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Zelensky e l’assurda minaccia delle liste di proscrizione

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Zelensky ringrazia l’Italia per il sostegno ma poi manda un monito: “Da voi molti fan di Putin, stiamo preparando una lista”. E cosa dovrebbe farne il governo di questa lista, è legittimo chiederselo? Arresta le persone della lista o le esilia in qualche confino?

Zelensky e le liste di proscrizione

Olivier Turquet*

Numerosi organi di stampa hanno riportato le parole del Presidente ucraino Zelensky nella conferenza stampa al margine del G7: “Sappiamo però che in Italia ci sono tanti filo-putiniani e in Europa anche. Stiamo preparando una loro lista, non solo riguardo all’Italia, da presentare alla Commissione europea. Riuscirete a zittirli?

Intanto, e da tempo, con la scusa dello stato di guerra il governo ucraino ha messo fuori legge numerosi partiti dell’opposizione di sinistra, ha messo sotto processo gli obiettori di coscienza alla guerra. Adesso pensa di agire all’estero?

Non abbiamo visto sostanziali reazioni politiche o giornalistiche alle parole pericolose di Zelensky, un attacco evidente alla libertà di espressione e di dissenso.

Questi sono i “valori dell’Occidente” che Zelensky intende difendere?

Sono parole che evocano pratiche che dovrebbero essere state cancellate dalla storia dell’Umanità: liste di proscrizione, epurazioni, persecuzioni, deportazioni…

Noi pensiamo che i valori dell’Umanità, non dell’Occidente, siano quelli scritti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dichiarazione disattesa in primo luogo nel diritto dei popoli alla pace, in quello alla libera circolazione delle persone, nel diritto a una vita degna, alla salute, all’educazione, alla libertà di espressione.

C’è una divergenza sempre più grande  tra quei diritti e l’agire dei governi e delle potenze multinazionali che stanno influenzando e tentando di dirigere quei governi, in primo luogo la potente lobby del commercio di armi.

E all’orrore delle guerre infinite, dei massacri indecenti che vediamo in Palestina in modo esplicito ma in tanti altri posti quasi alla chetichella opporremo sempre gli strumenti della nonviolenza, dell’obiezione di coscienza, della denuncia di tutti i soprusi, da qualunque parte essi vengano.

* Pressenza.com

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