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L’esercito di Tel Aviv ha ucciso almeno 100 palestinesi a Gaza City, civili che si accalcavano in massa sui camion degli aiuti umanitari di cui avevano disperatamente bisogno.
La strage del pane a Gaza
Nel giorno in cui circola il video dell’ennesima performance imbarazzante di Joe Biden, che parla di Gaza mentre mangia un gelato e risponde confusamente ai giornalisti con sciocchezze palesi (cessate il fuoco all’inizio del week end, no alla fine, spero lunedì), arriva la notizia dell’ennesima strage da parte dell’Idf.
Un massacro che riesce ad essere ancora più barbaro nella già altissima scala di atrocità perpetrate dalle forze armate israeliane nella Striscia.
L’esercito di Tel Aviv ha ucciso almeno 100 palestinesi a Gaza City, civili che si accalcavano in massa sui camion degli aiuti umanitari di cui avevano disperatamente bisogno.
Il ministero della Sanità di Gaza ha annunciato che il numero delle persone uccise mentre aspettavano di ricevere aiuti è salito a 112. Lo scrive la Bbc. Il portavoce del ministero, Ashraf al-Qudra, ha aggiunto che 760 persone sono rimaste ferite. La stessa fonte ha poi precisato che le vittime potrebbero aumentare in quanto molti corpi devono ancora essere recuperati.
Un medico a Gaza ha detto di aver visto decine di corpi di morti e feriti da armi da fuoco, inclusi colpi alla testa, al collo e al mento, distesi lungo la strada. Lo riporta il New York Times.
Il dottor Yehia Al Masri, che lavora all’ospedale Al-Shifa, ha raccontato che si trovava con la famiglia quando ha sentito i colpi esplodere, intorno alle 4 di mattina. Alcuni dei morti sarebbero vittime della fuga precipitosa, mentre altri sarebbero stati colpiti dai camion che si erano allontanati per non essere colpiti. Sempre secondo il medico, alcune persone, affamate, hanno lasciato i parenti feriti per correre verso i convogli e cercare cibo. Altri hanno caricato amici e parenti in macchina per trasportarli in ospedale.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane Daniel Hagari ha ribadito che la strage durante l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza è il risultato di “uno sfortunato incidente” e che “le Forze Israeliane operano secondo le regole di ingaggio e il diritto internazionale”.
Siamo di fronte a un atto mostruoso che non è solo una violazione ma una deliberata cancellazione di ogni traccia del diritto internazionale e della decenza umana. Gli ospedali a Gaza stanno esplodendo, e non solo metaforicamente, senza risorse e nella stretta mortale di un assedio, le immagini dei loro corridoi in cui stanziano ammassati feriti, morti e familiari delle vittime, sono una straziante testimonianza della inflitta a un popolo oppresso. Questa non è una guerra; è uno sterminio metodico sotto la copertura ipocrita del termine ‘“autodifesa”.

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