Coming out di Jankto? Il ministro Abodi non ama le “ostentazioni”

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Ultimamente, ogni volta che Andrea Abodi apre bocca, c’è da restare con l’espressione pietrificata da urlo di Munch. Il ministro dello sport è riuscito nell’impresa di mostrarsi infastidito per il rientro in Italia di Jakub Jankto, uno dei primi calciatori ad aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità.

Intervenuto durante “24 Mattino” su Radio 24 Abodi ha dichiarato: “La società probabilmente, in generale, ancora qualche passo in avanti può farlo. Per quanto mi riguarda  – la prende alla larga con una lunga premessa -è prima di tutto una persona e secondo è un atleta. Non faccio differenze di caratteristiche che riguardano la sfera delle scelte personali” Ma poi arriva al punto:

“Se devo essere altrettanto sincero non amo, in generale, le ostentazioni, ma le scelte individuali vanno rispettate per come vengono prese e per quelle che sono. Io mi fermo qui”.

Abodi non è infastidito dagli scandali finanziari, sportivi, della reputazione del nostro calcio che viene un gradino sotto di quella della Mafia all’estero. È infastidito dall’ostentazione, che è la formula classica che si abbina di solito a “Ho anche amici gay”.

Jankto ma sei proprio sicuro di voler tornare?

Ziliani: Coming out di Jankto, Abodi è all’antica, come Moggi

Il durissimo commento alle parole del ministro dello sport, arriva direttamente da Paolo Ziliani che in un articolo in chiaro sulle sue pagine social scrive:

“Se devo essere sincero, non amo le ostentazioni”. Pensieri e parole di Andrea Abodi, il ministro per lo Sport e per i giovani che alla notizia del ritorno in Italia del centrocampista ceco Jakub Jankto, 27 anni, ex Ascoli, Udinese, Sampdoria, Getafe e Sparta Praga e da oggi tesserato del Cagliari, è stato chiamato a commentare la novità. Jankto, per chi non lo sapesse, è assurto nei mesi scorsi agli onori delle cronache per aver fatto pubblicamente coming out dichiarando la sua omosessualità: primo calciatore ad alti livelli a farlo. E così, invece di dirsi felice per il ritorno di Jankto nella Serie A italiana, invece di dargli il bentornato e di rivolgere i complimenti al presidente del Cagliari, Giulini, per averlo tesserato, il ministro per lo sport e per i giovani ci tiene a far sapere che a lui, persona così a modino, rispettabile, perbene, queste “ostentazioni” non piacciono: e insomma, Jankto poteva risparmiarselo di professarsi calciatore omosessuale, se stava zitto era meglio. Così rischia di turbare il movimento e ad Abodi queste cose non piacciono.”

Ziliani poi ricorda le parole mostruose con cui Luciano Moggi commentò il coming out di Jankto: “Io sono un po’ all’antica – disse il dirigente radiato dal calcio per le malefatte di Calciopoli del 2006 -, ma conosco l’ambiente del calcio: e al suo interno non può vivere uno che è gay. Un omosessuale non può fare il mestiere del calciatore”. E ancora: “Non so se i calciatori siano contrari ai gay in squadra, io sicuramente lo sono. Posso tranquillamente affermare che nelle società dove sono stato non ne ho mai avuti, mai. Non avrei mai voluto un giocatore omosessuale. E anche oggi non lo prenderei. Supposto che mi sbagliassi e ne scoprissi uno, farebbe prima ad andare che a venire”.

E dunque: “pensate i grattacapi che creerà, ora, Jankto al ministro dello sport Abodi e di rimando al presidente del CONI Malagò, al presidente della FIGC Gravina, al presidente della Lega Serie A Casini e soprattutto ai calciatori che Jankto sfiorerà in campo e negli spogliatoi. D’altronde, un calciatore che “ostenta” la sua omosessualità in un campionato che ha nell’onorabilità e nella rispettabilità il suo marchio distintivo è una minaccia.”

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