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lunedì 10 Maggio 2021
In EvidenzaSu Riccardo Cristello licenziato per un post sull'ex Ilva, e l'articolo 18

Su Riccardo Cristello licenziato per un post sull’ex Ilva, e l’articolo 18

Un impiegato della ex Ilva di Taranto, Riccardo Cristello, è stato licenziato per aver condiviso su Facebook un post che invitava a seguire la fiction televisiva con il nome di fantasia “Svegliati amore mio” incentrata sulla grave situazione ambientale della fabbrica e della città. La fiera dell’ipocrisia e del dispotismo aziendale: tutti sanno che quella fabbrica inquina, tutti possono dirlo, possono farci una fiction, interi reportage ma i dipendenti no, loro devono tacere.

Riccardo Cristello licenziato per un post sull’ex Ilva

Il caso lo conoscete e se invece vi fosse sfuggito è bene che ne veniate a conoscenza: il 24 marzo Riccardo Cristello, 45 anni, operaio nell’Ex Ilva di Taranto, pubblica questo post che gli costerà prima un richiamo disciplinare, poi il licenziamento dall’acciaieria, nella quale ha prestato servizio per 20 anni, senza neanche iscriversi mai ad un sindacato.

Su Riccardo Cristello licenziato per un post sull'ex Ilva, e l'articolo 18

Cristello ha poi spiegato che questo post altro non è che un post che circolava sui social in quelle ore e che lui ha copia-incollato. Lo stesso che  infatti ha condiviso anche un suo collega che però, alle prime avvisaglie di “problemi” ha rimosso e sostituito con un post di scuse, evitando il licenziamento. Cosa che invece, incredibilmente, si è abbattuta su Riccardo: dopo 21 anni è stato mandato a casa con una lettera. Una storia sconcertante da padroni delle ferriere.

Alla multinazionale ArcelorMittal evidentemente dà fastidio che si parli di veleni e inquinamento.

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A cosa serviva l’articolo 18?

Vi ricordate quando giornalisti, opinionisti, politicanti vi spiegavano che l’articolo18 era una cosa vecchia, obsoleta, inutile?
Vi ricordate quando dicevano che i padroni non esistono più?
Ecco a cosa serviva l’articolo 18.
A evitare il dispotismo aziendale. A fare entrare la Costituzione anche nelle fabbriche.
L’obbligo di reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa dava a lavoratrici e lavoratori una concreta libertà che i neoliberisti gli hanno rubato.
Quella che ha subito Riccardo è pura intimidazione, puro fascismo aziendale.
È vero che l’articolo 18 si applicava soltanto ai dipendenti di aziende sopra i 15 dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Ma in quel “solo” rientravano milioni di lavoratrici e lavoratori.

Invece di porre un freno alla precarizzazione del lavoro hanno tolto diritti a chi li aveva.
Il ripristino dell’articolo 18 e l’estensione a tutte le lavoratrici e i lavoratori del diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo non può non essere al centro del programma di lotta di un qualsiasi schieramento che voglia definirsi di sinistra.

ps: Riccardo Cristello si è rivolto al sindacato Usb, capitanato a livello provinciale da Francesco Rizzo. Per il 14 aprile è stato indetto uno sciopero ad oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento “per dire basta a queste ed altre ingiustizie”.

Solidarietà a Riccardo e alla sua famiglia.
Bisogna esigere che sia riassunto.

 

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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