Cina, India e gli “altri”: la nuova corsa allo spazio

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Mentre nel vecchio Occidente stiamo cercando di capire bitcoin, il multipolarismo  e dove si trova il Niger, le potenze emergenti sono prese dalla nuova corsa allo spazio che segnerà il futuro.

La nuova corsa allo spazio

La Cina non accetta la rivendicazione di aver raggiunto il Polo Sud lunare da parte degli indiani.
La motivazione è tecnica, la sonda sarebbe atterrata a circa 600km dal target quindi troppo distante (per gli standard sinici non è nemmeno zona polare).

La rivendicazione è chiara: ci arriveremo noi (cinesi) nel 2026. Pechino che intanto dice che manderà uomini sulla Luna entro il 2030, costruiranno una base robotica con i russi nel Polo Sud lunare negli anni ’30 del nostro secolo.

Perché questo interesse per il Polo Sud? Sembra la zona più comoda per una colonia umana: grotte che si sviluppano in verticale che una volta sigillate saranno un ottimo luogo per proteggersi da piccoli impatti di meteoriti e raggi cosmici.

Inoltre, data la posizione lunare alcune zone polari sono sempre illuminate e quindi ideali per un impianto solare.

L’impressione come per l’AI è che noi siamo vecchi e un po’ ottusi (noi opinione pubblica), per cui abbiamo spinto gli Stati a disinteressarsi della cosa, lasciandola in mano ai privati.

Questi si comportano come le varie della Compagnie delle Indie e puntano a massimizzare i profitti di questa colonizzazione epocale.

Intanto gli USA continuano a vedere scivolare il piano Artemis che coinvolge amici e alleati di tutto il mondo. Inizio a pensare che i cinesi arriveranno primi sulla Luna in questa nuova corsa allo Spazio.

Lentamente, la corsa sta prendendo velocità e noi un po’ storditi già dalle informazioni del pianeta Terra non riusciamo a starle dietro.

Vorrete mica che ora ci occupiamo di Marte e Titano? Stiamo cercando di capire Bitcoin, il multipolarismo, il grande gioco polare e dove si trova il Niger!

La corsa allo spazio rende in tecnologia e quindi in denaro. In finale, spendi tanto ma hai rientri molto maggiori sul lungo periodo; senza considerare che se quella è la tendenza della competizione le grandi potenze, le aziende e le banche dovranno per forza adattarvisi.

Anche Elon Musk sembra ormai più preso da Twitter e dal commentare la politica USA e europea che dalla conquista di Marte e le missioni (di modeste dimensioni) private Usa-neozelandesi sono tutte rinviate di un anno.
Sembra proprio che questi miliardari producano chiacchiere e poco altro.

Altro fatto interessante, la corsa a asteroidi e comete. Un po’ tutti cercano di atterrare e studiarli ufficialmente per la presenza di preziosi, ufficiosamente perché con la nostra tecnologia attuale potremmo scoprire che un sassone spaziale in grado di cancellare mezza Europa (o metà USA o la costa cinese) a sei mesi dall’impatto… Un po’ troppo tardi.

Così la NASA si dice pronta a creare uno scudo anti impatto, i cinesi più pragmatici, già tempo fa, dissero che avrebbero usato le atomiche.

Si parla meno di Marte, di Venere ormai se ne parla pochissimo (ma le città volanti in alta atmosfera non erano una pessima idea per una missione scientifica), tornano di moda Giove e Saturno, i cui satelliti saranno forse l’unica casa sicura per i nostri eredi papabili (biologici o cibernetici).

Gli imperi al tramonto sono ossessionati dalla morte che sia per covid, per una guerra nucleare o per il ciclo vitale del Sole. Gli imperi nascenti sono ossessionati da ciò che ossessiona il loro rivale moribondo. In mezzo ci siamo noi a fare i gladiatori.

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Gabriele Germani
Gabriele Germani
Roma, 1986. Laureato in Storia contemporanea e Psicologia, con Master in Geopolitica. Lavora nell’ambito pedagogico-educativo. Si occupa da anni dei rapporti tra il Sud e il Nord del mondo, con le lenti del neo-marxismo, della teoria della dipendenza, del sistema-mondo e dell’Eurasia. Con questa prospettiva ha pubblicato negli anni, alcuni libri e articoli di storia e antropologia, in particolare sull’America Latina. Riferimenti bibliografici: Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni di Gabriele Germani (Autore), Anthology Digital Publishing, 2022. Ha inoltre in pubblicazione con Kulturjam Edizioni: una raccolta di riflessioni su BRICS e mondo multipolare, con introduzione di Gianfranco La Grassa e con Mario Pascale Editore un testo sulla politica estera italiana durante la II Repubblica. Cura un micro-blog sul suo profilo Facebook (a nome “Gabriele Germani”) e un Canale Telegram sempre a nome “Gabriele Germani” (t.me/gabgerma). Dirige inoltre il Podcast “La grande imboscata” su attualità, geopolitica e cultura su varie piattaforme.

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