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domenica 23 Gennaio 2022
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Allegri il gestore ma alla Juve c’è da ricostruire. È lui quello adatto?

Montano le critiche e le polemiche intorno ai bianconeri dopo la terza sconfitta stagionale in appena 10 giornate e già a -13 dalla vetta. Ma forse è sbagliato considerare la distanza dal primo posto e a Vinovo dovrebbero concentrarsi sulla rincorsa ai primi quattro posti. In primis il tecnico, Allegri il gestore delle grandi rose, il semplificatore. Ma quest’anno non c’è da gestire nulla, c’è da ricostruire e tanto

Allegri il gestore: è lui quello adatto per questa Juve?

Allegri nove. Non è il voto, non siamo così spiritosi. È quanto prende all’anno, 9 milioni per 4 anni, operazione da 72 milioni per riportare la Vecchia Signora ai fasti che le competono.

Per il momento l’operazione sembra un fallimento su tutta la linea. La squadra è a 13 punti dalla vetta, ha già perso due partite in casa, segna poco, prende goal, gioca un calcio preistorico, del resto il buon Max ha candidamente dichiarato che non ha visto partite per due anni, non proprio il massimo per chi vive di calcio.

La qualità della rosa lascia il tempo che trova, il centrocampo probabilmente è il più scarso tra le candidate allo scudetto. Rabiot ha solo l’ingaggio da top player ma le prestazioni sono spesso inguardabili o anonime. Ramsey è sparito dai radar, Arthur è appena tornato da un infortunio ma lo scorso anno nessuno ricorda prestazioni memorabili. McKennie, calciatore per caso. Locatelli spaesato in mezzo al nulla. Negli altri reparti non va meglio.

De Light non ha mantenuto le alte aspettative della critica, alla fine i più affidabili sono i due dinosauri Bonucci e Chiellini. La stella della squadra è Dybala.

Dybala negli ultimi quattro anni hanno cercato di cederlo a chiunque ora gli devono rinnovare il contratto con un ingaggio faraonico. Del resto se paragonato a Morata, Kean e l’Ufo Robot Kaio Jorge sembra Omar Sivori. In realtà è un Berardi argentino che ce l’ha fatta(a strappare un ingaggio top, cosa avete capito?)

Passivo da 200 milioni e rifinanziamento da 400 milioni, non che altre squadre stiano meglio ma la Juventus ha anche lo stadio di proprietà. (Tralasciando l’indagine per le plusvalenze che non porterà a nulla e il caso Suarez, non se ne parla ma nessuno ha archiviato.)

Un mercato difficoltoso, Locatelli portato a casa grazie a condizioni da fantascienza, (finiranno di pagarlo quando il giocatore sarà prossimo al ritiro,) Ronaldo al Manchester United, ingaggio risparmiato ma anche goal in meno, gli arrivi di Kean, ceduto e ricomprato a peso d’oro, e il brasiliano Kaio Jorge strappato al Milan e definito il nuovo Neymar. Per quanto ha fatto vedere in campo non è nemmeno il nuovo Kean.

Dirigenza spaesata e non si vede la luce del tunnel. Da un allenatore che prende un ingaggio a quelle cifre ci si aspetta che, anche con una rosa del genere, faccia di necessità virtù e metta la squadra in campo in modo da sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori.

In realtà Allegri è un buon gestore ma tatticamente è più superato di Castori. La sua Juventus vincente praticamente era senza avversari e il campionato era una palestra per tentare la vittoria in Europa. Vittoria che non è arrivata.

Inter-Juventus, il Pagellone

Senza una svolta tattica difficilmente questa squadra potrà arrivare tra le prime quattro e senza l’ingresso in Champions League è facile immaginare il prossimo mercato. Altro che Vlahovic al massimo Petagna, sempre che accetti il trasferimento.

Un altro allenatore sarebbe prossimo all’esonero, a Barcellona hanno mandato via Koeman che è a 9 punti dalla vetta, con davanti otto squadre, qui invece non puoi disturbare il manovratore e portano il Tapiro alla moglie. La moglie c’entra poco, ovviamente, ma è per dire come siamo messi a livello di informazione.

La realtà è che esonerare Allegri è praticamente impossibile visto l’ingaggio e lui sembra ancorato al passato. A questo punto tanto valeva tenere Pirlo che almeno aveva un anno di esperienza sulle spalle e difficilmente poteva fare peggio. Invece si è dato ascolto ai malumori della piazza, di una tifoseria che pensa che si debba solo e sempre vincere, che non c’è spazio per la programmazione.

Del resto se nella maglietta ci scrivi “Vincere è l’unica cosa che conta” non puoi mica parlare di programmazione nel tempo. Il futuro ha tinte vicine al nero, non possiamo scrivere che di azzurro vediamo poco perché l’accostamento tra i due colori potrebbe far trasalire il povero tifoso juventino, e puntare tutto su un passato che difficilmente tornerà è un all in molto rischioso. Auguri.

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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