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mercoledì 19 Gennaio 2022
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La Castellani e il Ddl Zan: nomi, cose, città (leghisti fantastici e dove trovarli)

Le vette dell’irreale nella politica italiana raggiungono punte bunueliane. L’ultimo caso riguarda la Castellani e il Ddl Zan, con l’uscita della Garante per l’infanzia (sic!) sulle pratiche sessuali favorite dall’eventuale applicazione del decreto contro l’omotransfobia.

La Castellani e il Ddl Zan

“L’approvazione del ddl Zan consentirebbe di scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali, e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età, fino al punto che la poligamia come l’incesto non saranno più un tabù.”

Sono queste le lucide, disarmanti dichiarazioni della leghista Maria Rita Castellani, garante per l’infanzia della regione Umbria.

Che la Lega fosse un laboratorio artistico di grande livello, autentico crogiuolo di comicità involontaria, era cosa risaputa, ma qui si supera ogni possibile record precedente e avendo toccato il fondo, si comincia a scavare.

D’altronde, dopo la geografia di Speroni, le lauree del Trota, i gerundi di Salvini e le mascherine di Fontana, era forse necessario rinfrescare il repertorio attingendo al surrealismo.

Fontana cambia tutti tranne se stesso e Salvini cade dalle nuvole
Indimenticabile performance di Attilio Fontana

 

Stando alla sig.ra Castellani, infatti, il ddl Zan sarebbe una specie di decalogo erotico stile nomi-cose-città, da cui pescare, in base al capriccio del momento, l’oggetto adatto a soddisfare le proprie irrefrenabili foje.

Disegno di legge per perversi ogni risma, roba da far impallidire le 120 Giornate di Sodoma del divin marchese, le 50 Sfumature di grigio e il Kamasutra.

Che si sbrighino ad approvarlo, dunque, giacché urge in noi il bisogno di sperimentare nuove vie di appagamento.

Si potrà, per esempio, copulare con la città di Vigevano. Non l’insieme degli abitanti, che per quanto numerosi, farebbero dell’evento una comune gang-bang, solo un po’ più affollata.

Con la città proprio. Il plastico o lo skyline. Oppure ancora, per i più virtuali, le schermate di google maps. E via a scelta, con qualsivoglia locus geografico.

La periferia di Rho, i Porti Grigi degli elfi, gli anelli di Saturno e l’isola Ferdinandea. O almeno quel che ne rimane.

Pur sbrigliando la fantasia, il suggerimento è comunque di evitare località ad alto tasso di gelosia, quali Sant’Eufemia d’Aspromonte, Corleone et similia.

A meno che non siate anche amanti del sadomasochismo.

Comunque sia, ci attendono notti indimenticabili, errando sull’atlante in preda agli estri più pecorecci.

"Col ddl Zan sesso anche con animali e cose": lo ha detto davvero la Garante per l’infanzia in Umbria (in quota Lega)
Maria Rita Castellani

Ma la novità non si ferma qui, perché col ddl Zan, sempre secondo la signora Castellani, si schiuderebbero anche le infinite meraviglie del regno animale.

Già Aldo Busi, in tempi non sospetti, col il suo Cazzi e Canguri (Mondadori, 2002) ventilava nuove inaspettate possibilità. Aggiungendo all’eros una non disprezzabile aliquota di dinamismo, necessaria per raggiungere il canguro e soddisfarne poi i saltellanti appetiti.

Ma grazie al ddl Zan si potrà indulgere nello stravizio con ogni componente del bestiario avanzato.

Alzi la mano chi non ha mai fantasticato su ornitorinchi, formichieri, lepidotteri, draghi di Komodo e balenottere azzurre.

I più romantici potranno congiungersi con gli unicorni, i bongustai con i maiali di cinta senese, i coccoloni con i cerbiatti, gli sportivi con i ghepardi, i temerari con le pantere. Fino a soddisfare anche la più inverosimile delle depravazioni.

Sembra già tanta roba, eppure la cornucopia di delizie schiusa dal ddl Zan non si ferma qui.

Perché, sempre secondo l’interpretazione della splendida Castellani, si apre anche alla sessualità con gli oggetti. Scatenando una ridda di nuove opportunità, senza limiti di grandezza, forma, colore e consistenza.

Se, come argomentava Woody Allen, l’essere bisessuali raddoppia le possibilità di acchiappo nel week end, grazie al ddl Zan tali possibilità si moltiplicano all’ennesima. Al punto che, se il prossimo sabato resterete a casa, significa che avete davvero mal di testa.

Certo, questa epocale rivoluzione dei costumi richiederà, da parte nostra, grandissima apertura mentale.

Avremo mogli che, con un fil di voce, confessano al marito: Ebbene sì! Ti ho tradito con lo stracchino.

Famiglie rovinate per colpa di un cucurbitaceo. Fughe e fuitine zoofile con annesso, soprattutto al Sud, matrimonio riparatore, officiato dal veterinario.

C’è chi si innamorerà del Panda e chi della Panda, con alzacristalli elettrici e servosterzo di serie.

Chi indulgerà nella più bieca delle poligamie, con tutti e sette i nanetti del giardino. Orge e baccanali si susseguiranno senza sosta e in confronto alla nostra povera società, Sodoma e Gomorra sembreranno innocue come parchi tematici Disney.

Mentre gli intellettuali più corrosivi ostenteranno il sesso tra coniugi nella posizione del missionario, dichiarando che è quella, ormai, la più perversa delle perversioni.

Pur tuttavia, il lascivo ddl Zan omette di contemplare uno specifico atto sessuale.

L’accoppiamento con i leghisti.

Forse perché, anche i più libertari tra i nostri legislatori, pensano che questo sia davvero troppo.

 

 

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