Haftar muove le truppe: si riaccende la Libia?

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La situazione in Libia è nuovamente al centro delle preoccupazioni internazionali a causa di recenti movimenti di truppe guidate dal generale Khalifa Haftar. Questi spostamenti hanno destato l’attenzione dei Paesi occidentali, che temono una ripresa del conflitto armato, il quale potrebbe destabilizzare ulteriormente la regione e vanificare gli sforzi per unificare il Paese.

Libia, le divisioni interne e le mosse di Haftar

La Libia rimane di fatto spaccata in due entità principali: da una parte il governo di unità nazionale di Tripoli, guidato da Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e sostenuto dall’ONU e dall’Occidente, dall’altra il governo rivale di Tobruk, supportato militarmente dall’Esercito Nazionale Libico (LNA) di Haftar.

Nonostante l’apparente fine della guerra civile con l’accordo di cessate il fuoco, il Paese continua a essere frammentato da divisioni politiche, tribali e militari.

La mossa di Haftar

Le truppe di Haftar si sono spostate verso Ash Shwayrif, situata a circa 400 km a sud-ovest di Tripoli, con l’obiettivo di controllare la città strategica di Ghadames e il valico di frontiera con l’Algeria. Questo movimento è stato visto come un tentativo di Haftar di rafforzare la sua influenza sulla regione sud-occidentale, aumentando la tensione con il governo di Tripoli.

In risposta, il Consiglio Supremo di Stato di Tripoli ha dichiarato lo stato di allerta, preoccupato che queste azioni possano portare a una nuova escalation del conflitto.

Preoccupazioni internazionali

Le ambasciate di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti hanno espresso congiuntamente la loro preoccupazione per i recenti movimenti militari, temendo che possano compromettere l’accordo di cessate il fuoco e il processo di riconciliazione politica in corso. Questo intervento internazionale evidenzia il timore che la Libia possa tornare a essere un campo di battaglia per le potenze straniere e le loro alleanze locali.

Il ruolo di Saif al-Islam Gheddafi

Un altro elemento di incertezza è rappresentato da Saif al-Islam Gheddafi, figlio del defunto dittatore Muammar Gheddafi, la cui popolarità e influenza politica continuano a rappresentare un fattore destabilizzante.

Secondo alcune fonti, Haftar avrebbe intenzione di prevenire la formazione di unità militari fedeli a Gheddafi nel sud del Paese, cercando di consolidare il controllo sulle aree strategiche del Fezzan.

Un nuovo conflitto potrebbe avere ripercussioni su scala globale, in particolare in termini di sicurezza energetica e flussi migratori.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (Kulturjam Edizioni), "Malagrazia" (Kulturjam edizioni).

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