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Disastro diplomatico della Casa Bianca all’ONU con Biden che ha fatto rinviare nuovamente il voto al Consiglio di Sicurezza sul ‘cessate il fuoco’ a Gaza, nonostante l’accordo raggiunto faticosamente con la mediazione degli Emirati Arabi. La copertura totale del presidente USA a Netanyahu, qualsiasi cosa combini, sta cominciando ad apparire autolesionista anche in alcuni ambienti di Washington.
Biden all’Onu blocca nuovamente il cessate il fuoco
Al 75/o giorno di conflitto, la guerra non diminuisce di intensità e il bilancio nella Striscia di Gaza è salito ad almeno 20.000 morti, tra cui 8.000 minori e 6.200 donne. Ma la mattanza non conosce soste.
Il premier Netanyahu, al ‘Times of Israel’, è stato esplicito al riguardo: “Continuiamo la guerra fino alla fine. Continuerà finché Hamas non sarà distrutto, fino alla vittoria. Finché tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati non saranno raggiunti. Dovremo distruggere Hamas, liberare i nostri ostaggi ed eliminare la minaccia da Gaza». E, tanto per chiarire quanto possa essere vincolante per il governo di Tel Aviv, la eventuale risoluzione che sarà adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il molto bellicoso ‘Bibi’ aggiunge, asciutto: «Chiunque pensi che ci fermeremo è disancorato dalla realtà. Stiamo facendo piovere su Hamas fuoco, fuoco infernale. Tutti i terroristi di Hamas, dal primo all’ultimo, affrontano la morte. E hanno solo due opzioni, cioè arrendersi o morire”.
E in questa posizione oltranzista Israele è accompagnata dall’amministrazione USA. Il ‘partito dei duri’, alla Casa Bianca, non vuole sentire ragioni e preme affinché qualsiasi accordo si stia trattando lasci a Israele ampie facoltà di agire.
Cioè un accordo farsa. Ma nemmeno quello per ora si è riusciti ad ottenere. Secondo fonti riportate dal britannico Guardian, Biden ha sconfessato gli impegni che erano stati presi dal Segretario di Stato Blinken sulla seconda bozza della risoluzione, presentata dagli Emirati Arabi Uniti, per un cessate il fuoco umanitario a Gaza. Niente da fare e avanti con la guerra senza quartiere, fino alla “distruzione di Hamas”, la formula trappola con cui si sta lasciando allo Stato ebraico, la facoltà di decidere quanto e fino a quando bombardare.
La posizione americana è sempre più ingiustificabile a gran parte del mondo non occidentale, e anche in buona parte di esso, per il sostegno a una guerra condotta da Israele in spregio a tutte le “regole” del diritto internazionale e di quello umanitario in particolare. Regole che gli Stati Uniti ricordano costantemente nella loro narrativa riguardante l’invasione dell’Ucraina. Ma che dimenticano completamente con Gaza.

(Fonte)
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