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sabato 4 Settembre 2021
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La strana legge che equipara biodinamica e biologico

Dopo 15 anni di attesa e di continui rinvii, il Senato ha approvato il disegno di legge sull’agricoltura biologica. In un comma, la legge equipara biodinamica e biologico.

Le mani sull’Agricoltura. Differenze tra biodinamica e biologico.

Il testo di legge era arrivato al Senato con il titolone di “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”, e “Norme in materia di produzione biologica “ dovuto alla crescente richiesta di prodotti sani e certificati in Italia, e cito il testo: “per lo sviluppo di produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente e delle risorse naturali”.

Il testo strambo, così partorito, ha avuto una gestazione lunghissima, e non accontenta nessuno, ma almeno integra con la ricezione del testo originale della Commissione Europea del 2007 la prima legge del 2011 carente di tutta una serie di voci allora non prese in considerazione. Nella legge precedente si stabilivano quasi unicamente gli enti di certificazione e controllo del Ministero, della Regione, le autorizzazioni ai certificatori Aiab.

Il Movimento 5Stelle ha già promesso modifiche. Quindi forse se ne riparla fra un anno ma cosa dice il testo ? E perché nessuno è d’accordo?

 

 

Partiamo dal caposaldo: cos’è e cosa s’intende per Agricoltura Biologica.

Biologico è un sistema di coltura e allevamento, che tiene conto di indicazioni e sistemi con basso impatto ambientale, stabiliti da convenzioni tra un ente certificatore riconosciuto e il produttore. Non è assolutamente un sistema solo Naturale, ma è un metodo controllato e certificato da aziende aderenti all’AIAB, con dei limiti piuttosto variabili, e la possibilità di usare determinati prodotti chimici a derivazione industriale purché certificati (o autocertificati, vedi il caso FIPRONIL).

La strana legge che equipara biodinamica e biologico

Per meglio chiarire suddividerei i metodi di agricoltura come :

Convenzionale (cioè industriali) chimica e intensivo idrocultura e modificazioni genetiche (dei semi almeno e uso della chimica poco limitato).

Biologico, con trattamenti a basso o nullo impatto ambientale, e certificazioni adeguate. Condivise di solito tra produttore e ente certificante.

Naturale: senza nessun tipo di trattamento eccetto metodi i arcaici: acqua ramata, compost sterco, e similari.

Biodinamico, un miscuglio tra il biologiche e il naturali con l’aggiunta di riti esoterici e un po’ di astrologia. Consiste in pratiche descritte da Rudolf Steiner e portate avanti dalla multinazionale la Demeter, che ne chiede la certificazione. Applicano il calendario lunare, e alcuni “preparati”, un corno, delle polpette si stabbio.

Organic che è la stessa cosa del biodinamico ma senza pagare le royalties alla Demeter o simili.

La strana legge che equipara biodinamica e biologico
Rudolf Steiner

La normativa in discussione

Il primo, fondamentale, aspetto della normativa, riconosce l’ ‘Agricoltura Biologica come “attività di interesse nazionale”, in quanto attività “economica” basata: sulla qualità dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali e sulla riduzione delle emissioni inquinanti”, (la Co2 in particolare) visto il problema degli accordi internazionali.

In compenso fornisce gli strumenti finanziari per il sostegno della ricerca, per la realizzazione di campagne di informazione e di comunicazione istituzionale nonché per incentivare l’impiego di prodotti ottenuti negli enti pubblici e delle istituzioni.

Prevede che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali adotti un Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica, con gli obiettivi di: “Favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e agroalimentari. Rafforzare l’organizzazione della filiera con particolare attenzione al ruolo delle piccole aziende agricole. incentivare il consumo dei prodotti biologici attraverso iniziative di informazione, formazione ed educazione al consumo. migliorare il sistema di controllo e di certificazione a garanzia della qualità dei prodotti biologici”.

C’è un dettaglio strambo (dove arrivano soldi nulla mi stupisce): la comparazione tra agricoltura biologica e biodinamica; si legge infatti nella relazione alla legge che: “il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici, applicato nel rispetto delle disposizioni del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, è equiparato al metodo di agricoltura biologica”.

Il che però è un falso se guardate il link del regolamento, si parla solo di “preparati”, e quasi nessun Stato Membro ha intenzione di pagare la “Demeter” per il Biodinamico”. Mentre sarebbe stato leggermente più intelligente definire il sistema come Naturale o Organic, e se proprio volete comprarvi i corni di sterco fatelo ma senza pagare i diritti.

La strana legge che equipara biodinamica e biologico

La Biodinamica è un marchio registrato dalla Demeter International: non è una certificazione.

