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martedì, Luglio 5, 2022

Latina, braccianti indiani imbottiti di oppiodi per lavorare nei campi

A Latina, il consumo abnorme di un farmaco per malati oncologici ha fatto scoprire la prescrizione illecita a centinaia di braccianti indiani imbottiti di oppiodi per poter sopportare la fatica per ore.

Braccianti indiani imbottiti di oppiodi

La macelleria sociale non conosce limiti in nome del profitto, come ogni giorno la cronaca ci racconta, con la conta quotidiana dei morti sul lavoro e le tragedie come quella di Mottarone in cui finiscono per morire 14 persone per la scelta criminale di non chiudere una funivia e perdere l’incasso di giornata.

L’altra storia ci arriva dalla provincia di Latina, dall’inchiesta No pain, nessun dolore, portata avanti dai carabinieri del Nas, che ha portato all’arresto di un medico di Sabaudia, un farmacista, un avvocato e al divieto di dimora nella provincia di Latina per una donna di origine marocchina, dipendente della farmacia coinvolta.

Ai braccianti indiani della zona veniva prescritto un farmaco per non sentire la fatica e poter resistere a turni massacranti, l’ossicodone. Si tratta di un oppioide potente come la morfina ma con meno effetti collaterali e per questo viene utilizzato normalmente contro il dolore oncologico.

In questo caso era utilizzato per resistere ai massacranti turni nei campi. Tutto è partito nell’ aprile del 2020 con il monitoraggio sulla dispensazione dei farmaci ad uso stupefacente che ha rivelato un consumo anomalo di un prodotto nella zona pontina.

Latina, braccianti indiani imbottiti di oppiodi per lavorare nei campi

Gli investigatori sono risaliti al medico di medicina generale in convenzione con l’Asl di Latina che rilasciava illecitamente, per finalità non terapeutiche, in favore dei propri assistiti di nazionalità indiana, per lo più impiegati nel settore agricolo, accertando che l’assunzione del medicinale avveniva non per curare patologie ma, come detto, per poter loro consentire di effettuare dei gravosi turni di lavoro, che la maggior parte svolgeva nel settore agricolo attestando falsamente esenzioni di ticket sanitario.

I quattro destinatari dei provvedimenti, sono indagati a vario titolo per illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato.

Già alcuni anni fa una cooperativa molto attiva sul tema dei braccianti nel Pontino, InMigrazione, aveva realizzato un dossier raccogliendo la testimonianza dei braccianti in cui emergeva un quadro cupo.

Latina, braccianti indiani imbottiti di oppiodi per lavorare nei campi

Parliamo di almeno 30mila persone che vivono in alloggi fatiscenti e sovraffollati, per questo particolarmente fragili anche a livello sanitario ed esposti ai rischi pandemici del periodo che viviamo. Lavorano fino a 12 ore al giorno nei campi a margine del Parco nazionale del Circeo, in un sistema neoschiavista saldamente in mano agli italiani.

Un esercito di braccianti indiani sfruttati e costretti a doparsi per sopportare la fatica dei campi e le violenze padronali, a pochi chilometri dalla Capitale.

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