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venerdì 23 Luglio 2021
SportCalciatori improponibili: Athirson Mazzoli De Oliveira

Calciatori improponibili: Athirson Mazzoli De Oliveira

Funamboli incompresi, diversamente idoli, sono gli improponibili del rettangolo verde. Oggi celebriamo Athirson Mazzoli De Oliveira, la freccia deragliata bianconera.

Athirson Mazzoli De Oliveira, la freccia deragliata

Athirson Mazzoli De Oliveira, classe 1977, nasce in una famiglia benestante. Suo padre è un ufficiale dell’esercito in pensione, la madre infermiera. Il ragazzo non gioca a pallone per riscattarsi, o per necessità, ma per passione. Viene notato dagli osservatori del Flamengo e tesserato per la squadra giovanile. Percorre tutta la scalata nelle Nazionali giovanili e nel 1998 va in prestito al Santos. Al Santos si mette in mostra segnando goal e servendo assist ai compagni. Torna al Flamengo e segna ben 10 goal nella stagione 1999/2000.

In Brasile si sprecano gli elogi e non tardano a paragonarlo al nuovo Roberto Carlos. Il talent scout bianconero Omar Sivori non perde tempo e lo segnala al DG della Juventus, Luciano Moggi.
Moggi trova subito l’intesa con il calciatore ma non con il Flamengo. Dettaglio non proprio trascurabile.

La Juventus ha fretta e vuole il ragazzo pronto per l’inizio del campionato a settembre. Il Flamengo non ne vuole sapere. Non resta che aspettare che Athirson si svincoli il 31 di dicembre. Peccato il Flamengo tiri in ballo un accordo precedente con il procuratore del giocatore. A questo punto inizia un contenzioso legale. La Juventus ottiene dalla FIFA un transfer provvisorio, grazie al quale il 23 Febbraio 2001 Athirson diventa un giocatore bianconero a tutti gli effetti.

Calciatori improponibili: Athirson

L’arrivo a Torino

Il giorno che Athirson arriva a Torino lo accoglie una bella nevicata. Il talentuoso brasiliano dichiarerà di non averla mai vista dal vivo. Potrebbe essere il campanello d’allarme di un adattamento che mai si realizzerà. Compra casa fuori città, prende come auto l’Alfa 166 che è la diretta concorrente dei modelli BMW ed Audi, oppure il “vorrei ma non posso”.  Vorrei Roberto Carlos ma prendo Athirson.

Inizia gli allenamenti e fa l’esordio in campionato il 1 aprile 2001. Al Delle Alpi è di scena Juventus-Brescia. Il risultato è di 1-0 per i bianconeri e al 72′ sostituisce Zidane. Sarò un caso ma Roberto Baggio al minuto 86 pareggia per le Rondinelle. Contemporaneamente la Roma vince con il Verona e si avvia a vincere lo scudetto ai danni dei bianconeri.

Calciatori improponibili: Athirson

Per il terzino brasiliano sono solo spezzoni di partita. L’allenatore Ancelotti non lo prende minimamente in considerazione e lo lascia ammuffire in panchina.

La stagione successiva torna Lippi e per Athirson la situazione riesce a peggiorare. Lippi non gli regala neppure gli spezzoni di partita. Per lui non esiste nessuna possibilità di vederlo in campo. Ci vorrebbe una pandemia di Covid 19 per vederlo giocare. Ma per sua sfortuna siamo nell’anno 2001.

A gennaio 2002 la Juventus decide di darlo in prestito al Flamengo in attesa di riportarlo a Torino. Non tornerà mai più a Torino. Vende l’Alfa 166 su Secondamano e chiude la sua avventura in terra sabauda.

Il 2 Ottobre 2003 i bianconeri rescindono il contratto con il giocatore pagandogli peraltro una penale di 2.3 milioni di euro. Non lascia nessuna traccia a Torino se non quella di comparire nella lista dei clienti Viva Lain, il centro massaggi protagonista dello scandalo a luci rosse che vide protagonisti diversi giocatori. Del resto il ragazzo qualcosa doveva fare per ingannare il tempo.

Athirson resta al Flamengo fino a Dicembre 2004, fatta eccezione per una breve parentesi al CSKA di Mosca. Cruzeiro, due anni in Europa al Bayer Leverkusen dove segna anche 2 goal, torna in Brasile dove cambia diverse squadre. Chiude la carriera nel 2012 nel Duque de Caxias.

Athirson, la scheda

Calciatori improponibili: Athirson

  • squadra: Juventus
  • stagione: 2001/02
  • ruolo: difensore
  • presenze: 5
  • goal: 0
  • la frase: Come stile di gioco mi paragonerei al milanista Serginho

 

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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