L’UE ha annunciato il lancio di un programma per prendere di mira il settore automotive della Cina, avviando persino un’indagine compensativa.
L’UE politicizza le relazioni commerciali e promuove misure anti-cinesi
A margine del Vertice G20, Charles Michel – Presidente del Consiglio Europeo, ha dichiarato che l’Unione Europea intende essere un “partner sincero e affidabile della Cina”.
Tuttavia, i fatti contano più delle parole, e già dopo pochi giorni, l’UE si è rimangiata tutte le “buone parole”, promuovendo l’ennesima mossa anti-cinese, dimostrando di non essere in grado di condurre affari senza politicizzazione contro il gigante asiatico.
Il 13/09, la Commissione Europea ha rivelato che Ursula von der Leyen, figura molto sgradevole in Cina, a causa delle sue posizioni contro Pechino e della sua arroganza dimostrata durante l’incontro con il presidente Xi Jinping, avrebbe annunciato il lancio di un programma per prendere di mira gli EVs, avviando persino un’indagine compensativa, richiamando, tra l’altro, una delle figure più anti-Cinesi in assoluto: Mario Draghi. Colui che – con il Golden Power – bloccò numerosi affari con la Cina, congelando gli accordi.
L’UE, politicizzando le relazioni commerciali, ha espresso preoccupazione per i sussidi statali forniti dal governo cinese alle proprie aziende del settore automotive, dimostrando di non riuscire a considerare obiettivamente lo sviluppo dell’industria cinese in questo settore.
Cui Dongshu, responsabile del settore automotive, ha dichiarato la sua contrarietà alle valutazioni erratiche dell’UE, affermando che la forte esportazione della Cina di veicoli a nuova energia non è dovuta ad “ingenti sussidi statali”, ma al fatto che la catena industriale cinese nel settore è altamente competitiva
“Negli ultimi anni, l’industria cinese degli EVs si è sviluppata rapidamente, e ha continuato a migliorare”, ha dichiarato un Portavoce del Ministero del Commercio, ricordando che i grandi risultati ottenuti sono il frutto dell’incessante innovazione tecnico-scientifica e del duro lavoro.
Inoltre, c’è anche da dire che vi è un’ignoranza abnorme da parte della stragrande maggioranza degli europei sul settore automotive in Cina, con automobili di grande qualità e innovazione nelle caratteristiche e nel design, ma nell’Europa anti-cinese e – fondamentalmente – suprematista, costruita su pregiudizi verso l’Asia, quasi nessuno lo sa 💭
La Camera di Commercio Cinese nell’UE ha ricordato che la catena industriale degli EVs ha un buon rapporto di cooperazione con le catene dell’industria automobilistica europea.
Nel luglio del 2023, Pechino ha esportato 438.000 veicoli, con un tasso di crescita delle esportazioni del 55%. | Nei primi sette mesi del 2023, ha esportato 2,78 milioni di veicoli, con un tasso di crescita delle esportazioni del 69%.
Il tentativo anti-cinese dell’UE di politicizzare le relazioni commerciali e promuovere, essenzialmente, una guerra commerciale con la Cina, è destinato al fallimento, come già accaduto agli Stati Uniti. L’UE, invece di legarsi a doppio filo con gli USA, a proprio discapito, dovrebbero focalizzarsi sui benefici della cooperazione a mutuo vantaggio.

(Fonte)
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