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mercoledì, Agosto 10, 2022

Cosa farà l’Inter con Eriksen? Le ipotesi dopo l’impianto del defibrillatore cardiaco

Il calciatore rischia di non giocare più in Italia a causa delle norme sportive: cosa farà l’Inter con Eriksen? Dalla club salary protection alla risoluzione.

Cosa farà l’Inter con Eriksen?

Mentre proseguono gli accertamenti per capire l’origine del malore che ha colpito il calciatore Christian Eriksen, l’intervento per inserire il defibrillatore cardiaco sottocutaneo è perfettamente riuscito. Lo strumento impiantato nel cuore del calciatore danese si chiama Impiantator dardioverter defibrillator o Icd (heart starter). Si tratta di un dispositivo a batteria che si posiziona sotto la pelle e tiene traccia della frequenza cardiaca attraverso fili collegati al cuore. Se l’Icd rileva un ritmo cardiaco anomalo, il dispositivo eroga una scossa elettrica.

Cosa farà l’Inter con Eriksen? Le ipotesi dopo l’impianto del defibrillatore cardiaco

Ma se da un lato c’è la questione umana, affettiva, verso un atleta che è prima di tutto un ragazzo di 29 anni, dall’altro c’è la brutale realtà di una società di calcio, nel caso specifico l’Inter, che è attualmente proprietario del suo cartellino, che deve decidere cosa fare nelle settimane che verranno.

In mancanza di una diagnosi è difficile avere certezze ma ci sono già molti elementi che posso dare delle indicazioni, ad iniziare proprio dall’intervento appena subito dal calciatore: regole alla mano, se l’impianto non sarà temporaneo, il giocatore non potrà più giocare in Italia.

Questo perché nel nostro Paese le norme a tutela della salute dei calciatori impediscono di scendere in campo a chi ha bisogno di un sostegno permanente. Cosa potrà fare realisticamente l’Inter con Christian Eriksen?

C'è un caso Eriksen all'Inter No, c'è un caso Conte

Va considerato che il giocatore prende 7,5 milioni di euro di ingaggio all’anno fino a giugno 2024, oltre alla cifra investita per portarlo a Milano, e dunque è un patrimonio della società e quindi  il club deve decidere in che modo limitare i danni – non solo tecnici- parliamo di uno dei centrocampisti migliori in circolazione, ma anche della possibile perdita economica in un momento già di grande difficolta.

Un aiuto potrebbe arrivare dalle assicurazioni: la società è titolare di una polizza stipulata dalla Fifa che rimborsa lo stipendio del giocatore: la cosiddetta club salary protection. Se il giocatore invece non dovesse più riprendere a giocare, l’accordo collettivo stipulato tra l’Associazione italiana calciatori e la Federazione prevede all’articolo 15 (Inabilità e inidoneità del calciatore) comma 6, che così recita: “Qualora la malattia o l’infortunio dovessero determinare l’inidoneità definitiva del Calciatore, come intesa e accertata sub 15.1., la Società ha diritto di richiedere immediatamente al CA la risoluzione del Contratto”.

Questo per quel che riguarda la situazione stipendio del calciatore. Se invece Eriksen ottenesse l’idoneità sportiva in un Paese diverso dall’Italia, la situazione sarebbe assimilabile a quella di un giocatore che si svincola a parametro zero e quindi l’Inter non avrebbe diritto ad alcuna somma per il cartellino.

A meno che il club abbia sottoscritto una copertura assicurativa patrimoniale a tutela del valore economico del giocatore. In teoria la polizza dovrebbe assicurare una somma pari al valore del contratto (cioè lo stipendio lordo del calciatore annuo) moltiplicato per gli anni che gli restano prima della scadenza. Ma questa è una pratica quasi mai in uso nelle società calcistiche.

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