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domenica 23 Gennaio 2022
NewsStrage di Mottarone, il profitto è il killer: freno disattivato volontariamente

Strage di Mottarone, il profitto è il killer: freno disattivato volontariamente

Svolta nelle indagini per la strage di Mottarone: interrogati per tutti la notte, i tre indagati hanno ammesso che sapevano dei malfunzionamenti alla cabina in cui sono morte 14 persone: per evitare ulteriori interruzioni al servizio il freno era stato disattivato volontariamente.

Strage di Mottarone: freno disattivato volontariamente

All’alba sono scattati gli arresti per la strage della funivia Stresa-Mottarone: si tratta del gestore dell’impianto Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio Erico Perocchio e il responsabile del servizio, l’ingegnere Gabriele Tadini.

I tre sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

In un intervista rilasciata a Raitre il tenente colonnello dei carabinieri Alberto Cigonani ha dichiarato che gli arrestati hanno ammesso che “il freno non è stato attivato volontariamente”.

strage del mottarone

La procuratrice di Verbania Olimpia Bossi, che ha svolto gli interrogatori insieme alla pm Laura Carrera, ha confermato che tutti gli indagati erano consapevoli che la funivia fosse tornata attiva lo scorso 26 aprile con il sistema di emergenza freni manomesso, visto che sulla cabina precipitata era stata messa una “forchetta”, cioè un dispositivo che ha permesso di disattiva il freno e mai rimosso, per ovviare a un guasto più grave che invece avrebbe richiesto lo stop dell’impianto. Tutto questo nella convinzione che “mai si sarebbe potuto verificare una rottura del cavo e dunque si è corso il rischio che ha purtroppo poi determinato l’esito fatale”.

La “forchetta” lasciata sulla cabina che è precipitata agiva da divaricatore per distanziare le ganasce dei freni e che invece avrebbero dovuto bloccare il cavo portante, nel caso di rottura del cavo trainate. Quel dispositivo, nella ricostruzione degli inquirenti, non sarebbe stato rimosso per evitare disservizi e blocchi della funivia. Un “accrocco”, per dirla alla buona,  per permettere la ripartenza della funivia, nonostante le persistenti anomalie che avrebbero avuto bisogno di un intervento più radicale con “un blocco se non prolungato, consistente”.

Strage di Mottarone, il profitto è il killer: freno disattivato volontariamente

Ricordiamo che la funivia Stresa-Mottarone era tornata in funzione lo scorso 26 aprile e, come confermato dalla procuratrice Bossi,  da “più giorni viaggiava in quel modo e aveva fatto diversi viaggi”. Le anomalie sull’impianto però erano note anche prima della ripartenza dello scorso mese, ma con le riaperture a livello nazionale e l’allentamento delle misure restrittive anti Covid,  l’attività è comunque tornata operativa nonostante “gli incidenti si sono verificati con cadenza se non quotidiana comunque molto frequente”.

Dunque non si è trattata di una tragica fatalità, di una distrazione, ma di una scelta consapevole, un “rischio calcolato”. L’attività doveva ripartire ad ogni costo.

 

 


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