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martedì 12 Ottobre 2021
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Calciatori improponibili: François Zahoui

Funamboli incompresi, diversamente idoli,  sono gli improponibili del rettangolo verde. Oggi celebriamo François Zahoui, primo giocatore africano arrivato in Italia nell’Ascoli di Costantino Rozzi.

François Zahoui, il figlioccio di Rozzi

È passato alla storia per essere il primo giocatore africano ingaggiato da un club italiano. Cresciuto nella Stella Club di Abidjan, nella Costa D’Avorio, squadra della Capitale, Zahoui fu scoperto dagli osservatori dell’Ascoli in occasione del Torneo di Marsiglia del 1981.

Si narra che lavorasse per una società che distribuiva acqua minerale. Giocatore dotato di una discreta tecnica, poteva giocare sia come attaccante puro che come mezzapunta.

Acquistato per circa 15 milioni di lire, venne stipendiato con 12 milioni annui, che all’epoca rappresentavano il minimo sindacale. Per dare un valore al suo ingaggio basta sapere che un operaio, in quegli anni, guadagnava circa 350 mila lire al mese.

In più ebbe in regalo dal presidente Rozzi una tantum di quattro milioni, che provvide immediatamente a mandare a casa sua, in Africa. Si racconta che il suo Club, invece di riscuotere denaro per il suo trasferimento, fu pagato con il controvalore in tute da gioco ed attrezzature sportive.

Fu presentato come il nostro negretto dal grande futuro e i tifosi locali, con una fervida fantasia da leghista ante litteram, lo ribattezzarono subito Zigulì in onore della famosa caramella che andava per la maggiore in quei anni.

 

Mazzone la pensava diversamente

Quando arrivò in Italia, forse a causa anche della sua giovane età, aveva solo 20 anni, si perse subito. Inoltre Mazzone non lo aiutava di certo preferendogli qualsiasi altro giocatore della rosa. Le sue consegne tattiche erano di finire in fuorigioco per far perdere tempo agli avversari.

In seguito Carletto Mazzone si ricredette sul giocatore:

Adesso mi sono ricreduto. Zahoui si è dimostrato persona educata, riservata, molto attenta: deve avere avuto una buona infanzia, gli hanno insegnato a stare al mondo. Poi credo abbia fatto buoni studi: oltre alla sua lingua madre, parla correttamente anche l’inglese e affronta qualunque discussione.

Alla fine, disputò solo 11 presenze in due anni in Serie A. Venne quindi ceduto al Nancy, si racconta per una cifra vicina ai 100 milioni, e in Francia terminò la sua carriera, giocando discretamente prima con il Tolone e poi con il Nevers. Si ritirerà nel 1993.

Intraprende la carriera di allenatore, con risultati non certo entusiasmanti, ma nel 2010/2011 gli venne affidata ad interim la panchina della Costa d’Avorio.

All’esordio da CT incontra in amichevole l’Italia e la batte 1-0. L’incarico diventa ufficiale a tutti gli effetti e guida la squadra in Coppa d’Africa. Arriva in finale e viene sconfitto ai rigori dallo Zambia. Nel 2015 diventa CT del Niger.

Ricorderà sempre con affetto Rozzi tanto da partecipare ai suoi funerali nel 1994. Dalla Francia, appresa la notizia, disse: Ho pianto anch’io, il Presidente Rozzi per me è stato come un padre.

Servizio Rai TG3 Marche per ricordare  Costantino Rozzi

 

 

François Zahoui, la scheda

Calciatori improponibili: François Zahoui

 

  • squadra: Ascoli
  • stagione: 1981/1983
  • ruolo: trequartista/attaccante
  • presenze: 11
  • goal: 0
  • la frase: “Non sono un goleador. Gioco con il numero 10 e so passare bene il pallone ai compagni. Qualche goal lo realizzo anche, ma non molti”

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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