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martedì, Luglio 5, 2022

I veri numeri delle elezioni francesi: il bluff Le Pen e l’exploit di Melenchon che non piace in Italia

I grandi giornali italiani, Corriere e Repubblica su tutti, hanno enfatizzato la presunta “vittoria” della Le Pen nelle elezioni francesi, a scapito dell’exploit di Melenchon, sparito dai titoli. Una scelta editoriale perchè poi c’è la realtà con la pubblicazione dei voti ottenuti e dei seggi, e si capiscono molte più cose.

In Francia, per un complesso meccanismo elettorale, che potremmo tranquillamente definire astruso, ma che ha una funzione precisa, salvaguardare le forze “moderate”, cioè la perenne area governista del paese, i seggi non corrispondono ai voti reali ottenuti.

Elezioni francesi: il sistema elettorale

Il sistema elettorale francese è uninominale maggioritario a doppio turno. Gli elettori vengono divisi in 577 collegi uninominali, su base territoriale. Il candidato che vince il primo turno viene eletto deputato se ottiene la maggioranza assoluta dei voti purché sia pari ad almeno il 25% degli elettori iscritti alle liste del collegio.

Altrimenti accedono al secondo turno i primi due classificati e comunque tutti quelli che hanno ottenuto il 12,5% degli elettori iscritti alle liste del collegio. Quindi è possibile un ballottaggio a tre o a quattro candidati. L’affluenza è importante. Quando è alta, c’è maggiore probabilità di ballottaggi a tre o a quattro. Se è bassa, la soglia del 12,5% si alza sempre più e le triangolari sono più difficili. Nel 2017 vi è stata una sola triangolare per via della bassa affluenza ,sotto il 50%.

Chi vince il secondo turno viene eletto deputato. In caso di parità, vince il candidato più anziano.

Il sistema elettorale francese tende a favorire o sfavorire (in termini di seggi ottenuti) le liste a seconda della capacità di queste ultime di creare delle alleanze in vista del ballottaggio tra il primo e il secondo turno; un caso emblematico è proprio quello del Fronte Nazionale che nel 2017 ccon il 13,20% al primo turno e l’8,75% al secondo turno, alla fine riesce ad ottenere 8 seggi, pari all’1,39%. Viceversa in questa elezione, con quasi gli stessi voti, sfruttando il meccanismo “al contrario”, decuplica gli eletti.

Il bluff Le Pen e l’exploit di Melenchon

Per capire dunque la portata dei risultati elettorali bisogna fare i conti con i voti reali ottenuti dai vari raggruppamenti. Eccoli:

  • Ensemble (la coalizione guidata da Macron) ha ottenuto 7.988.648 e 246 eletti;
  • NUPES (la coalizione delle sinistre e gli ecologisti guidata da Melenchon) 6.746.239 e 142 eletti;
  • RN (Le Pen) 3.590.174 e 89 deputati

La NUPES ha ottenuto appena il 4% di voti meno della coalizione di Macron, ma ha avuto 104 eletti in meno. Così come la Le Pen che, come già detto in precedenza, si attesta a poco più della metà dei voti di Melenchon ma viene presentata come la vincitrice poichè decuplica gli eletti.

Ma anche qui bisogna fare chiarezza e per farlo basta vedere il grafico delle precedenti elezioni, quelle del 2017:

I veri numeri delle elezioni francesi

Come potete vedere, la Le Pen è passata da quasi 3milioni di voti presi nel 2017 a 3milioni e 600mila, ma per l’assurdo meccanismo elettorale da 8 deputati sale a 89!

Macron scende da 308 a 246, quindi se non un crollo è qualcosa di molto simile; mentre se sommate socialisi, ecologisti e “insoumise”, da poco più di 5 milioni di elettori, con 40 deputati divisi, con Melenchon passano a oltre 6milioni e 700mila elettori e 142 eletti.

Si capisce così meglio il terremoto accaduto, la portata della  crescita della sinistra ecologista e socialista, e si ridimensiona e di molto la cosiddetta “vittoria” della Le Pen.

Mélenchon, alla vigilia dei ballottaggi per le presidenziali, disse con chiarezza “nessun voto alla destra”.
Macron invece, dove c’erano ballottaggi tra i candidati della Le Pen e della NUPES, non ha fatto le stesso, perchè il suo obiettivo non era fermare la destra ma fermare la sinistra.
Come in Italia.

Questo spiega molto anche delle scelte “editoriali” dei nostri principali quotidiani.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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