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La clamorosa scelta di Fiona Scott Morton, americana, ex consulente dei giganti Usa delle Big Tech, a nuovo capo economista della Direzione generale della Concorrenza dell’Unione Europea, formalizza senza imbarazzi lo status di colonia dell’Europa.
Fiona Scott Morton all’antitrust, Europa incatenata al vincolo esterno
La Commissaria Europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, ha nominato responsabile delle politiche antitrust della Commissione l’economista americana Fiona Scott Morton.
Oltre alla provenienza geografica della Morton, già di per se imbarazzante (è come se a Washington nominassero Cottarelli ad assistere alla Yellen, cioè francamente inimmaginabile), aggiungiamo che l’economista uscita da Yale, è stata consulente per diverse Big Tech americane (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) e – con un paradosso tutto politico – in base a questo, in barba a qualsiasi conflitto di interessi, è stata nominata responsabile economica per la concorrenza della UE e dovrà quindi valutare l’abuso di posizioni dominanti delle aziende su specifici mercati.
Ovviamente questa notizia non ha trovato nessun eco nel mondo dell’informazione mainstream.
E dunque, in quest’ultimo anno e mezzo, al di la della propaganda sfacciata, con il dopo Vilnius che sta certificando la ricerca da parte della Nato di una exit strategy che limiti il più possibile le conseguenze di uno dei più grandi errori strategici della storia moderna, con l’Ucraina condannata a una lenta agonia, l’Europa nemmeno ci prova più a nascondere che siamo una colonia americana.
E l’Italia scivola sempre più ai margini, ormai periferia di una colonia. L’immagine di Giorgia Meloni che cerca di imbucarsi al centro nella foto di rito al termine del vertice di Vilnius, e viene fatta spostare di lato, da il quadro visivo esatto della situazione.
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