Il grande piano gas di Draghi e Cingolani? Un regolamento condominiale

Praticamente il piano gas del ministro Cingolani e di Draghi è un regolamento di condominio: abbassate il riscaldamento e attenti a non aprire il frigorifero troppe volte.

Il condominio di guerra e affari di Draghi e Cingolani

Di Giorgio Cremaschi.

Il ministro alla transizione ecologica di Beppe Grillo, ora in quota Meloni, e il Presidente del Consiglio che secondo la stampa il mondo ci invidia, si stanno dimostrando due incapaci che ci portano al disastro.

Ma questo avviene non solo perché essi sono due sopravvalutati che valgono molto meno di quanto si cerchi di far credere, ma soprattutto perché tutte le loro decisioni non vogliono e non possono toccare i due tabù della loro politica: la guerra ed il mercato.

È evidente infatti che quella che viene chiamata speculazione sull’energia è semplicemente il mercato finanziario mondiale, che investe sulla continuazione della guerra in Ucraina.

Più guerra più caro il gas, come sullo spread, come sui subprime la finanza mondiale si muove sempre allo stesso modo. Per fermarla sarebbero necessarie la pace o almeno l’avvio di serie trattative di pace.

Basterebbe l’annuncio di un negoziato per far crollare il prezzo di gas e petrolio. Tutti i governanti UE e NATO lo sanno, ma tacciono perché vogliono continuare la guerra contro la Russia e vincerla. Draghi ha addirittura proclamato che appoggia la riconquista armata della Crimea annunciata da Zelensky. E il prezzo del gas sale.

Il golpe bianco di Draghi & co: una legge elettorale folle e antidemocratica

La guerra era stata rimossa dalla campagna elettorale dei principali partiti, che han tutti sinora votato per farla, ma l’esplodere delle bollette ha fatto saltare il muro della complice omertà.

Pensare di uscire dalla crisi continuando la guerra è come pensare di spegnere un incendio mentre si getta benzina sul fuoco. È stupido e in fondo criminalmente in malafede.

D’altra parte il costo inaccettabile dell’energia segna il fallimento della sua privatizzazione. Bisogna sottrarre quello che è un bene comune al mercato e riportarlo totalmente sotto controllo e gestione pubblica, con prezzi amministrati. Invece Draghi e compagnia vogliono addirittura privatizzare l’acqua, che così seguirebbe lo stesso percorso del gas.

Basta guerra, basta mercato speculativo dell’energia, pace e gestione pubblica. Questi sono i due capisaldi di una politica che voglia davvero superare la crisi, ma sono anche i soli due punti che Draghi e tutta la élite liberista e NATO escludono.

Quindi vanno avanti con mancette inutili e chiacchiere, sperando semplicemente di vincere la guerra prima che tutto precipiti.
Intanto fanno regolamenti di condominio dettati da guerra e affari.

Tagli del gas e la favola della punizione del cattivo

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