Islanda, se il popolo vota contro Bruxelles allora è “interferenza”?

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Quando il voto popolare contraddice l’ingegneria europea, scatta l’allarme sulle interferenze straniere. La governance sottrae l’economia alla contesa democratica e rende intoccabili le priorità tecnocratiche: se il popolo non si adegua, si può sempre cercarne un altro.

Islanda

Quando l’ingegneria europea viene sconfessata alle urne, immediatamente si evocano le interferenze straniere. Le cosiddette liberaldemocrazie non possono sopportare più neanche quel tanto di democrazia formale che ancora resiste, retaggio dei vecchi impianti costituzionali.

L’Unione Europea respira e si muove assecondando la propria natura totalitaria che determina la separazione tra economia e democrazia. È il principio della governance, opposto al vecchio concetto di governo che pianificava l’indirizzo politico tenendo conto della conflittualità tra classi sociali mediata dai corpi intermedi e dalla politicizzazione attiva della cittadinanza.

La governance applica sistematicamente modelli di gestione che favoriscono la protezione degli investitori privati, costituzionalizzando una sorta di giustizia di mercato in un regime di concorrenza esistenziale.

Questo meccanismo è posto al di fuori della contesa politica tanto che nessun voto potrà mai sovvertire le priorità di gestione dei tecnocrati europei.

Quindi, il continuo riferimento a condizionamenti stranieri quando i referendum non si accodano alla volontà di regime, oltre a essere funzionale per un futuro di guerra, vuole ricordare alla popolazione che gli stessi sono replicabili indefinitamente, fino a quando le bandiere blu non vengano issate dai palazzi pubblici.

“Poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo”. Questo il motto brechtiano della civiltà europeista.

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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