Corsi e ricorsi: il G7 punta sull’India per frenare la Cina. Ma…

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Il blocco G7 punta sull’India in contrapposizione alla Cina, lanciare un grande piano di investimenti destinato a porre Pechino all’angolo. Ma c’è un grande punto interrogativo.

Corsi e ricorsi: il G7, l’India e la Cina

Sotto vedete la mappa della distribuzione delle monete romane in Eurasia. Come si vede bene dall’immagine, gran parte delle monete sono concentrate nel territorio dell’ex Impero e nel subcontinente indiano (in particolare in India meridionale e Sri Lanka).

L’immagine è di grande interesse, perché come per le altre vie commerciali si vede il sovrapporsi con le vie moderne.

Avevo già parlato (forse un anno fa) della Via dei Variaghi e della sua somiglianza con il corridoio Nord-Sud che Russia-Azerbaigian-Iran-India stanno mettendo in piedi.

Nel 2013, i cinesi (con la solita passione) hanno rilanciato la Via della Seta, il cui precedente storico non deve certo essere spiegato.

Arriviamo all’IMEC (Corridoio India-Medio Oriente-Europa) che sembra ripetere questo precedente percorso: un collegamento rapido India-Mediterraneo-Europa.

India, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Unione Europea, un progetto destinato a opporsi via mare e via terra alla BRI (Nuova Via della Seta) e che per la prima volta non prevede l’uso delle armi, ma l’uso del commercio (dopo il pantano ucraino, non sembrava possibile).

Grande esclusa l’Africa, dove gli USA stanno puntando a una spartizione del continente diretta senza più intermediari: la serie di colpi di stato sembra arrivare da lontano e dover mettere fuori gioco i francesi (con danni economici in patria non da poco).

La strategia USA nel 1973, davanti al montante anti-imperialismo e accrescersi del loro ciclo del debito fu quello di aprire alla Cina (in rotta con l’URSS perché considerata troppo moderata da Pechino), inondarla di denaro e investimenti (quasi fosse un nuovo Piano Marshall) e porre il germe della situazione odierna (il capitalismo nutre le sue stesse contraddizioni, come diceva saggiamente Marx).

Oggi, il blocco G7 sembra puntare a una soluzione analoga: puntare sull’India in contrapposizione alla Cina, lanciare un grande piano di investimenti destinato a porre Pechino all’angolo e al momento cruciale far giocare in guerre locali tra i due giganti asiatici la partita lontana (gli USA si portarono via dal Vietnam, ma trasformarono per gli anni successivi l’Asia in un campo di battaglia: Afghanistan dove gli arabi combatterono i russi per interposta persona; Cambogia dove i cinesi combatterono russi e vietnamiti).

Riuscirà questa volta? Difficile a dirsi, molto dipende da due fattori:

– La capacità indiana di resistere a un’integrazione con l’Occidente (che a loro potrebbe convenire) in cambio di un ruolo anti-cinese;

– La capacità occidentale di trovare questi soldi. Questa è la vera incognita: senza la Cina, l’Occidente -che fino ad oggi i dollari se li stampa- i soldi per reindustrializzarsi, opporsi alla Russia, disaccoppiarsi dalla Cina e finanziare la crescita indiana, dove li trova?

  • Vi ricordiamo che è in vendita: “LA TERRA DI ITZAMNA’”  il nuovo libro di Gabriele Germani.
  • Un volume tra storia e geopolitica con il quale scoprirete segreti e storie di un piccolo paese ricco di sorprese, il Guatemala.
  • CLICCA sul link
    https://www.kulturjam.it/kulturjam-edizioni

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL LINK – Kulturjam Shop

Leggi anche

 

Gabriele Germani
Gabriele Germani
Roma, 1986. Laureato in Storia contemporanea e Psicologia, con Master in Geopolitica. Lavora nell’ambito pedagogico-educativo. Si occupa da anni dei rapporti tra il Sud e il Nord del mondo, con le lenti del neo-marxismo, della teoria della dipendenza, del sistema-mondo e dell’Eurasia. Con questa prospettiva ha pubblicato negli anni, alcuni libri e articoli di storia e antropologia, in particolare sull’America Latina. Riferimenti bibliografici: Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni di Gabriele Germani (Autore), Anthology Digital Publishing, 2022. Ha inoltre in pubblicazione con Kulturjam Edizioni: una raccolta di riflessioni su BRICS e mondo multipolare, con introduzione di Gianfranco La Grassa e con Mario Pascale Editore un testo sulla politica estera italiana durante la II Repubblica. Cura un micro-blog sul suo profilo Facebook (a nome “Gabriele Germani”) e un Canale Telegram sempre a nome “Gabriele Germani” (t.me/gabgerma). Dirige inoltre il Podcast “La grande imboscata” su attualità, geopolitica e cultura su varie piattaforme.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli