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I media mainstream scaricano ogni responsabilità sul disastroso Trump, ma la realtà racconta altro: Biden e i democratici USA hanno rafforzato Putin, favorito la Cina, trascinato l’Europa nel baratro e sostenuto Israele. Addossare tutto a Trump è solo un comodo capro espiatorio.
Ha stato Trump, con gli asini volanti
– Fausto Anderlini*
Dopo il vertice di Tianjin, specie a seguito delle accoglienze tributate a Putin da innumerevoli capi di Stato, sui media mainstream (ivi compreso il Manifesto, da diverso tempo diventato la ciliegina sulla torta della combriccola) è suonata un’unica musica: Ha stato Trump. Con una serie di errori esiziali.
Sua la colpa del lancio in orbita di Putin col vertice in Alaska. Sua la colpa, con la politica dei dazi, dello scostamento dell’India nell’orbita cinese. Sua la colpa del genocidio palestinese. Lo ha confermato persino Bersani in una delle sue tappe estive: solo chi crede agli asini volanti non capisce che è tutta colpa di Trump.
Balle colossali. Il monstrum trumpiano è infatti elevato a capro espiatorio di tutto quel che hanno combinato Biden e i democratici statunitensi. Un comodo lavacro.
Putin non è mai stato isolato e lo si vide bene nella riunione plenaria dell’ONU dove era all’ordine del giorno la condanna dell’invasione, per non parlare del vertice dei BRICS a Kazan: un’apoteosi. Proprio la guerra per procura attizzata in Ucraina da Biden ha lanciato in orbita Putin mentre ha stretto i bulloni dell’alleanza con la Cina. L’Europa è stata messa nel sacco da Biden e i dazi di Trump hanno semplicemente chiuso il lavoro.
Se l’India è transitata nella cooperazione del Sud globale è per un insieme potente di tendenze oggettive. Impossibile il suo sviluppo senza partnership con la vicina Cina e senza il rapporto con la Russia. Modi non è scemo e l’India non è mica l’Europa, che ha fatto harakiri impiccandosi al gas liquido statunitense.
Quanto a Israele, il piano di Netanyahu era evidente sin da subito. Il tetto dei 50.000 assassinati è stato raggiunto con Biden ancora in carica, tanto che le elezioni le ha perse anche per questo. Senza l’ombrello americano e la compiacenza europea col piffero che si arrivava al punto attuale. Trump non fa che seguire una strada tracciata. Solo al netto dell’ipocrisia.
Ridicolo addossare al confusionario e dilettantesco Trump le clamorose responsabilità delle amministrazioni democratiche. A meno di non credere agli asini che volano. Una vera malattia in quest’Occidente perdente e isolato nella sua eburnea torre d’avorio popolata di somari che ragliano.

* Dalle riflesisoni social di Fausto Anderlini
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