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Ziliani: “Gravina e Spalletti devono andare a casa: stiamo andando verso il terzo Mondiale senza Italia, per favore qualcuno intervenga”.
Ziliani: “Perchè Gravina e Spalletti sono ancora al loro posto?”
Paolo Ziliani, dalle sue pagine social, commenta la disfatta azzurra a Euro2024 puntando l’indice contro l’allenatore Luciano Spalletti ma soprattutto contro le ‘anomalie’ della gestione FIGC da parte di Gabriele Gravina. Le accuse sono durissime.
Scrive il giornalista su X: “Nel 2021 il presidente federale si alzò lo stipendio da 36 mila a 240 mila euro per il suo impegno e la sua responsabilità nel “Club Italia“: da quel giorno siamo passati da un tracollo all’altro, Gravina dovrebbe renderne conto. In quanto a Spalletti, i suoi deliri e le sue scuse post Svizzera appaiono più gravi delle tante scelte (tecniche e etiche) sbagliate: è in confusione, si deve fare da parte e il ministro Andrea Abodi non può restare a guardare”.
Dopo aver ricordato che nel 2021 il presidente federale si alzò lo stipendio da 36 mila a 240 mila euro per il suo impegno e la sua responsabilità nel “Club Italia”, Ziliani ricorda i disastri di Gravina: “è il comandante Schettino che dopo aver accompagnato la nave Italia (un tempo una corazzata, oggi una bagnarola) da un rovescio all’altro, da un naufragio all’altro, a tracollo avvenuto si presenta alle conferenze stampa candido come una rosa e con la più spudorata faccia tosta ammette di essere dispiaciuto, conviene che il prossimo traguardo dovrà per forza essere centrato “altrimenti sarebbe un disastro”, accetta ogni critica ma non la richiesta di dimissioni: perchè farsi da parte nei momenti di difficoltà – dice – non rientra nella sua cultura. Un eroe nazionale, insomma.”
Solo che il presidente della FIGC Gravina queste cose, ricorda il giornalista, le aveva già dette dopo la tragicomica partita contro la Macedonia che ci escluse dal Mondiale 2022 e le ha ribadite a meno di 24 ore dalla figuraccia contro la Svizzera-Italia.
Ziliani affonda il colpo: “Sono sette anni che il movimento tollera che un dirigente indegno e imbelle prenda a picconate il calcio italiano (la nazionale è solo una faccia della medaglia) senza chiedergli conto delle sue nefandezze, sportive e etiche. Gravina è il presidente che ha di fatto legalizzato l’illegalità del sistema-calcio in Italia: dopo lo scempio compiuto con il condono di anni e anni di gravi e reiterati illeciti commessi dalla Juventus, qualunque club e qualunque dirigente sa oggi di poter commettere qualsiasi illegalità perchè – come recentemente ha ribadito Gravina in un’audizione in Parlamento in cui gli si chiedeva conto proprio dell’affaire Juventus, “il patteggiamento è previsto dall’ordinamento sportivo, farvi ricorso è una cosa normale”.
E ancora: “È il presidente che d’accordo col nuovo c.t. consente che per un reato grave come quello delle scommesse un calciatore come Fagioli venga squalificato per soli 7 mesi, in tempo utile per averlo abile e arruolato per la spedizione a Euro 2024”.
Non meno duro il commento sul CT: ” I suoi deliri e le sue scuse post Svizzera appaiono più gravi delle tante scelte (tecniche e etiche) sbagliate: è in confusione, si deve fare da parte. (…)Spalletti in dieci mesi da c.t. azzurro è riuscito a macchiare, sportivamente e moralmente, la bella immagine costruitasi nella sua ultima esperienza di allenatore, quella vittoriosa alla guida del Napoli”.
Ziliani conclude reiterando la richiesta di dimissioni: “Detto senza nessuna cattiveria, senza nessuna prevenzione e con la massima chiarezza: Gravina e Spalletti devono andare a casa. (…), Se vogliamo che l’Italia non manchi clamorosamente anche la qualificazione al terzo Mondiale consecutivo della sua storia – cosa al momento probabilissima se un presidente inetto come Gravina e un c.t. spaesato come Spalletti verranno lasciati liberi di combinare altri danni – qualcuno dall’alto deve intervenire per metterli in condizione di non nuocere”. (Il riferimento è al Miniitro Abodi, ndr)

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