​Aspettando il DS e l’allenatore: il Milan e il casting quantistico

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A pochi giorni dalle scadenze federali, il Milan non ha ancora definito direttore sportivo e allenatore. I nomi cambiano di ora in ora, le strategie si contraddicono e RedBird sembra navigare a vista. Le rivali programmano, i rossoneri restano sospesi nell’incertezza.

Il Milan cerca sé stesso: il caos organizzato di RedBird

Se tre settimane fa l’azzeramento totale dei vertici del Milan sembrava una mossa audace da “dentro o fuori”, oggi la situazione ha superato i confini della gestione sportiva per entrare di diritto nel teatro dell’assurdo. Nemmeno il più sadico dei cugini interisti, applicandosi con impegno, avrebbe saputo architettare un bignami di improvvisazione così perfetto.

Benvenuti a “Chi vuol essere l’allenatore del Milan?”, il primo quiz societario in cui le regole cambiano ogni venti minuti e i concorrenti vengono scelti con la stessa coerenza con cui si seleziona una serie TV su Netflix il venerdì sera.

​Il grande bluff di Glasner e il “Mal d’Arabia”

​Fino a quarantotto ore fa, sembrava tutto apparecchiato: Oliver Glasner era a un passo dalla firma. Certo, si saltava comunque il passaggio logico di assumere prima un Direttore Sportivo, ma almeno c’era un’idea: verticalità, pressing tedesco, ritmo. Finita? Nemmeno per sogno. La proprietà ha deciso che il tedesco è “in stand-by”. Perché? Perché Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic,  quest’ultimo sempre comodamente in collegamento transatlantico tra uno stacco pubblicitario e l’altro dei Mondiali, hanno deciso che era il momento di fare un altro paio di giri di giostra.

Ed ecco che si riapre il casting. I fari ora sono puntati su Matthias Jaissle. Un profilo affascinante, se non fosse per un piccolo, trascurabile dettaglio burocratico: è sotto contratto con l’Al-Ahli. Andare a trattare la risoluzione di un contratto con i club arabi a metà giugno, con la stagione che bussa alle porte, equivale a infilarsi volontariamente in una palude burocratica ed economica. Il tutto mentre RedBird, storicamente, preferirebbe farsi estrarre un dente piuttosto che pagare clausole di rescissione per un allenatore.

​Ma per non farsi mancare nulla, nello stesso pomeriggio è tornato di moda anche il nome di Rúben Amorim, reduce dal disastro di Manchester sponda United. Passare da Jaissle (difesa a quattro e transizioni) ad Amorim (difesa a tre e possesso geometrico) dimostra una visione tecnica talmente elastica da risultare informe. Pochettino? Sparito. Rangnick? Boh! Evaporato prima ancora di capire dove fosse Milanello.

Il mercato dei DS: all’antipodo della logica

Se il casting per la panchina assomiglia a una sfilata di moda dove si alternano piumini invernali e costumi da bagno, la ricerca del Direttore Sportivo non è da meno. La dirigenza sta oscillando tra due profili che non potrebbero essere più diversi nemmeno se fossero nati in due galassie distinte.

Da un lato si valutano geni della lampada dei dati e degli algoritmi (stile Moneyball applicato al pallone), dall’altro profili di navigatori esperti del mercato tradizionale. Scegliere il DS dopo aver scelto l’allenatore è già un azzardo; sceglierlo avendo in testa due filosofie societarie totalmente opposte significa che, a quattro giorni dalla scadenza perentoria per l’iscrizione alla Serie A, la società non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande.

Nel frattempo, la clessidra si svuota. Il 16 giugno la FIGC esige le carte per l’iscrizione al campionato. I moduli prevedono dei nomi scritti in nero su bianco alla voce “Amministratore Delegato” e “Direttore Sportivo”. E qui si rischia il capolavoro assoluto del genere grottesco: mandare avanti il silurato Giorgio Furlani, ancora formalmente nel CdA solo per non far bloccare i conti, a firmare i documenti per salvare il club.

Un dialogo che immaginiamo così: “Senti, ti abbiamo cacciato tre settimane fa perché non andavi bene, ma potresti metterci una firma qui che altrimenti non possiamo fare il calciomercato? Grazie, poi puoi tornare a casa”.

​Mentre le rivali hanno già organigrammi definiti, budget stanziati e primi acquisti bloccati, il Milan fluttua in un limbo quantistico dove tutto è possibile e niente è reale. Non è più un ritardo, è un esperimento sociale. Resta solo da capire se l’algoritmo di RedBird abbia previsto anche la pazienza dei tifosi. Sicuramente si. I tifosi del Milan non sono come i laziali. Chiedere a Lotito. Ma questa è un’altra storia.

 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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