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martedì 25 Gennaio 2022
NewsEx Ilva, Vendola condannato: "Una mostruosità giuridica"

Ex Ilva, Vendola condannato: “Una mostruosità giuridica”

Ex Ilva, la Corte d’assise di Taranto:Disastro ambientale“. Durissima la sentenza ma non inaspettata. L’ex governatore Vendola condannato a 3 anni e mezzo.

Vendola condannato: “È una mostruosità, dai magistrati un delitto contro la storia”

Sono pesantissime le condanne inflitte a Fabio e Nicola Riva, ex proprietari dell’Ilva e figli dello scomparso patron Emilio, dalla Corte d’assise di Taranto, al termine del primo grado del processo per quello che, secondo i giudici, è un disastro ambientale procurato: ventidue e venti anni di reclusione.

Condanna a 21 anni per l’ex responsabile relazioni esterne del colosso siderurgico Fabio Archinà, e fa rumore anche quella a 3 anni e mezzo, per concussione, pronunciata nei confronti dell’ex governatore pugliese Nichi Vendola. Che dopo la lettura del dispositivo ha avuto parole durissime per i magistrati pugliesi: “Mi ribello a una giustizia che calpesta la verità”.

Ex Ilva, Vendola condannato: "Una mostruosità giuridica"

Esiste una storia processuale e una storia personale e ricordiamo che siamo solo al 1° grado di giudizio di una vicenda tutt’altro che conclusa. In ogni caso Nichi Vendola, al di la del giudizio politico, non si è sottratto al processo, non ha parlato in questi anni e oggi non ha nessun incarico pubblico per scelta. Dunque è lecito il suo difendersi ora anche fuori dal processo visto che c’è una sentenza. Questo il suo sfogo:

Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità. E’ come vivere in un mondo capovolto, dove chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza l’ombra di una prova. Una mostruosità giuridica avallata da una giuria popolare colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all’avanguardia contro i veleni industriali. Appelleremo questa sentenza, anche perché essa rappresenta l’ennesima prova di una giustizia profondamente malata”. 

“Sappiano i giudici che hanno commesso un grave delitto contro la verità e contro la storia. Hanno umiliato persone che hanno dedicato l’intera vita a battersi per la giustizia e la legalità. Hanno offerto a Taranto non dei colpevoli ma degli agnelli sacrificali: noi non fummo i complici dell’Ilva, fummo coloro che ruppero un lungo silenzio e una diffusa complicità con quella azienda. Ho taciuto per quasi 10 anni difendendomi solo nelle aule di giustizia, ora non starò più zitto. Questa condanna per me e per uno scienziato come Assennato è una vergogna. Io combatterò contro questa carneficina del diritto e della verità.”

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