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La fuga di Rustem Umerov e le inchieste anti-corruzione su Chernyshov e Mindich scuotono Kiev. Scandali milionari e favoritismi nel governo Zelensky rivelano una corruzione sistemica che minaccia la stabilità politica, nonostante la guerra contro la Russia.
Scandali di Palazzo a Kiev: la valanga anti-corruzione che minaccia Zelensky
La presidenza di Volodymyr Zelensky affronta una crisi senza precedenti. Le dimissioni del ministro della Giustizia German Galushenko e della ministra dell’Energia Svitlana Grynchuk, provocate dalle indagini dell’Agenzia nazionale ucraina anti-corruzione (NAPU) e della Procura speciale anti-corruzione (SAP), hanno aperto una falla enorme nella gestione del governo.
Ma la vera esplosione è arrivata con la notizia della fuga di Rustem Umerov, ex ministro della Difesa e segretario del Consiglio di sicurezza. Umerov si sarebbe rifugiato prima in Turchia, poi negli Stati Uniti, per testimoniare sulle pratiche corruttive della cerchia presidenziale.
La mossa di Zelensky di invocare le dimissioni non ha quindi fermato la slavina: al contrario, il caso sta assumendo proporzioni quasi incontrollabili. La fuga di Umerov getta un’ombra pesante sul sistema di potere che ha sostenuto Zelensky sia nella guerra contro l’invasione russa sia nella sua intera presidenza.
La corruzione, che emerge dagli scandali legati al colosso energetico statale Energatom, rivela un intreccio di favoritismi, tangenti e speculazioni immobiliari che coinvolge figure di vertice come Oleksiy Chernyshov e Timur Mindich.
Chernyshov, Mindich e il lusso sfacciato
Oleksiy Chernyshov, ex vice-premier e AD di Naftogaz, è al centro di uno scandalo che vede il suo coinvolgimento in tangenti milionarie nell’agenzia nucleare ucraina. Accusato di aver intascato oltre 1,2 milioni di dollari e 100 mila euro, Chernyshov aveva già versato una cauzione di 2,9 milioni per restare libero in un’altra indagine.
Gli investigatori hanno anche scoperto i suoi investimenti in un complesso residenziale di lusso a Kozin, intestato formalmente a una “testa di legno” per mascherare la speculazione: ville destinate a Chernyshov, Mindich e alla dirigenza del Paese.
La fuga di Mindich, che ha lasciato il Paese nonostante le restrizioni all’espatrio per uomini tra i 22 e i 60 anni, suggerisce un coordinamento interno per sfuggire all’arresto. Nel frattempo, Oleksandr Klymenko, capo della procura anti-corruzione, ha avviato un’inchiesta sul suo vice Andriy Synyuk, accusato di aver avvisato Mindich tramite il suo avvocato Oleksiy Meniv. La vicenda ricorda i fasti corruttivi dell’ex presidente Yanukovich, celebre per il suo bagno dorato, e conferma la profondità del malaffare nel cuore dello Stato ucraino.
Banche e contanti: la rete che sfugge ai controlli
Il sistema di corruzione coinvolge anche le banche, con transazioni milionarie che sfuggono alle restrizioni imposte dalla Banca nazionale dell’Ucraina (NBU). Nonostante il divieto di emissione di contanti in valuta estera durante la legge marziale e il limite di 100.000 grivne prelevabili al giorno, il denaro dei corrotti circola indisturbato.
La Sense Bank, insieme a Oschadbank, PrivatBank, Raiffeisen, PUMB, Pivdenny, KredoBank e RwSbank, è sotto i riflettori. La NBU, pur dichiarando che non sono stati rilevati prelievi anomali, non riesce a dissipare il sospetto di un flusso parallelo di denaro contante.
Le inchieste hanno messo in luce un sistema strutturale, che va ben oltre singole deviazioni criminali. La Commissione anti-corruzione del Parlamento ha iniziato audizioni per identificare le responsabilità delle forze dell’ordine, con Anastasia Radina che ha dichiarato che ogni risposta dilatoria sarà considerata complicità.
La domanda cruciale rimane: riuscirà Zelensky a sopravvivere politicamente a questa tempesta? Per ora, la necessità di mantenere un leader stabile contro l’invasione russa sembra prevalere.
Tuttavia, la fuga di Umerov negli Stati Uniti potrebbe introdurre un elemento imprevedibile, potenzialmente capace di scuotere la politica ucraina e le relazioni con i partner internazionali.

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