Allevamenti di visoni e virus: mercato delle pellicce rischio zoonosi

Lo scorso 26 aprile è stato individuato il virus Covid-19 in due allevamenti di visoni nei Paesi Bassi.

Gli allevamenti di animali da pelliccia sono un rischio di zoonosi.

La presenza del virus all’interno degli allevamenti è stata rilevata anche il 9 ed il 15 maggio.

Allevamenti di visoni e Covid-19

L’ultimo caso, il COV-2 è stato diagnosticato in tre gatti che vivevano in un allevamento di visoni, risultato positivo agli screening.

Il 25 maggio, due lavoratori di queste aziende risultavano affetti da Covid-19.

Di conseguenza, tutti gli allevamenti di visoni dei Paesi Bassi sono stati sottoposti a controlli  obbligatori per il virus.

L’attuazione di misure di sicurezza ha incluso restrizioni sia per i visitatori sia per il trasporto di visoni.

Il governo ha imposto le stesse misure anche alle aziende “non infette”,  compresa la prassi di presentare i corpi degli animali deceduti “naturalmente” ogni settimana.

Visoni in gabbia di allevamento

Il Governo in allarme

A seguito di questi preoccupanti episodi relativi agli allevamenti di visoni, il ministro olandese dell’agricoltura Carola Schouten ha dichiarato che la trasmissione del virus dai visoni agli umani sia “estremamente probabile”.

Il 1 giugno, SARS-Cov-2 era presente in altri tre allevamenti del paese e un quarto rilevato il 3 giugno.

Seguendo il consiglio di un team di veterinari ed esperti in malattie infettive, il 5 giugno, il governo olandese ha pertanto iniziato ad “abbattere” migliaia di visoni in nove fattorie infette “nell’interesse sia della salute pubblica che della salute degli animali”.


L’intervento di Humane Society International

In risposta alle scoperte del governo olandese, il gruppo per i diritti degli animali, Humane Society International (HSI), ha chiesto la chiusura globale delle aziende produttrici di pellicce di visone.

Non solo nei Paesi Bassi, dove sono ancora presenti circa 128 allevamenti di pellicce, ma nel resto del mondo, ponendo fine al crudele mercato delle pellicce.

Visone in gabbia di allevamento

A tal proposito, Claire Bass, direttrice britannica di Humane Society International, ha dichiarato:

Vietare la crudeltà della pellicceria nel Regno Unito quasi due decenni fa, era moralmente la cosa giusta da fare per gli animali.

Dalla situazione nei Paesi Bassi emerge chiaramente che gli allevamenti di visoni possono essere riserve per agenti patogeni che mettono a rischio la salute umana.

Continuando a consentire l’importazione di decine di milioni di pellicce ogni anno, il Regno Unito sta effettivamente sottoscrivendo il commercio di animali selvatici che potrebbe fungere da capsula di Petri per la creazione e la diffusione di futuri agenti patogeni virali.

Non possiamo dare la colpa della pandemia a quei paesi che coltivano e trattano commercialmente animali selvatici in condizioni spaventose e allo stesso tempo riforniscono i mercati dei loro prodotti.

Esortiamo i governi del Regno Unito a vietare la vendita di pellicce di animali, inviando un chiaro messaggio globale che non è accettabile mettere a rischio la salute pubblica per il bene della frivola industria della moda della pelliccia.

Il mercato delle pellicce: una triste realtà

I visoni, come tutti gli altri animali “da pelliccia”, trascorrono la loro breve ed infelice esistenza in gabbie anguste e sovraffollate, stretti attorno ad una rete metallica.

Per infoltire la loro pelliccia inoltre vengono esposti al freddo.

Lo spazio per muoversi è ridotto al minimo, provocando aggressività e mutilazioni all’ordine del giorno.

La loro misera esistenza finisce in un contenitore riempito di gas tossici provocandogli una morte lenta e dolorosa.