Vero che anche il certificato Biologico è a pagamento. E che se non pago non ci metto la foglia sopra. Se voglio certificarmi devo attenermi ad un ente certificatore, acquistare prodotti da loro e fidarmi del risultato, se no, niente bollino.

Sinceramente preferisco i non_metodi, o il sistema naturale-arcaico, ma dovendo accedere a fondi pubblici è preferibile che sia attraverso un metodo scientifico approvato, Non si può concedere fondi a Massoni tedeschi che praticano danze nel plenilunio, seppelliscono corna di mucca o fanno polpette di stabbio.

Nulla in contrario a chi semina danzando. O se vuol fare la danza della pioggia. Sono le royalties ai sedicenti eredi di Rudolf Steiner che non approvo.

Per il resto la Biodinamica applica metodi ancestrali non usa fitofarmaci, rispetta i cicli degli animali, nulla da eccepire.

La strana legge che equipara biodinamica e biologico

Cosa saranno i distretti biologici

Un aspetto interessante sono distretti biologici. Delle aree geografiche, dove tutto è interamente concepito come un Bio-distretto. Applicato già nel parco del Cilento dal 2009 da AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), ha avuto un discreto successo. Si tratta di territori non contaminati da Ogm e con poche attività industriali che ora la legge definisce come “sistemi produttivi locali, a vocazione agricola” e nei quali sia presente: la coltivazione, l’allevamento, la trasformazione e la preparazione alimentare e agro- industriale di prodotti biologici. Le produzioni e le metodologie colturali, d’allevamento e di trasformazione si rifanno alle usanze ancestrali tipiche locali.

Gli Strumenti Economici

Viene istituito un fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica: “finalizzato al finanziamento di programmi per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”. Un sostegno alla ricerca tecnologica e applicata nel settore della produzione agricola e la stipulazione di contratti di rete tra le imprese della filiera biologica, al fine di “favorire l’aggregazione imprenditoriale e l’integrazione tra le diverse fasi della filiera dei prodotti biologici”.

La libertà di coltivare

Risolta anche una controversia importante: l’articolo 14, quello relativo alle semenze.

Il testo, indica che “gli agricoltori che producono le varietà di sementi biologiche iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservazione, nei luoghi dove tali varietà hanno evoluto le loro proprietà caratteristiche, sono riconosciuto il diritto alla vendita diretta e il diritto al libero scambio”. (Cosa che ad esempio è vietata negli Stati Uniti e in altri paesi per i brevetti detenuti dalle multinazionali come Monsanto, Bayer e simili). Il concetto è quello che si possono produrre semenze in proprio, questo rende il contadino indipendente, e aumenta la biodiversità naturale.

A questo proposito c’era un bellissimo film FOOD:INC da noi “il dilemma dell’Onnivoro” che vi invito a vedere.

La nuova normativa nasce anche per tutelare il settore dai Falsi. Sarà possibile un maggiore controllo. Ad oggi, visti gli alti costi di conversione dei terreni, i fondi comunitari che agevolano l’abbandono dei cultivar a favore dello scambio con paesi terzi in area B, la scarsa remunerazione dei produttori a favore della GDO, il mercato dei falsi biologici ha avuto gioco facile L’ultimo a carico della TOP Agri di Roverchiara Verona: che mischiava prodotti di importazione convenzionali ad altri con basso contenuto di fitofarmaci falsificando le certificazioni. Per ingannare le ispezioni dei NAS. Una truffa da 3 milioni di Euro annuo.

Nella legge infine manca tutto l’aspetto della conversione dei rifiuti organici. E l’utilizzo delle risorse energetiche derivanti dall’ allevamento come il Bioetanolo, il metano, l’enatolo, i gas derivanti dallo sterco, le fitodepurazioni dell’acqua piovana, la Bio-edilizia, tutte cose che verranno demandate ai ministeri nel momento che questi capiranno che esistono.

Come mancano parametri per la tutela dei produttori onesti in loco. E che credo poco potranno contro i colossi internazionali. Approfondiremo l’argomento Olio la prossima volta. Ma intanto questo strano pasticcio avanza in Senato e sinceramente è meglio del nulla che c’è. La prossima legislatura ricordate chi avete votato. E soprattutto se comprate Bio leggete bene le etichette.

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Daniele De Sanctis
programmatore, ghost writer in economia, Laurea in “cose inutili e altre amenità”. Produttore esecutivo tv per conto della Rai sino a Maggio 2009. Sommelier, insegna a Perugia nel 2009 nei laboratori professionalizzanti dell'Università degli studi UNIPG. Con Slow Food Roma per 10 anni, organizzo “Gas”. Dal 2013 collabora come editorialista per la rivista Agrodolce.

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