Zelensky sembra suggerire che sia lecito trasformare i cittadini russi in obiettivi militari, trasformando la popolazione civile mondiale in “capro espiatorio” di questa guerra da una parte o dall’altra.
Zelensky: “Sarete uccisi uno per uno”
Lo ha detto Volodymyr Zelensky, letteralmente, “Sarete uccisi uno per uno“, minacciando il popolo russo per esortarlo a cacciare Putin. Dato che lo zar ha un consenso vastissimo e difficilmente contrastabile in patria, quella di Zelensky sembra una dichiarazione che preclude al prossimo salto di livello della guerra.
Appena una settimana fa il bombardamento del gasdotto Nordstream 2 a prescindere che siano stati i russi, gli americani o i marziani, ha sdoganato la possibilità di colpire le infrastrutture europee fuori dai confini ucraini.
Ora Zelensky sembra suggerire che sia lecito trasformare i cittadini russi in obiettivi militari, trasformando la popolazione civile mondiale in “capro espiatorio” di questa guerra da una parte o dall’altra.
Sono dichiarazioni che non dovrebbero sorprenderci, già in report di Amnesty riportava come l’esercito ucraino fosse responsabile indiretto della morte di migliaia di civili ucraini a causa di ripetute violazioni dei protocolli di guerra.
E questi sarebbero i buoni, figuriamoci gli altri.

Ora dopo otto mesi di guerra credo sia chiaro a tutti che la priorità dell’Occidente non fosse la pace in Ucraina ma la guerra alla Russia. Che mandare armi su armi, contribuendo alla recrudescenza di un conflitto che ormai non è più regionale ma ha aperto un fronte mondiale, sia stato un atto nefasto di miopia profonda, con ricadute tragiche sui civili ucraini, russi ed europei.
Che i media italiani e occidentali siano responsabili di una vera e propria propaganda di guerra, che per qualche mese è riuscita a far passare un maiale guerrafondaio assetato di potere come Zelensky come toy boy delle Nazioni Unite fino alle riviste patinate, facendo sprofondare le nostre coscienze in questa post-banalità del male.
E che se l’atlantismo unisce progressisti di centro sinistra e fascisti di estrema destra, rischiando di innescare la Terza Guerra Mondiale provocando la Cina e scomodando l’India, trasformando il boia Erdogan in mediatore di pace, allora la nostra cieca fedeltà al feudo americano va ridiscussa nei limiti delle nostre possibilità di sudditi dell’Impero in crisi, di questo sogno americano che pur di non risvegliarsi si sta trasformando in incubo internazionale. Perché su una cosa Putin ha ragione, e questa soltanto: che il mondo del futuro sarà multipolare. Che gli Stati Uniti non siano più i padroni del mondo e la loro pretesa di esserlo è vetusta e tragica come il modo con cui Putin la contrasta. Puro e perverso Novecento assurdamente applicato all’anno 2022.
In questi giorni inquietanti come nessun altro da quando sono nato, 35 anni fa, mi capita di fare sogni tremendi. Due notti fa vivevo come un topo nella cantina di un rudere di montagna per disertare la chiamata dell’esercito italiano alla guerra mondiale. Anche amici, pazienti e conoscenti che incontro mi dicono di simili incubi da qualche giorno. Come se il nostro inconscio si fosse già reso conto di che direzione ha preso il mondo.
Per questo motivo ho deciso di riprendere Watchmen, il mio fumetto preferito, per cercare risposte alle mie domande nell’arte più vicina alla realtà di questi giorni. Per chi non conoscesse questo capolavoro, è una storia ucronica ambientato nel 1985 in un’America ipotetica in cui Richard Nixon è ancora al potere, le ostilità tra gli USA e la Russia sono altissime, proprio come oggi. L’unica differenza è che i supereroi sono da tempo parte integrante della società, poi io tra un Nixon 3 e un Biden 1 non vedo grandi differenze.
Comunque, a un certo punto c’è questo dialogo, che riporto per concludere questo mio pensiero. La guerra, piccola o grande che sarà, è nella logica di potere necessaria al capitalismo. Esprime una società votata all’arricchimento di pochi e l’asservimento di tutti noi altri. Quello che sta succedendo, era già scritto. Lo urlavano già gli studenti nel 1968, i minatori alla Thatcher, a Genova ai potenti del mondo. Che continuano a girarsi dall’altra parte e finire quello che hanno iniziato, costi quel che costi. Io credo si debba tornare a gridare che questo non si può fare.
– Ma che diavolo ci è successo? Che cosa è successo al Sogno Americano?
– Cos’è successo al Sogno Americano?! Che si è avverato! Lo stiamo ammirando.
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Le destre in guerra: libero commercio e moralismo confessionale
- De Magistris a tutto campo: contro Draghi, PD e destre, serve una rivoluzione etica e culturale
- Come rispondere quando ti dicono: “Se non ti piace l’Occidente perchè non te ne vai in Russia (o Cina, etc etc)”
- Gli equilibri che cambiano: il Pacifico nuovo cuore geopolitico mondiale
- “Dopo Draghi c’è solo Draghi”: la libidine autoritaria del Corriere
- Jeffrey D. Sachs: “L’Ucraina è l’ultimo disastro neocon”
- La politica tra Jus Scholae e Fantabosco
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti















