Sanzioni da operetta: l’Unione Europea punisce la Russia… comprando più energia russa

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

L’UE vara il 19° pacchetto di sanzioni alla Russia, ma intanto aumenta l’import di energia russa. Bruxelles finge di punire Mosca, mentre rifornisce le sue casse. L’ennesima farsa geopolitica dove il rigore è solo di facciata e il gas scorre a fiumi.

L’Europa sanziona la Russia, poi le fa un bonifico: la commedia delle sanzioni senza effetto

Quando la realtà supera la propaganda, il risultato è tragicomico. L’Unione Europea, con orgoglio cerimoniale, ha appena varato il suo diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Un numero da collezione, degno di una saga che non conosce fine.

Obiettivo dichiarato: soffocare Mosca colpendo energia, finanza, industria militare e persino criptovalute. Obiettivo reale: salvare la faccia mentre si continua a fare affari sotto banco.
Bruxelles promette un divieto totale di importazione di gas naturale liquefatto russo dal 2027, un termine talmente lontano da sembrare la scadenza di un abbonamento televisivo, non una misura di politica estera.

Intanto, nei porti europei continuano a attraccare navi piene di energia russa, pronte a rifornire centrali, industrie e interi Paesi che fingono di non accorgersene.

Guerra alla “flotta ombra” (ma solo per finta)

Tra i bersagli del nuovo “pacchetto” — parola che suona più da marketing che da geopolitica — figura la cosiddetta flotta ombra russa, ovvero centinaia di navi che trasportano petrolio e gas nel mondo sotto bandiere di comodo. In teoria, 557 di queste imbarcazioni dovrebbero essere bandite dai porti europei.

In pratica, si tratta di un colabrodo regolamentare che i governi stessi si guardano bene dal chiudere del tutto.
A ciò si aggiungono nuove sanzioni contro banche russe e istituti di pagamento bielorussi e kazaki, nonché il blocco del sistema di pagamenti russo Mir. Bruxelles scopre perfino le criptovalute, colpendo una stablecoin legata al rublo e vietando agli europei di offrire servizi finanziari digitali che possano “aiutare la Russia”.

Insomma, una guerra economica totale… almeno sulla carta. Ma tra un comunicato e l’altro, emerge la domanda che i funzionari europei preferiscono ignorare: queste sanzioni funzionano davvero?

La risposta, secondo InsideOver e il New York Times, è un sonoro no. Nonostante oltre 6.000 individui e aziende russe sanzionati dal 2022, Mosca continua a commerciare per centinaia di miliardi di dollari grazie a partner strategici come Cina e India, che dell’indignazione occidentale si fanno un baffo.

Le banche cinesi, ovviamente, non si toccano: troppo rischioso per i mercati globali. Risultato? La Russia si adatta, si rafforza e l’Europa si racconta la favola della “pressione economica efficace”.

L’Europa che punisce e compra

Il colpo di scena arriva, come in ogni giallo ben scritto, solo alla fine. Mentre Bruxelles annunciava con fanfara il nuovo pacchetto, Reuters e The National Interest rivelavano un dettaglio scomodo: sette Paesi europei hanno aumentato le importazioni di energia russa nell’ultimo anno.

Francia, Paesi Bassi, Romania, Belgio, Croazia, Portogallo e Ungheria: tutti più o meno fieri sostenitori delle sanzioni, tutti clienti fedeli della Federazione russa. Nei Paesi Bassi, l’import è cresciuto del 72%, in Francia del 40%, in Romania e Croazia di oltre il 50%, mentre il Portogallo ha battuto ogni record con un +167%. In totale, oltre 11 miliardi di euro di energia russa sono finiti nei forzieri europei.

Un cortocircuito perfetto: si sanziona per punire, ma si paga per sopravvivere. La Russia incassa, Bruxelles applaude sé stessa, e i cittadini europei continuano a finanziare — loro malgrado — il sistema che fingono di combattere.

La morale? L’Unione Europea è diventata una macchina di illusionismo politico, un luogo dove la retorica delle sanzioni copre l’inefficacia delle politiche energetiche. Ciò che viene venduto come “rigore geopolitico” somiglia sempre più a una farsa contabile: un “pacco” che l’Europa consegna a sé stessa, sigillato con lo slogan “più sanzioni, meno coerenza”.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

Sira Beker
Sira Beker
Leggetemi sulla fiducia.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli