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I media di tutto il mondo, all’unisono, come ad un segnale concordato, hanno cominciato a pubblicare analisi ed editoriali in cui si parla di trattative necessarie per l’Ucraina, di guerra impossibile da vincere, smentendo quello che per quasi due anni avevano quotidianamente sostenuto.
“È ora di smetterla col pensiero magico sulla sconfitta della Russia“, ha titolato The Wall Street Journal, che non è propriamente il bolscevico. Ma hannos critto più o meno le stesse cose The Nationan Interest, Bibbia della geopolitica USA. Ma più o meno le stesse cose sono apparse su Bloomberg, Times, Bild etc etc.
La guerra in Medio Oriente ha dato l’opportunità al blocco Atlantico di far abituare l’opinione pubblica a un cambiamento della strategia in Europa?
Ucraina, abbiamo scherzato
Di Paolo Desogus*
Alla fine lo scenario che in molti avevano previsto si è verificato: l’Ucraina sta perdendo la guerra, gli aiuti occidentali non sono bastati, le sanzioni non hanno portato la Russia al collasso, Putin non è moribondo, non soffre di non si sa quale malattia, ma è in sella al potere, pronto a ricandidarsi alle prossime elezioni.
Tutte le idiozie scritte nel corso degli ultimi due anni per giustificare il sostegno all’Ucraina sono oramai state smentite: l’esercito russo non è blob di scappati di casa, le sue armi non sono vecchie, i suoi arsenali sono molto più forniti di quelli occidentali, la capacità di resilienza sua e del suo popolo è enorme e non è vero che i suoi generali sono degli scemi che fan scavare trincee nelle zone contaminate o che bombardano un’infrastruttura strategia del proprio paese, cioè Northstream.
Una sorta di pensiero magico, alimentato dai social network, dalla stampa e dal conformismo di un pezzo importante della comunità intellettuale, ha permesso che questa lunghissima serie di menzogne si affermasse e diffondesse in persone pronte a scagliarsi con acrimonia e protervia contro chi cercava di mettere in guardia: “putinista, putinista!!!”.
Lo so, è impossibile, ma quello che vorrei è un grande processo contro tutti coloro che hanno deciso di sacrificare l’economia dell’eurozona (disoccupazione, inflazione, salari bassi) e di mandare un intero paese al massacro con la promessa di entrare nella Nato, cioè di un’organizzazione nata contro l’URSS e tenuta in vita contro la Russia, la quale – sorpresa inaudita! – non l’ha presa molto bene e ha schierato il suo esercito in una guerra di occupazione dei territori russofoni in precedenza oggetto di bombardamenti e massacri da parte del governo di Kiev.
Non ci sarà nessun processo. L’Occidente è privo di autocoscienza. Difende i propri privilegi economici continuando ad identificare la propria storia con la storia mondiale, cioè con la storia di un’infinità di paesi emergenti e nuove potenze che giudicano le nostre pretese come l’espressione di una forma di colonialismo antistorico e razzista.
(Un’ultima battuta: il parlamento europeo ha approvato una serie di riforme per democratizzare l’UE e diminuire il potere degli stati eliminando l’unanimità. Ovviamente perché tutto questo si concretizzi occorre il voto dei paesi membri, per cui campa cavallo… Però promesso: se tutto questo dovesse passare, mangio un rospo e sfilo a Place de la Concorde con la bandiera blu stellata).

* Per gentile concessione di Paolo Desogus
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