I paesi che hanno vietato gli allevamenti di animali da pelliccia

L’allevamento di pellicce è stato vietato in tutto il Regno Unito dal 2003 ed è stato proibito e / o è in fase di graduale eliminazione nei seguenti paesi europei: Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Repubblica Ceca, Croazia, Macedonia, Paesi Bassi , Norvegia, Lussemburgo, Serbia, Slovacchia, Slovenia.

Più recentemente, il governo irlandese ha espresso la volontà di dire “no” agli allevamenti di pellicce.

Anche Bulgaria, Lituania, Montenegro e Ucraina stanno valutando l’ipotesi di adottare la stessa linea.

Negli Stati Uniti, la California ha vietato per prima le vendite di pellicce nel 2019 preceduta da divieti simili in città come Los Angeles, San Francisco, Berkeley e West Hollywood.

Nel 2020, i legislatori delle Hawaii e del Rhode Island hanno presentato proposte di divieto di vendita di pellicce, così come le città del Minnesota e del Massachusetts.

Purtroppo però, siamo ancora lontani dalla definitiva messa al bando degli allevamenti.

Pellicce di Visoni

Ad oggi nel mondo sono infatti circa 60 milioni gli esemplari di visoni condannati a morte, con i primi tre paesi di produzione Cina (20,6 milioni di visone), Danimarca (17,6 milioni di visone) e Polonia (5 milioni di visoni) nel 2018.

Il rischio di zoonosi

Alla luce degli scoppi di Covid-19, Joanna Swabe, Senior Director of Public Affairs di HSI Europe, spiega che l’intenso confinamento in gabbia degli animali è una condizione che può creare terreno fertile per malattie infettive.

La conferma viene dagli allevamenti di visoni olandesi in cui il virus si è trasmesso tra animali e i lavoratori.

Un ulteriore motivo per chiudere questo settore crudele e del tutto inutile.

Gli allevamenti da pelliccia in genere contengono migliaia di visoni in file di gabbie in condizioni insalubri, affollate e stressanti non diversamente dai mercati della fauna selvatica al centro delle preoccupazioni globali.

Oltre alla crudeltà degli allevamento di animali da pelliccia, in queste strutture, il potenziale di diffusione delle zoonosi è altissimo.

In particolare, gli allevamenti di visoni possono essere riserve per i coronavirus, incubando virus e altri agenti patogeni trasmissibili all’uomo.

Questa è una ragione inevitabilmente convincente per decidere che la produzione e il commercio delle pellicce abbia fatto il suo tempo.

Una speranza per il futuro

Nel 2013 il governo olandese ha vietato gli allevamenti di visoni (nel 2018 gli animali allevati risultano circa 4,5 milioni di visoni).

Tale divieto dovrebbe entrare in vigore nel 2024, anche se il governo sta valutando se e come sostenere gli allevamenti di pellicce al fine di chiudere anticipatamente prima del 2024.

La scadenza dei Paesi Bassi per l’eliminazione graduale degli allevamenti di pellicce di visone è prevista al 2024.

Il governo olandese e tutti i paesi produttori di pellicce come Danimarca, Polonia, Francia, Italia, Cina, Finlandia, Spagna e Stati Uniti, dovrebbero considerare seriamente la possibilità di porre fine a questa pratica disumana e oltre che di proteggere la salute pubblica.

Conclusioni

Citiamo una toccante riflessone di Campagne per gli animali.org

La tua pelliccia attende di essere uccisa, e ti sta pensando perché non è un oggetto, è un essere senziente che prova paura, gioia, angoscia dolore e noia, come te, come noi.

Prima di acquistare un capo in pelliccia pensaci.

La crudeltà si nasconde ovunque: anche in colli di pelliccia, bordi, oggetti.

Rinuncia a questo orrore, sei tu che decidi il suo destino.

Noi possiamo far sentire la nostra voce, possiamo scegliere di non consumare carne, latte, uova e qualsiasi altro derivato animale.

Possiamo vestirci senza rubare loro la pelle, la lana, la pelliccia, la vita… Noi possiamo, noi dobbiamo. Live vegan.

 


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About Simona Mazza

Giornalista free lance, scrittrice attiva su tematiche sociali e politiche. ->
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