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La clamorosa vicenda di mercato che vede protagonista Lukaku è l’ultimo capriccio di un giocatore che ha la personalità di un geranio, che alla prima difficoltà, presunta o reale, scappa senza avere un minimo di ritegno e rimangiandosi impegni, promesse, patti.
L’assurdo affaire Lukaku
L’affaire Lukaku potrebbe essere la versione calcistica di un tizio che risiede a Rignano la cui parola vale come il due di picche a briscola. Dopo aver promesso amore eterno a l’Inter, fatto filtrare che non avrebbe accettato nessuna destinazione diversa dalla sponda nerazzurra del Naviglio, dopo aver detto che non avrebbe mai accettato di vestire la maglia di Juventus e Milan, dopo che l’Inter ha faticosamente trovato la quadra con il Chelsea, con un investimento importante e rischioso per le esigue casse del club meneghino, il nostro eroe cosa fa? Non risponde alle telefonate, sparisce, come sparisce il suo simpatico legale, l’avvocato Ledure. E viene fuori che ha un accordo con un’altra squadra.
Quale? La Juventus. L’Inter non prende bene lo scherzetto del simpatico belga e quando Lukaku chiama per parlare con Ausilio, cosi si narra, gli viene comunicato che la sua storia con l’Inter si può considerare conclusa. Insomma l’Inter non lo vuole più.
E questi sono i fatti. Pensiamo che nessun tifoso, o almeno la maggioranza di essi, creda ancora alle bandiere. I giocatori sono dei professionisti, fanno delle scelte e pensano solo a carriere e soldi. Gli esempi sono così tanti che è inutile anche ricordarli.
Detto questo a tutto c’è un limite. Perché il professionismo non può giustificare tutto. Non è obbligatorio promettere fedeltà ed un attimo dopo flirtare con la Juventus, e prima anche con il Milan. La Juventus! Ma non per la rivalità storica che dura dalla notte dei tempi, ma perché la Juventus è quella squadra che ad aprile, non 10 anni fa, aprile scorso, nella semifinale di Coppa Italia lo ha tacciato come provocatore e l’ha fatto squalificare.
Quella squadra dove militano Danilo e Perin che mai si sono scusati per le frasi che gli hanno rivolto. Ma per Lukaku questi devono essere dettagli insignificanti.
Lukaku è quello dei quattro procuratori cambiati e di una carriera dove le acrobazie sono all’ordine del giorno. Fin da quando militava nell’Everton. Di un giocatore che con lo scudetto cucito sul petto, e l’ingaggio raddoppiato l’anno precedente, ha voluto tornare al Chelsea, ricordandosi di tifare per i blues fin da piccolo, per poi, tre mesi dopo, chiedere di ritornare all’Inter perché con Tuchel non si trovava bene.
Sicuramente si troverà benissimo con Allegri che gioca con dieci giocatori dietro la linea del pallone. Ma pensiamo che il progetto tecnico sia secondario per Big Rom, difficile capire quale sia il progetto tecnico dei bianconeri, mentre meno secondario sono sicuramente i 12 milioni l’anno d’ingaggio promessi dalla Juventus, e sicuramente anche una centralità nella squadra. Con Vlahovic ceduto il titolare inamovibile sarà sicuramente Lukaku.
Infortuni permettendo vista la sua condizione fisica e gli allenamenti di Allegri che hanno la stessa intensità della ginnastica fatta nelle Case di riposo. Sempre che vada alla Juventus.
Perché alcune cose non si spiegano. Dalle parti della Continassa avevamo capito che fosse iniziato un nuovo corso. È arrivato Giuntoli, che tanto bene ha fatto a Napoli, non sempre ma sicuramente nell’ultimo anno, e si gettavano le fondamenta per un nuovo ciclo vincente.
Cedere un classe 2000 per prendere un classe 93 che a bilancio peserà nello stesso modo, tra ammortamenti ed ingaggio, non sembra una genialata. Quindi viene il sospetto che forse la Juventus, per rompere le uova nel paniere all’Inter, abbia fatto promesse a Lukaku ma che queste non saranno rispettate. Lukaku si ritroverebbe con il cerino in mano, quindi o Arabia, con ingaggio assurdo ma anche un campionato altrettanto assurdo, oppure restare al Chelsea, ricordarsi di nuovo di averlo tifato fin da piccolo, e giocarsi le sue carte.
Invece se l’interesse della Juventus è reale vuol dire che da quelle parti non è cambiato nulla, che Giuntoli non conta un bel niente e che continua a comandare Allegri. Se fosse così l’affare potrebbero averlo fatto i nerazzurri. Perché tutto torna e non tutti i mali vengono per nuocere. Ai posteri l’ardua sentenza. Adios Romelu. A mai più.

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