Quotidiano on-line ®

17.2 C
Rome
mercoledì, Febbraio 18, 2026
Mastodon

UE allo sbaraglio: il prestito sugli asset russi è una bomba finanziaria

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Bruxelles vuole finanziare la guerra in Ucraina con un prestito garantito dagli asset russi congelati, sfidando diritto internazionale, stabilità finanziaria ed equilibrio geopolitico. Lagarde si oppone, temendo un’operazione rischiosa e destabilizzante.

L’Europa gioca con il fuoco: il prestito sugli asset russi è un vicolo cieco

Nel cuore dei palazzi europei si sta preparando un’operazione tanto ardita quanto potenzialmente disastrosa: un prestito destinato a sostenere la guerra in Ucraina, garantito dagli asset russi congelati. Un’idea che si vorrebbe presentare come geniale architettura finanziaria, ma che in realtà rivela un’imprudenza politica sorprendente persino per una Commissione ormai abituata a muoversi oltre i propri limiti.

La prima crepa emerge dal piano legale. Il diritto internazionale, che pure ammette il congelamento dei beni altrui in caso di conflitti, non contempla la loro confisca. Bruxelles tenta di aggirare l’ostacolo trasformando quegli asset in una sorta di “anticipo” delle future riparazioni di guerra che la Russia, si presume, dovrà versare dopo la sua sconfitta.

È un salto logico che sottintende una previsione: la guerra non solo dovrà continuare, ma potrà chiudersi soltanto con la capitolazione russa. Una lettura non solo politicamente azzardata ma anche strategicamente miope, considerata la situazione militare tutt’altro che favorevole a Kiev.

La seconda difficoltà riguarda la natura stessa degli asset: si tratta soprattutto di riserve appartenenti alla Banca centrale russa e custodite da Euroclear, colosso belga incaricato di garantire la sicurezza di titoli pubblici e fondi internazionali.

Se quei beni venissero confiscati, Euroclear vedrebbe minata la sua stessa ragion d’essere: chi affiderebbe ancora capitali a un custode che può essere costretto a consegnarli a terzi per decisione politica?

Il nodo delle garanzie: un castello che crolla alla base

Ma la falla più pericolosa riguarda il meccanismo di garanzia del prestito. Nessun investitore serio si fiderebbe di un’emissione coperta solo da beni sequestrati con una base legale ambigua e un conflitto in corso. La Commissione lo sa bene: per questo ha chiesto agli Stati membri garanzie aggiuntive che, tuttavia, non sarebbero sufficienti nemmeno nel caso — tutt’altro che improbabile — che Mosca non perda affatto la guerra.

Ed è qui che entra in scena l’elemento più clamoroso: la richiesta della presidente von der Leyen alla Banca centrale europea di farsi garante in ultima istanza. Una richiesta talmente pesante che persino Christine Lagarde, figura tradizionalmente allineata alla linea europeista più intransigente, ha risposto con un secco rifiuto. La Bce non può, per statuto, trasformarsi nello scudo finanziario di Euroclear né tantomeno fungere da assicurazione illimitata per operazioni politicamente esplosive.

Dietro quella presa di distanza c’è molto più del formalismo giuridico: c’è la consapevolezza che una simile manovra non solo minerebbe la credibilità finanziaria dell’Europa, ma rischierebbe di intensificare un conflitto di cui nessuno può prevedere l’esito.

Un pasticcio? No: un azzardo geopolitico travestito da ingegneria finanziaria.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

Sira Beker
Sira Beker
Leggetemi sulla fiducia.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli