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Beyoncé ha pubblicato una nuova canzone tratte da Act II, secondo capitolo del progetto in tre parti Renaissance, che uscirà il 29 marzo, ed è immerso nel country.
Beyoncé, e le radici country dell’America
Il nuovo pezzo country di Beyoncé, che farà parte di un album interamente country, non è uno scherzo, anzi spacca. Può sembrare assurdo ma non lo è.
Prima di tutto si tratta di un sentito omaggio alle radici sudiste di Bey, che nel genere è stata immersa fin dalla più tenera infanzia, poi c’era il precedente di “Daddy’s Lessons“, che pur essendo country e all’epoca un corpo estraneo nella sua discografia, era uno dei pezzi più potenti del suo capolavoro “Lemonade“.
È anche tradizione per gli artisti soul misurarsi col genere a un certo punto della carriera, vedi Ray Charles.
E poi c’è il fatto che la country music gode di un periodo d’oro fra i giovani americani e sospetto non solo americani. L’anno scorso io ho ascoltato molto il primo album del giovane Zach Bryan, bellissimo, e non vedo perché non debba piacere ai miei coetanei fan di Gram Parsons, del country punk anni 80 e dell’alt. country.
Il fatto è che nei generi mainstream il country è rimasto l’unico a essere suonato prevalentemente dal vivo, a sfoggiare progressioni armoniche di un certo livello e e avere testi che contengono delle storie adulte e soprattutto anche storie di poveri cristi, di sconfitta, di sogni irrealizzabili, di vizi di altri tempi, mentre altrove è tutto sfoggio di successo, consumismo, conquista sessuale, freddo narcisismo e rancore vacuo su elettronica sempre più perfetta e sempre più uguale.
In un certo senso il country oggi occupa uno spazio lasciato vuoto dall’estinto rock mainstream e dal pop adulto. Senza dimenticare che la powerhouse Taylor Swift viene da lì.
Beyoncé – TEXAS HOLD ‘EM
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