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martedì 25 Gennaio 2022
In EvidenzaL'intenso afflato tra Orban e Giorgia Meloni

L’intenso afflato tra Orban e Giorgia Meloni

“Continuiamo collaborazione su valori e buon senso”: Orban e Giorgia Meloni ancora una volta, come in passato, si scambiano messaggi di sostegno.

Orban e Giorgia Meloni: valori comuni

Il premier ungherese, Viktor Orban, scrive una lettera a Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia:

Vorrei cogliere l’occasione in questo periodo difficile per ribadire la nostra disponibilità a cooperare con lei e il suo partito. Dopo aver passato sedici anni all’opposizione, ho imparato che la vittoria non è mai definitiva e la sconfitta non è mai fatale. Conta una cosa sola: se siamo pronti a continuare la lotta. A tal proposito servono compagni di battaglia affidabili che abbiano una visione comune del mondo e diano risposte simili alle sfide dei nostri tempi

Auspico che la cooperazione tra Fidesz–Alleanza civica ungherese e Fratelli d’Italia – aggiunge – continuerà anche in futuro e che riusciremo a mantenere le nostre relazioni di amicizia basate sulla politica del buon senso, sui valori cristiani e conservatori. Le auguro molta forza per fronteggiare le sfide che si prospettano e tanto successo e buona salute nell’affrontare i suoi impegni carichi di responsabilità.

L'intenso afflato tra Orban e Giorgia Meloni

L’afflato tra i due non è della prima ora. Basti ricordare quando nel 2018 la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, per parlare della situazione italiana partì dal risultato delle elezioni ungheresi che avevano visto ancora un trionfo di Viktor Orban, il leader conservatore che vinceva perché:

fa gli interessi del suo popolo, perché difende l’identità cristiana dell’Europa, dice no al processo di islamizzazione forzata e non ha paura di combattere contro la speculazione finanziaria.

Negli ultimi anni Orban ha investito miliardi per il sostegno delle famiglie, delle fasce deboli e non risponde ai diktat del globalismo imperante.

Per poi concludere con il punto principale:

Orban è un modello affine a quello di Fratelli d’Italia. Il premier ungherese è un patriota, ha programmi simili ai nostri, le nostre fondazioni lavorano assieme. A mio giudizio deve diventare un esempio anche per l’intero centrodestra italiano: bisogna preferire il popolo all’establishment e dare risposte ai bisogni della gente, non agli interessi dell’unione dei burocrati.

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Il successo di Fidesz in Ungheria

Il caso di Fidesz e delle sue politiche economiche e sociali si presentano come un interessante caso studio poiché tendono a fare leva su sentimenti ed esperienze considerati traumatici nella storia ungherese per guadagnare un ampio consenso tra la popolazione. L’ampio successo della politica etno-nazionalista che caratterizza il partito è a nostro avviso il segno tangibile di una riscoperta del nazionalismo che l’Ungheria
ha sempre avuto al suo interno.

Gli ungheresi nel corso dello scorso secolo hanno praticamente sperimentato qualunque tipo di forma di governo, hanno visto più volte il loro paese ridotto alle macerie ed altrettante volte l’hanno dovuto ricostruire, anche nell’arco di una sola generazione.

L’odierna cultura nazionale e politica del paese sono profondamente intrisi di un grande senso di patriottismo che vede la sua nascita già sotto l’Impero, e con l’avanzare degli anni questo sentimento permane e modella in una certa direzione la società e la sua cultura

L'intenso afflato tra Orban e Giorgia Meloni

La democrazia depressa di Orban

Più volte da quando nel 2010 Viktor Orban è tornato al potere, si è parlato di deriva autoritaria dell’Ungheria. L’erosione dell’indipendenza giudiziaria, lo spoil system e le leggi sul lavoro definite leggi schiavitù, unite alla progressiva scomparsa di media indipendenti, acquistati da oligarchi vicini allo stesso Orban, hanno di fatto alimentato i timori.

Le recenti campagne elettorali, per le politiche prima (2018) e le europee poi (2019), sono state vinte da Fidesz grazie alla sua efficace propaganda anti-migranti. Nel frattempo l’adesione dei suoi 13 eurodeputati è stata ‘congelata’ dal Partito Popolare Europeo (PPE), mentre l’Ungheria è finita sotto procedura d’infrazione per violazione delle norme in materia di asilo.

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