Gli scandalosi extraprofitti delle banche e l’egemonia del dollaro. Ma qualcuno si sta stancando…

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Quasi 100 miliardi di dollari di extraprofitti delle principali 6 banche statunitensi nei primi 9 mesi dell’anno. Se la passano bene anche in Italia i banchieri. Il dollaro” continua ad essere centrale ed è ancora il principale elemento di tensione internazionale.

Gli scandalosi extraprofitti delle banche

Quasi 100 miliardi di dollari. Sono gli extraprofitti delle principali 6 banche statunitensi nei primi 9 mesi dell’anno: per la cronaca, perché voglio tranquillizzarvi, lo scorso anno le cose non erano andate male ma quest’anno i risultati sono semplicemente incredibili.

Le banche sono JP Morgan, West Fargo, City Group, Morgan Stanley, Bank of America e Goldam Sachs. Insieme, con risultati diversi, hanno totalizzato, lo riscrivo per rendere bene l’idea, quasi 100 miliardi di extra profitti, nei primi 9 mesi, e entro la fine dell’anno miglioreranno sicuramente questo risultato. Ed in Italia?

Tranquilli anche qui le cose non sono andate male. Non con questi numeri, ma le nostre, si fa per dire, banche hanno registrato utili per quasi 43 miliardi.

Dobbiamo anche registrare che hanno perso circa 10 miliardi di capitalizzazione con l’annuncio dell’imposta sugli extra profitti. Pensate un po’ è bastato l’annuncio di una cosa seria per fargli perdere tutto questo denaro.

Se conoscessero bene questo governo avrebbero preso l’annuncio per quello che era: parole al vento che sarebbero rimaste tali. Come potevano pensare che questi draghiani mancati con la parrucca potessero fare una cosa seria?

Comunque nonostante l’incidente di percorso hanno recuperato alla grande. Torniamo a noi: come è possibile che le banche abbiano generato tutti questi utili? È la prima domanda che uno si dovrebbe fare, sempre che non sia un Ministro economico del Governo Meloni.

Chi ha fatto un paio di lezioni di economia, quindi non Giorgetti, sa che dovrebbe esistere una correlazione tra la crescita economica di una nazione ed il profitto di una banca.

In realtà oggi non è così: le banche registrano questi utili, parliamo del caso italiano ma nel resto del mondo la situazione è più o meno la stessa, nonostante l’andamento dell’economia: la crescita economica dell’Italia è un simpatico zero. Insomma se l’economia reale è da encefalogramma piatto non cambia nulla.

Quindi cosa genera l’extra profitto delle banche?

Sicuramente questa situazione è determinata dalle politiche delle Banche centrali, il dato è talmente evidente che lo scrive anche Il Sole 24 ore. Detto in parole semplici: quando ci prestano i soldi il tasso di interesse è alto, quando ci devono riconoscere l’interesse sui soldi che abbiamo sul conto, quando li abbiamo, è bassissimo. Questo differenziale è una fonte di guadagno molto importante.

Con tutti questi soldi guadagnati una parte sono per i dividenti, una parte serve per comprare titoli, anche le loro stesse azioni, per mandare agli operatori finanziari un messaggio di solidità, e per non far perdere valore alle azioni.

Di fatto drogando il mercato: ormai è evidente che il sistema si regge su spregiudicati interventi, di serio non c’è nulla se non ci fossero di mezzo le vite delle persone comuni. A tutto questo aggiungiamo migliaia di licenziamenti e di prepensionamenti.

L’applicazione che ci permette di fare qualunque operazione sul nostro conto è in soldoni posti di lavoro che non esistono più. Meno dipendenti uguale meno costi. Quindi guadagnano prestando il denaro e licenziando il personale e di conseguenza riducendo i costi.

Con queste due azioni è praticamente impossibile non generare utili. Ma non fanno solo questo c’è un altro segmento che genera un profitto importante per le banche: è la gestione del risparmio attraverso società che a sua volta sono controllate dalle banche stesse. Sono i soldi di coloro che si affidano alla previdenza complementare ed alla sanità complementare.

In una società dove il welfare è vicino all’estinzione, dove lo Stato non garantisce più i servizi essenziali, una parte consistente del denaro viene speso per avere quei servizi che in una Società civile sarebbero garantiti universalmente dallo Stato a tutti i cittadini, o almeno a quelli che non se lo possono permettere.

Tutta questa liquidità permette alle banche di fare scelte di natura finanziaria, comprano e vendono titoli, compresi i Titoli di Stato che hanno interessi alti e di fatto il debito pubblico è nelle mani delle Banche. Quindi il sistema bancario non è più un erogatore di credito per famiglie ed aziende, e quando lo fa con costi altissimi, ma è un soggetto che opera in maniera spregiudicata sul mercato e si sostituisce allo Stato come soggetto per può garantire, ovviamente pagando, servizi essenziali.

La Banca non è più legata all’economia reale ma è un erogatore di servizi. Negli Stati Uniti questa cosa accade da sempre, in Italia è un fenomeno che sta crescendo e la Politica si guarda bene da invertire questa tendenza, anzi la favorisce.

C’è un sostanziale differenza tra la realtà statunitense e quella europea. Negli USA la Federal Reserve aumenta il tasso di interesse, di conseguenza i titoli di Stato americani si devono rimodulare garantendo interessi più alti.

La differenza con l’Europa, e quindi con l’Italia, è che gli americani questi interessi più alti non li pagano intervenendo sulla Finanza pubblica, tagliando la spesa, ma semplicemente stampando più denaro.

Doppia conseguenza: nessun effetto recessivo e costringono le altre nazioni ad adeguare il tasso di interesse dei loro Titoli per essere appetibili sul mercato. Gli americani, con tassi di interesse alti sui loro Titoli, attraggono capitale estero. In Europa tutto questo non succede.

Quando la Banca Centrale europea alza i tassi di interesse, quindi costringe l’Italia a pagare interessi più alti sul debito, nel 2023 circa 100 miliardi, questi soldi non si trovano stampando nuovi euro ma si trovano riducendo la spesa pubblica. Facendo simpatiche politiche di macelleria sociale.

Questo quadro terrificante è possibile perché negli Stati Uniti c’è una concentrazione di capitale e reddito finanziario mai conosciuta da quando non si baratta più, cosa che dovremmo tornare a fare vista la situazione, parlo del baratto.

Dietro le famose sei banche citate ad inizio articolo ci sono tre Fondi di investimento speculativi, con nomi che andrebbero bene per una birreria, che si chiamano: Vanguard, BlackRock, State Street. Fondi che gestiscono il risparmio di milioni di americani ed europei, che possiedono nell’orbe terracqueo qualunque cosa vi venga in mente, e sono pure i proprietari delle Agenzie di Rating che danno la pagella sulla nostra economia.

Hanno liquidità per circa 23mila miliardi di dollari e hanno deciso che le transazioni nel mondo si fanno in dollari. Controllando tutto, governi, politica ed informazione, e si possono permettere di fare quello che vogliono. Sicuramente lo possono fare fino ad oggi.

C’è chi si sta stancando di questa egemonia del dollaro – vedi Brics e non allineati – e vuole cambiare la situazione esistente. È questo uno dei motivi delle guerre e delle tensioni internazionali in giro per il mondo. Perché è in atto una rivoluzione dall’esito incerto e come tutte le rivoluzioni che si rispettino non sarà un pranzo di gala.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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