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Il 28 novembre 2024, il Palazzo San Calisto di Roma ha ospitato un seminario di grande rilevanza internazionale intitolato “Come affrontare la problematica della crisi ambientale alla luce del Laudato Si’ e Laudate Deum, esperienze in America Latina”.
Organizzato congiuntamente dalle Ambasciate del Plurinazionale Stato di Bolivia, della Repubblica di Cuba e della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Santa Sede, l’evento ha visto la partecipazione di eminenti personalità, con l’obiettivo di riflettere sulla crisi ambientale e sociale del nostro tempo alla luce dell’insegnamento di Papa Francesco.
Ambiente e fraternità universale: la visione di Papa Francesco per un futuro sostenibile. Seminario sulla visione globale
La giornata è stata inaugurata da Teresa Susana Subieta Serrano, Ambasciatrice della Bolivia presso la Santa Sede, che con un intervento appassionato ha aperto i lavori.
Nel suo discorso, Subieta Serrano ha richiamato il pubblico alla necessità di un’alleanza globale per affrontare la crisi ambientale, sottolineando l’urgenza di un impegno collettivo e multilaterale. Con grande sensibilità, ha collegato il messaggio delle encicliche di Papa Francesco alla saggezza ancestrale dei popoli indigeni andini, ribadendo che il rispetto per Madre Terra non è solo un principio spirituale, ma un pilastro di giustizia sociale e ambientale.
La giornata si è poi aperta ufficialmente con il Salmo 24:1 – “Del Signore è la terra e quanto contiene” – un richiamo poetico e spirituale alla responsabilità umana verso la casa comune. Gli interventi hanno esplorato la crisi ambientale e sociale attraverso una prospettiva integrata, sottolineando la necessità di risposte globali per affrontare sfide senza precedenti.
Tra i protagonisti della giornata:
- David Choquehuanca Céspedes, Vicepresidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, che ha messo in evidenza le contraddizioni del “capitalismo verde”, criticando i modelli economici che sfruttano la sostenibilità come slogan senza cambiare i paradigmi di consumo. Ha esortato l’umanità a tornare a Madre Terra, riscoprendo i legami spirituali e culturali che uniscono gli esseri umani alla natura.
- Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di una rivoluzione della fraternità per superare divisioni, sovranismi e ingiustizie.
- Emilce Cuda, Segretaria della Pontificia Commissione per l’America Latina, che ha evidenziato l’importanza della cooperazione tra nazioni per il bene comune.
- Kaveh Zahedi, Direttore della FAO per il cambiamento climatico, che ha posto l’accento sulle sfide poste dall’emergenza climatica e dalla tutela della biodiversità.
Il ruolo dell’America Latina
Particolare attenzione è stata dedicata al contributo dell’America Latina, che, grazie alla sua straordinaria biodiversità e alla ricchezza culturale, rappresenta un esempio cruciale di resilienza e innovazione. Gli interventi dei rappresentanti di Bolivia, Cuba e Venezuela hanno messo in luce esperienze di ecosocialismo, modelli di sviluppo sostenibile e pratiche di solidarietà internazionale.
Teresa Subieta Serrano, nel suo intervento introduttivo, ha inoltre posto l’accento sull’importanza di combinare politiche locali con visioni globali, affinché la casa comune non resti solo un concetto ma diventi una realtà tangibile.
La visione di Papa Francesco
Il cuore del seminario è stato il richiamo alle encicliche di Papa Francesco (Laudato Si’, Fratelli Tutti e Laudate Deum), definite da Mons. Vincenzo Paglia come un trittico inseparabile. Questo corpus magisteriale invita l’umanità a riconoscere la propria interdipendenza, a prendersi cura del pianeta e a promuovere una cultura della fraternità universale.
Mons. Paglia ha sottolineato come il Papa ci ricordi che la fraternità non è un’utopia morale, ma un imperativo storico. La sfida, oggi, è abbandonare il virus dell’individualismo e riscoprire il senso della comunità.
Un nuovo inizio per la Casa Comune
Tra le proposte emerse durante il seminario:
- Promuovere un’economia basata sul bene comune, non sull’accumulo di ricchezza.
- Adottare pratiche tecnologiche che favoriscano la sostenibilità, senza rinunciare all’etica.
- Rafforzare le iniziative locali e internazionali per combattere le disuguaglianze.
- L’evento si è concluso con un brindisi simbolico, dedicato alla Casa Comune, seguito da una performance musicale che ha celebrato la diversità culturale.
Un appello alla responsabilità
Questo seminario ha rappresentato una tappa fondamentale nel cammino verso una nuova visione globale che abbracci i principi di sostenibilità e giustizia sociale. Come ha affermato Mons. Paglia, “Non è più tempo di muri e divisioni, ma di costruire ponti e comunità per le generazioni future”.

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