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mercoledì, Agosto 17, 2022

Vergogna giudiziaria: assolvono chi ha ucciso il sindacalista Abd Elsalam, condannano manifestanti che protestavano

Non c’è una sola condanna per l’omicidio del sindacalista Abd Elsalam mentre sono quattro i mesi di carcere comminati per chi protestò contro quell’uccisione. Tra i condannati la portavoce di Potere al Popolo, Marta Collot.

Abd Elsalam, condannati i manifestanti che protestavano

Il 14 settembre del 2016 Abd Elsalam, operaio egiziano e padre di cinque figli, delegato sindacale dell’Usb, veniva travolto e ucciso da un tir durante un picchetto davanti alla sede della Gls dove lavorava a Piacenza. Stava scioperando per il mancato rispetto degli accordi per le assunzioni a tempo determinato di 13 colleghi precari.

Il giorno successivo ci furono proteste in diverse città d’Italia e a Bologna avvennero alcuni scontri davanti alla stazione ferroviaria, tra i manifestanti – circa 150 – arrivati in corteo e le forze dell’ordine schierate davanti l’ingresso della stazione.

Le istituzioni giudiziarie, in questi anni, hanno dato ragione alla versione di Procura e proprietari dell’azienda. Nessuno è mai stato condannato per la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf.

E invece, proprio per la manifestazione di protesta nella città emiliana tre persone sono state condannate in primo grado a 4 mesi dal Tribunale di Bologna. Gli imputati erano sette, accusati a vario titolo di resistenza aggravata, manifestazione non autorizzata e blocco stradale.

A seguire il commento di Giorgio Cremaschi.

Abd Elsalam

Cremaschi: “Giustizia di classe”

La nostra Marta Collot insieme a due altri compagni è stata condannata a quattro mesi di reclusione perché nel 2016 a Bologna partecipò alla manifestazione di protesta per l’assassinio di Abdel Salam. Un sindacalista della USB schiacciato da un camion durante uno sciopero alla GLS di Piacenza.

Non c’è una sola condanna per quell’omicidio, ma chi ha protestato contro di esso invece subisce i rigori della legge.

È la giustizia dell’Italia di oggi, regredita ai tempi della più sfacciata giustizia di classe . C’è in carcere un solo imprenditore colpevole di omicidi sul lavoro? No.

Nel 2016 era al governo il PD ed il ministro dell’interno Marco Minniti aveva deciso che i picchetti e le lotte si dovessero affrontare con i metodi di Scelba degli anni 50 del secolo scorso. Tante regressioni reazionarie in Italia partono dal Partito Democratico.

Ora Marta e gli altri compagni vengono condannati per il reato più grave per il sistema dominante oggi: quello di solidarietà.

Noi con Marta e tante altri questo reato lo rivendichiamo. Noi, signori del potere, non siamo solo solidali, noi siamo complici.

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