La nostra classe politica si è buttata in un’avventura bellica, con le sanzioni alla Russia, senza avere una exit strategy, un piano di emergenza. Anzi si: cuocete la pasta a fuoco spento.
Sanzioni alla Russia e cottura della pasta
Le 70 mila persone scese in strada a Praga, frettolosamente liquidate come propaganda pro-Putin nei casi in cui la notizia è stata pubblicata, sono probabilmente la punta dell’iceberg di un magma incandescente, provocato dal disagio socio economico dalla guerra ( e non solo) in Ucraina. Tutto ciò ancor prima dell’inverno disastroso preannunciato.
I nodi che tristemente Putin aveva indicato la sera del 24 Febbraio “condizioni storiche che non avete mai provato”, stanno giungendo al pettine.
Ora la domanda più urgente, e piuttosto inquietante, è chiedere all’establishment italiano ed europeo, cosa gli ha fatto pensare che si sarebbe potuto gestire tutto come è stato gestito, senza dimenticare i disastri sulla pandemia.
In questi giorni gli articoli su come cuocere la pasta senza ebollizione, mettono addosso una tristezza infinita. Ci sono 6 milioni di indigenti italiani, che stanno al freddo da anni perché non riescono a pagare le bollette, non perché vogliono l’aria condizionata. Eppure anche costoro, devono essere tacciati con il mantra “c’è un aggredito ed un aggressore” oppure lo “facciamo per la democrazia”.
Il pulpito da cui vengono le prediche hanno un peso: negli USA praticano l’iniezione letale in nome della giustizia, compri armi al supermercato e se sei di colore ti ammazzano mentre fai jogging. Nemmeno in Europa esistono predicatori intonsi.
Solo lo scorso anno a Torino, studenti minorenni disarmati, sono stati bellamente picchiati dalle forze dell’ordine durante una manifestazione di protesta. In Spagna durante il referendum per l’indipendenza della Catalogna, ritenuto illegale, i cittadini che si sono recati alle urne sono stati trascinati fuori per i capelli dalla Guardia Civil.
La nostra classe politica si è buttata in un’avventura bellica, senza avere una exit strategy, un piano di emergenza. Nulla di nulla. Ritenendo credibile che la Russia sarebbe stata messa alle corde in un mese e buttando denaro in armi e sostegno economico ai docenti ucraini. Di quelli italiani non ci frega nulla.
In Italia parlare di interessi nazionali è come bestemmiare in Chiesa. Eppure negli USA, luce ed ispiratrice delle sanzioni alla Russia, il concetto di interesse nazionale è condiviso e sostenuto da repubblicani e democratici., senza se e senza ma. Nel nostro paese sei un sovranista, che non è comunque un insulto. Non è di interesse nazionale, nemmeno essere in questa UE, visto che i costi dell’energia non si sono decuplicati solo per Putin.
Essi sono regolati dal famigerato TTF Title Transfer Facility, un punto di scambio virtuale per il gas naturale legato alla borsa di Amsterdam , che lega le tariffe alle speculazioni e non al reale scambio domanda offerta. Meccanismo dal quale Spagna e Portogallo, hanno pensato bene di starne alla larga.
Eppure ci dicono che il mercato libero dell’energia è imposto dall’Europa, mentre il salario minimo, anch’esso presente in UE è solo un consiglio. Così a farne le spese saranno i cittadini a reddito medio-basso ed imprese costrette a fronteggiare costi di produzione alle stelle, da una classe dirigente garantita.

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