale nella scrittura di gran parte del disco, però anche quando non scrivo io, cerco di dare degli imprinting a livello di mood o concettuale, ad esempio, il brano “My Angel”, parla di un cugino che ho perso per leucemia, era un teenager e gli ho voluto dedicare questo brano.

“Follow our heroes” è un brano che parla del fatto che stanno morendo tutte le più grandi icone del rock, sta finendo un’era, un periodo della mia vita e, penso anche alla vita di tutti i fans di questo meraviglioso genere musicale chiamato rock. Poi c’è un brano che è un omaggio alla città di Los Angels; diciamo che questo album è una sorta di contenitore che raccoglie esperienze di vita, gusti, passioni, emozioni in un gran minestrone sonico.

Chris Catena, da Roma al mondo intero

Tuo padre era un celebre cantante lirico. Hai mai provato a fare il tenore?

Ho provato a studiare canto lirico con mio papà, il tenore Renato Francesconi, ma dovevo misurarmi con il suo carattere esigente, qualche schiaffone;  e con quelle note squillanti che lui tirava fuori per spiegarmi o dimostrarmi come emettere i suoni…ma ogni volta mi sentivo crollare il mondo addosso.

Fare il cantante lirico richiede grossi sacrifici e una cura del proprio organo vocale quasi maniacale ed io volevo invece uscire la sera, andare ai concerti, bere una birra e fare tardi, quindi ho scelto la via più breve e meno dolorosa. Col senno di poi, forse ho sbagliato, ma alla fine sono rimasto nel suo stesso mondo: ho un’agenzia di cantanti lirici, faccio anche il regista di spettacoli lirici e presto spero di poter riprendere. Il mio lavoro mi ha permesso di girare il mondo e investire sulla mia musica.

Dal ’93 hai un’agenzia di booking, di cosa ti occupi nello specifico? E poi sei più conosciuto all’estero che in Italia, hai mai pensato di trasferirti a vivere in America?

Con l’agenzia, facciamo produzioni a livello internazionale e promuoviamo cantanti lirici in festival e teatri d’opera. Faccio anche molto scouting e alcune mie scoperte ora sono nomi blasonati dalla carriera notevole. Personalmente, ho sempre cercato di mantenere i due mondi (lirico e rock) separati, ma a volte mi capita di dover confessare questa doppia identità, che non sempre viene accolta positivamente.

Ho pensato tante volte di trasferirmi negli States anche perché li mi sento bene, mi piace la mentalità easy del quotidiano e la professionalità nel business costruito sulla velocità e sull’organizzazione molto meticolosa. Mi sono scontrato però con le esigenze familiari e quando non sei da solo a decidere, non è facile dover lasciare tutto per ripartire da zero in un mondo con una cultura, uno stile di vita ed abitudini molto differenti.

Chris Catena, da Roma al mondo intero

 

Nel 2016, hai cantato col Il Ritorno del Rovescio della Medaglia con cui hai fatto uscire un disco per la Sony Cramps Records, mi parli di questa esperienza?

Ci sono voluti quattro anni di lavoro per realizzare questo album. Della band originale l’unico superstite è Enzo Vita, il chitarrista solista.

Ho aiutato Enzo a livello produttivo, presentandogli i musicisti e siamo andati in America per mixare l’album e a lavorare sui videoclip. Il disco ha avuto ottime recensioni, ma non ha avuto una progettualità dal punto di vista live. Ho vissuto un bellissimo periodo di militanza in questo progetto, voglio bene ad Enzo e gli auguro tutto il meglio.

A volte le collaborazioni hanno una scadenza per motivi che possono essere molteplici e non in un senso unico. È stato divertente e poi, mi sono misurato col progressive, mondo a me sconosciuto dal punto di vista canoro, non di ascoltatore.

Chris Catena’s Rock City Tribe – “Angel City”

Leggi anche

Daniela Giombini
Daniela Giombini
Ha collaborato per anni con ROCKERILLA e ha prodotto la fanzine musicale Tribal Cabaret. Ha inoltre un passato da promoter musicale nella Subway Productions di cui è fondatrice e con la quale ha promosso le tournée di artisti di fama internazionale come Nirvana, Lemonheads, Hole,Mudhoney ecc.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli