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martedì 9 Marzo 2021
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Batosta per Salvini: crolla al sud e a Lesina riesce a perdere contro nessuno

Al di là delle contestualizzazioni i numeri di queste amministrative certificano una vera e propria batosta per Salvini, in calo ovunque nelle urne.

Lo sconfitto riluttante: batosta per Salvini

In una Italia dove tradizionalmente tutti rivendicano la vittoria, in queste Elezioni Regionali 2020 c’è un perdente di lusso, ma che difficilmente lo darà a vedere: il leader della Lega. Matteo Salvini è il grande sconfitto.

Non si tratta di  un ragionamento politico o di prospettiva ma, semplicemente, di numeri.

Dopo aver già fallito pochi mesi fa il gran colpo tentando di espugnare l’Emilia Romagna, con la candidata Borgonzoni sconfitta da Bonaccini, stavolta non è riuscito a trainare la fedelissima Susanna Ceccardi in Toscana. Eugenio Giani, candidato debole del centrosinistra, ha vinto più agevolmente del previsto.

E se al nord il centrodestra si conferma forza maggioritaria, nel Veneto chiamato alle urne, la lista personale di Zaia lo triplica nei numeri mettendolo all’angolo.

Ma è al sud, con la sua scommessa di sfondamento, e la perenne campagna elettorale a cui ci ha abituato in questi anni a sottolinearlo, che fallisce miseramente.

A distanza di appena un anno dall’ultimo raffronto possibile, quello per le Elezioni Europee, in Campania è passato dal 19,20 al 5,64. In Puglia dal 25,3 per cento, al 9,58. Un vero tsunami.

La beffa a Lesina

Un sindaco pugliese lo abbiamo già eletto ancor prima del confronto elettorale, aveva detto trionfante Salvini il 23 agosto, con un proclama fassiniano, riferendosi alla situazione particolare che si era creata a Lesina, un comune in provincia di Foggia.

Nella cittadina pugliese, appena 6.000 abitanti, oltre che per le regionali si votava anche per le comunali e vi era un solo candidato sindaco, il leghista Primiano Di Mauro, presente con la lista civica Lesina Azzurra.

Il candidato salviniano era in gara senza alcun avversario, ma la presenza di una sola lista richiede il quorum del 50%

Dunque una vittoria certa a condizione che a recarsi alle urne fosse il 50% + 1 degli elettori.

Ebbene, il quorum non è stato raggiunto, grazie anche alla spinta di un comitato locale formatosi per spingere al mancato raggiungimento della soglia. Una beffa terribile per la Lega, anche considerando che per referendum e regionali il quorum è stato ampiamente superato, ma per le comunali c’è stata un’affluenza del 49,1% .

Così Salvini ha perso anche correndo da solo. Elezioni non valide a Lesina e tutto da rifare.

Il futuro prossimo

Nonostante il leader del Carroccio abbia sminuito in tutti i modi la portata della sconfitta (Vorrei sempre perdere così. Siamo passati da 14 a 15 regioni) c’è una tendenza evidente del calo della spinta propulsiva della Lega.

E se nell’immediato non sono immaginabili scossoni (nel centrodestra non ho competitor), qualche riflessione tra gli alleati è certamente in atto.

Leadership Salvini in crisi? Al momento non mi sembra all’orizzonte, c’è un dibattito in interno che non mette in crisi la leadership ma che discute le tattiche delle campagne elettorali che devono essere riviste. Discutere fa sempre bene.

Lo ha detto Edoardo Rixi, deputato della Lega, a 24Mattino su Radio 24.

Interessanti anche le parole di Giovanni Toti, rieletto Presidente in Liguria, a commento della situazione nel centrodestra, che sono apparse elegantemente sibilline:

In Liguria il centrodestra ragionevole ha vinto. La vittoria delle liste dei Presidenti sono un elemento di riflessioni: è chiaro a tutti che dopo il covid le Regioni sono tornate protagoniste. I numeri dicono che la leadership è ancora di Salvini, ma la Lega deve decidere cosa vuol fare. 

 

 



Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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