Il ‘mistero’ delle rocce di vetro di Atacama

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Le chiazze di rocce vetrose nel deserto cileno di Atacama furono create dall’esplosione di una cometa?

Le rocce di vetro di Atacama

Circa 12.000 anni fa, un evento catastrofico sconvolse il deserto di Atacama, in Cile, lasciando tracce di un intenso calore che trasformò il suolo sabbioso in ampie placche di vetro ai silicati.

Questi depositi vetrosi, dalle tonalità verde scuro e nere, si estendono lungo un “corridoio” di circa 75 chilometri a est della Pampa del Tamarugal, nella parte settentrionale del Paese.

Studi più approfonditi, tra gli utlimi pubblicati quelli sulla rivista Geology, hanno fatto luce su ciò che potrebbe aver causato questa straordinaria fusione.

Un gruppo di ricercatori ha rilevato frammenti minerali simili a quelli raccolti sulla cometa Wild 2 dalla missione Stardust della NASA. Questi campioni, contenenti minerali come zirconi decomposti in baddeleyite a temperature superiori ai 1649°C, suggeriscono che le rocce vetrose si siano formate in seguito a un fenomeno ben più potente di un semplice incendio o eruzione vulcanica, non essendoci tracce geologiche di vulcanismo nella zona.

Le altre tracce minerali ritrovate, tra cui cubanite, troilite e inclusioni ricche di calcio-alluminio, sono tutte caratteristiche di un evento cosmico, come l’esplosione di una cometa o meteorite vicino alla superficie terrestre.

Questa esplosione, secondo gli scienziati, potrebbe aver generato una radiazione termica così intensa da fondere la sabbia e dare origine a formazioni di vetro dalla forma attorcigliata, piegata e lanciata, tipiche di un impatto esplosivo.

Un evento cosmico

L’ipotesi principale è che una cometa, esplodendo a bassa quota, abbia sprigionato venti estremamente potenti, simili a tornado, e causato la fusione del terreno, formando le placche di vetro oggi osservabili nel deserto. Questo evento potrebbe anche essere collegato all’estinzione della megafauna avvenuta circa 11.700 anni fa.

Molti studiosi discutono da decenni sulle cause di questa estinzione, che ha colpito grandi mammiferi come mammut e bradipi giganti, con ipotesi che vanno dalla caccia intensiva da parte degli esseri umani all’impatto di una crisi climatica.

In particolare, la overkill hypothesis, proposta da Stewart et al. (2021), sostiene che la caccia mirata abbia portato alla scomparsa di circa l’80% delle specie di megafauna.

Altri puntano il dito sulle oscillazioni climatiche dell’epoca, tra cui il Dryas recente (12.900-11.700 anni fa), caratterizzato da un rapido raffreddamento seguito dall’Optimum climatico, un periodo caldo iniziato circa 9.000 anni fa.

Gli studiosi che hanno indagato sulle tracce di vetro nel deserto di Atacama ritengono che il fenomeno possa essere stato simile a quello che distrusse la proto-città di Tell el-Hammam, nella valle del Giordano, circa 3.600 anni fa.

In entrambi i casi, le prove indicano un’esplosione devastante avvenuta a poca distanza dalla superficie terrestre, capace di generare temperature così elevate da fondere la roccia.

L’ipotesi di un impatto cometario nel deserto di Atacama si inserisce in un contesto di ricerca più ampio, iniziato nel 2015, che ha rilevato sferule di vetro, nano-diamanti e microgranuli di platino in siti distribuiti tra il continente americano, l’Europa e il Medio Oriente.

Questi elementi, compatibili con uno shock da impatto, sono stati trovati anche nelle carote di ghiaccio della Groenlandia, confermando la possibilità che un evento cosmico abbia giocato un ruolo cruciale nelle estinzioni e nei cambiamenti climatici avvenuti circa 12.900 anni fa.

Pur necessitando di ulteriori verifiche, le nuove evidenze provenienti dal deserto di Atacama sembrano confermare l’ipotesi di un impatto cometario come causa della vetrificazione delle rocce. Questo misterioso fenomeno naturale continua a essere oggetto di studio, offrendo nuovi spunti su come eventi cosmici abbiano influenzato la storia del nostro pianeta.

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Zela Santi
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